Il Palazzo dei Diamanti è uno dei monumenti più celebri di tutta la città, e si tratta forse dell’edificio più rappresentativo del Rinascimento italiano situato a Ferrara. Il palazzo sorge in Corso Ercole I d’Este, nel Quadrivio degli Angeli, ed è l’edificio centrale dell’enorme Addizione Erculea.

Il palazzo, che prende il nome dalla conformazione dei blocchi di marmo (più di 8500) che compongono la sua bugnatura, fu edificato su un progetto di Biagio Rossetti per conto di Sigismondo d’Este, fratello di Ercole I, nel 1492. La costruzione dell’edificio durò dieci anni, dal 1493 al 1503, e costituì appunto il centro ideale dell’Addizione Erculea.

L’edificio subì una serie di modifiche tra il 1567 ed il 1570 per opera di Galasso Alghisi, e fu la residenza di diversi componenti della casata d’Este, fino a quando Ferrara non finì sotto il controllo pontificio. In particolare l’ultimo che vi abitò fu Cesare d’Este, cugino del duca Alfonso II e di sua moglie Virginia de’ Medici, colui che fu minacciato dal Papa stesso di scomunica se non avesse abbandonato la città alla morte di Alfonso II.

Il Palazzo dei Diamanti fu successivamente ceduto al marchese Guido I Villa da Francesco d’Este, nipote e successore di Cesare, nel 1641. Guido modificherà il portale d’ingresso commissionando le modanature e le due candelabre laterali. All’interno della pinacoteca sono ancora presenti numerosi ritratti dei componenti della famiglia Villa.

La struttura fu in seguito acquistata dal Comune di Ferrara nel 1832, allo scopo di trasferire al suo interno la Pinacoteca e l’Ateneo Civico. Molte delle opere contenute al suo interno andarono perdute nel corso della seconda guerra mondiale, in seguito al bombardamento di Ferrara avvenuto nel 1944.

La facciata del Palazzo dei Diamanti
La facciata del Palazzo dei Diamanti

Descrizione

Dal punto di vista architettonico, la maggiore peculiarità del Palazzo dei Diamanti è il caratteristico bugnato esterno che ha determinato il nome dell’edificio, costituito da circa 8500 blocchi di marmo bianco venato di rosa. Questi blocchi furono posizionati con punte orientate in maniera differente a seconda della loro collocazione, in maniera tale da accentuare la luminosità della facciata.

Particolarmente degne di nota sono anche le candelabre, motivi ornamentali che rappresentano tradizionalmente il fiore dell’aloe, e le decorazioni fitomorfe attribuite al tagliapietre mantovano Gabriele Frisoni. All’interno del Palazzo dei Diamanti è presente un tipico cortile rinascimentale, con tanto di chiostro e pozzo di marmo, caratteristico quest’ultimo dei giardini ferraresi.

La Pinacoteca Nazionale

La Pinacoteca Nazionale ospita diversi dipinti della scuola ferrarese, che spaziano dal XIII al XVIII secolo, ed è situata al piano nobile del Palazzo dei Diamanti. Fra le pitture più antiche possiamo citare l’affresco Trionfo di Sant’Agostino di Serafino de’Serafini, o le tavole a fondo d’oro quali la Madonna col Bambino di Gentile da Fabriano.

Tra i maggiori esponenti della pittura ferrarese del Quattrocento che possono vantare l’esposizione delle proprie opere all’interno della pinacoteca, vi sono Cosmè Tura, Ercole de’ Roberti, Vicino da Ferrara e Michele Pannonio.

Per quel che riguarda invece gli artisti del Cinquecento spicca tra tutti il maestro del classicismo Garofalo, ma sono presenti anche opere manieriste del Bastianino e di Michelangelo, oltre che di Vittore Carpaccio, Ortolano, Manieri, Panetti, Coltellini ed altri.

Al piano inferiore della struttura si trova invece la Galleria civica d’arte moderna e contemporanea, nella quale è possibile trovare opere contemporanee a partire dal 1992, anno in cui avvenne l’inaugurazione della rassegna su Claude Monet e i suoi amici. Tra le mostre più significative reperibili all’interno del Palazzo dei Diamanti ci sono Corot. Natura, emozione, ricordo; Edgar Degas e gli italiani a Parigi; Giovanni Boldini nella Parigi degli Impressionisti; Zurbaran; Matisse. La figura. La forza della linea, l’emozione del colore; Da Dahl a Edvard Munch e Alfred Sisley. Poeta dell’Impressionismo.

La caratteristica bugnatura del palazzo
La caratteristica bugnatura del palazzo

Durante il tour della città di Ferrara, potrete anche visitare il Palazzo Schifanoia, il Castello Estense e la Cattedrale di San Giorgio Martire.

Come arrivare al Palazzo dei Diamanti

Le uscite autostradali più vicine al Palazzo dei Diamanti sono la Ferrara Nord e la Ferrara Sud, ed il palazzo si trova in Corso d’Ercole I, vicino al Museo del Risorgimento e della Resistenza. Arrivando in autobus, la fermata più vicina è la fermata Palazzo Diamanti servita dalle linee 3, 4, 13, 310, 311, 312, 314 e 390.

Orari

Il Palazzo dei Diamanti è aperto tutti i giorni, feriali e festivi, nei seguenti orari:

  • Dal 19 Aprile al 31 Maggio: apre alle 9:00 e chiude alle 19:00
  • Dal 1° Giugno al 19 Luglio: apre alle 10:00 e chiude alle 20:00

Aperto anche il 25 Aprile, il 1° Maggio ed il 2 Giugno.

Tariffe

Il prezzo del biglietto intero è di 11 euro, quello del ridotto è di 9 euro ed è disponibile per bambini/ragazzi dai 6 ai 18 anni, per persone over 65, per studenti universitari e categorie convenzionate.

Per gruppi di minimo 15 persone si potrà chiedere il prezzo ridotto, ed una persona ogni 20 (se in gruppo ovviamente) entra gratis. E’ previsto anche un biglietto ridotto per le scolaresche, dal prezzo di 5 euro, con la possibilità di far accedere al palazzo 2 accompagnatori per ogni classe in maniera gratuita.

I bambini sotto i 6 anni, i portatori di handicap con accompagnatore, le guide turistiche ed i giornalisti con tesserino ed i militari in divisa entrano gratis.

Contatti

Indirizzo: Corso Ercole I d’Este, 21, 44121 Ferrara
Telefono: 0532 244949
Sito web: http://www.palazzodiamanti.it/