Il comune di Moena – situato nella provincia di Trento e del quale fanno parte le frazioni di Forno, Medil, San Pellegrino, Penia, Someda e Sorte – conta meno di 3000 abitanti e le sue case poggiano su una bella conca incastonata tra le Dolomiti, a 1184 metri sul livello del mare.

Il paesino è circondato dai grandi gruppi dolomitici del Catinaccio, del Monzoni e del Latemar, mentre a Sud è delimitato dall’imponente Sas da Mezodì del gruppo Viezzena; il comune di Moena, inoltre, comprende tutto il bacino del fiume Aviso, che si estende dalla frazione di Pezzé a monte fino a Forno e Mezzavalle.

Il nome Moena -anticamente Moyena, come documentano alcuni scritti del 1164- indica un terreno ricco d’acqua e molto fertile: non a caso lo stemma ottocentesco del comune raffigura un barcaiolo che guida la sua piccola barchetta verso la luce sulle acque di un lago che, stando ai racconti e alle testimonianze della tradizione, era stato bonificato col duro lavoro dai primi abitanti del paese.

Moena
Il paese di Moena

Cenni storici

Nel I secolo a.C. anche Moena fu conquistata dall’Impero romano e ad esso annessa. In quest’occasione iniziò un processo di romanizzazione delle genti retiche e di diffusione del Cristianesimo che portò alla formazione di una nuova lingua chiamata reto-romanzo o ladino, una lingua che ancora oggi caratterizza gli abitanti di Moena e delle valli trentine – Val di Fassa, Val Gardena, Val Badia – che la parlano tutt’ora.

Fino al 1800, Moena fece parte del Principato Vescovile di Trento -un’istituzione medievale in cui potere temporale e potere spirituale erano detenuti da un’unica persona identificata come ‘principe vescovo’- e fu solo dopo il Congresso di Vienna che il paese di Moena venne annesso all’Impero d’Austria, di cui fece parte per circa un secolo prima di entrare a far parte del territorio italiano nel 1920, due anni dopo la conclusione della Prima Guerra Mondiale.

Sempre nel Novecento Moena, così come tutta la Val di Fassa, dovette affrontare un altro momento difficile: se durante il primo conflitto mondiale gli abitanti dei territori trentini avevano dovuto affrontare una situazione in cui l’area ladina era stata divisa in due dal fronte su cui si combattevano Austria e Italia, con l’avvento del regime fascista la gente vide scomparire le autonomie locali e non più riconosciute le specificità linguistiche dei territori.

Solo con la fine della Seconda Guerra Mondiale il Trentino Alto Adige venne riconosciuto Regione Autonoma, mentre per il riconoscimento della specificità ladina Moena e gli altri comuni della Val di Fassa dovettero attendere ancora qualche tempo.

Moena
Uno scorcio di Moena

Cosa vedere e cosa fare

La chiesa parrocchiale di San Vigilio

Ufficialmente consacrata nel 1164 – come testimoniano gli stessi documenti che documentano per la prima volta l’esistenza di un paese chiamato Moena -, la chiesa parrochiale di San Vigilio fu ricostruita in stile gotico nel 1533, ampliata nel corso del XVII secolo e nuovamente ricostruita nel 1929, conservando la parte gotica e l’antica abside che oggi formano il presbiterio affrescato in stile liberty.

L’attuale costruzione presenta tre navate su cui si aprono numerose cappelle laterali con archi a tutto sesto; vetrate dai colorati disegni, portali lignei e un alto e affusolato campanile in stile gotico caratterizzano la bella chiesa di Moena, accanto alla quale sorge l’ancor più antica chiesetta di San Volfango, costruita nel 1025.

Sport

Se un tempo la vita degli abitanti di Moena si basava quasi esclusivamente sull’agricoltura di sussistenza e sull’allevamento, a partire dall’Ottocento l’intero territorio cominciò ad essere meta di geologi e alpinisti che aprirono le prime vie ferrate e diedero così il via ad una prima forma di turismo. Col passare degli anni e la costruzione di moderni impianti di risalita, piste sciistiche sempre più tecniche, complessi alberghieri stellati e lo sviluppo dei servizi pubblici, la vita di Moena si basa ormai sul turismo, quello invernale in particolare.

Moena
La chiesa di San Vigilio

Come arrivare

In auto

  • Da A22: uscite a Egna/Ora e imboccate la SS48 delle Dolomiti, proseguite verso Passo San Lugano e quindi verso Val di Fiemme fino a raggiungere Moena; in alternativa, uscite a Bolzano nord, prendete la SS241 Grande Strada delle Dolomiti e proseguite verso Nova Levante, Carezza, Passo Costalunga e Vigo di Fassa fino a raggiungere Moena.
  • Da SP346: seguite le indicazioni per Falcade e Passo SanPellegrino fino a giungere a Moena.
  • Da SP641: seguite le indicazioni per Malga Ciapela, Passo Fedaia e Canazei fino a Moena.
  • Da SP48: seguite le indicazioni per Arabba, Passo Pordoi e Canazei fino a Moena.
  • Da SP242: seguite le indicazioni per Val Gardena, Passo Sella e Canazei fino a Moena.

In autobus

Per raggiungere Moena in autobus, potete prendere i bus della linea Trentino Trasporti dalla stazione ferroviaria di Trento, da Predazzo o da Vigo di Fassa. Il collegamento è diretto.