Quando si parte per un viaggio, una delle cose fondamentali da decidere è come spostarsi fino alla destinazione desiderata. Al giorno d’oggi i mezzi di trasporto hanno raggiunto altissimi standard di rapidità ed efficienza, e viaggiare da una parte all’altra del mondo è ormai alla portata più o meno di chiunque. Anche se poi pagarsi il soggiorno è un altro paio di maniche.

Ad ogni modo, benché l’aereo sia il mezzo che più di ogni altro unisce velocità negli spostamenti e competitività dei prezzi, esistono anche soluzioni alternative. Una di queste è il viaggio su rotaie.

Il treno è di per sé un’invenzione millenaria, che ha saputo evolversi per rimanere sempre al passo con i tempi. I primi treni della storia furono utilizzati sin dall’epoca dell’antico Impero Romano, e non stiamo parlando di congetture come OOPArt o antiche tecnologice perdute. In realtà la questione è molto più semplice. La parola treno deriva dal latino trahere, che significa tirare. Il termine è stato successivamente modificato dal francese provenzale, diventando l’odierno train.

I romani, e qui arriviamo al punto, utilizzavano nelle miniere dei rudimentali treni formati da convogli di carrelli concatenati fra loro, che viaggiavano entro delle guide in legno e venivano trainati da bestie o schiavi. Certo la mototrazione è un’altra cosa, ma ciò fornisce uno spunto interessante per capire quanto l’idea stessa del treno sia antica. Almeno quanto il suo stesso nome, rimasto invariato nei secoli ed utilizzato ancora oggi.

Un convoglio di vagoni...minerari. I lontani antenati degli odierni treni motorizzati
Un convoglio di vagoni…minerari. I lontani antenati degli odierni treni motorizzati

I treni, dicevamo, rimangono ancora oggi uno dei mezzi di trasporto più popolari in tutto il mondo, e sono di norma la prima alternativa per chi non ne vuole sapere di salire su un aereo. Certo, arrivare in treno dall’Italia fino a Mosca non è affatto una soluzione economica, né tantomeno brilla per celerità. Ci vogliono infatti circa una cinquantina d’ore (salvo imprevisti) per completare il viaggio che, dalla stazione di Venezia, vi porterà fino alla capitale della Russia.

Partiamo subito con le brutte notizie: il treno italiano che copriva la tratta Venezia-Budapest è stato soppresso nel 2012 per decisione della stessa Trenitalia, con buona pace degli amanti dei viaggi su rotaia. Ciò significa che per raggiungere la stazione di Budapest Keleti con Trenitalia ora come ora è necessario viaggiare fino a Vienna, da lì potrete prendere il vostro treno per Budapest e partire finalmente alla volta di Mosca.

Un treno ad alta velocità delle ferrovie russe
Un treno ad alta velocità delle ferrovie russe

L’alternativa è partire dalla stazione di Verona Porta Nuova, e viaggiare fino ad Innsbruck. Dall’Austria potrete poi raggiungere Budapest Keleti. Insomma, la scelta del tragitto fino a quel punto dipende da voi. Un’altra soluzione ancora può essere, se preferite, quella di partire direttamente da Berlino.

Ad ogni modo qui arriviamo al secondo intoppo del nostro percorso: la Bielorussia. Per attraversare quello Stato è infatti necessario un apposito visto di transito, che non è possibile ottenere in loco. A meno che non entriate direttamente da Sud tramite il confine ucraino, dovrete quindi, prima del viaggio, recarvi all’ambasciata bielorussa in Italia per richiederlo. Altrimenti non vi sarà possibile transitare sul suolo del Paese, e sarete pertanto invitati a scendere dal treno. Un’eventualità tutt’altro che gradevole. Se il vostro treno passa per la Bielorussia, insomma, non dimenticate di farvi concedere il documento prima di partire. Resta chiaro che il passaporto rimanga comunque obbligatorio, a prescindere che dobbiate transitare per la Bielorussia o meno.

Da lì, in poi, comunque, il percorso sarà privo di ostacoli. I controlli di frontiera fra Ungheria ed Ucraina sono minuziosi, ma quantomeno potrete godervi la vista del panorama offerto dall’ex granaio dell’ex Unione Sovietica: grano, grano e ancora grano. Campi di grano a perdita d’occhio. A dire il vero, guardando per la prima volta quegli sconfinati oceani di frumento, coloro che in qualche modo conoscono la storia della grande carestia del 1932-33 potranno forse avvertire un improvviso peso in fondo all’animo, come un opprimente miscuglio di mestizia e sconforto.

I campi di grano dell'Ucraina, quinto Paese esportatore al mondo di questo meraviglioso cereale
I campi di grano dell’Ucraina, quinto Paese esportatore al mondo di questo meraviglioso cereale

E anche chi di quelle tristi vicende non conosce alcunché, potrà forse avvertire come un brivido lungo la schiena, come la carezza di un fantasma che attanaglia la spina dorsale. Succede, talvolta. Opera magari di una qualche reminiscenza collegata alla teoria dell’inconscio collettivo di matrice jungiana.

E’ la storia dell’Holodomor, il più grande genocidio della storia ucraina, perpetrato da Stalin, che con i suoi piani di colletivizzazione delle risorse e dekulakizzazione del territorio (i kulaki erano i contadini stessi, che sotto Stalin vennero etichettati nemici dello stato, condannati a morte o deportati nei gulag sovietici) ha deliberatamente costretto a morire di fame milioni di persone.

L’Holodomor è stato riconosciuto ufficialmente come crimine contro l’umanità il 23 Ottobre 2008 dal Parlamento Europeo, e secondo lo studioso ucraino Stanislav Kulchitsky la stima dei morti, effettuata attraverso moderni metodi di calcolo e non semplicemente attraverso speculazioni prive di fondamenti verificabili, si attesterebbe attorno a 3-3,5 milioni di individui. Interessante notare come la stessa Russia non abbia mai ufficialmente riconosciuto tale crimine come un genocidio volontario, ma quella della mancata assunzione di colpa è comunque una triste costante nella storia degli stermini di massa.

Passato il magone, e dopo aver ringraziato di non essere stati nati in Ucraina durante il periodo staliniano, potrete finalmente apprestarvi a raggiungere la Russia: la stazione di Zernovo, poi quella di Suzemka, Bryansk, Kalunga ed infine l’agognata meta: Mosca.

Gli interni di un treno notte delle ferrovie russe: sogni d'oro!
Gli interni di un treno notte delle ferrovie russe: sogni d’oro!

Il prezzo per il biglietto del treno che vi porterà da Budapest a Mosca è di 122 euro, viaggiando con le ferrovie russe. La durata del viaggio è di circa 40 ore, ed una volta arrivati avrete percorso ben 2089 km dalla vostra partenza nel cuore dell’Ungheria. Da lì, quando mettere piede a terra, potrete finalmente affermare di camminare sul suolo moscovita. Una volta usciti dalla stazione di Mosca-Kiyevsky, situata in Piazza d’Europa, avrete davanti un’intera città da scoprire.

Non resta che augurarvi un buon soggiorno nella terra degli zar.

Contatti

Treni dall’Italia per Vienna

Sito webwww.trenitalia.com (partenze da Roma, Milano e Venezia)

Telefono: 066 847 5475

Treni da Bucarest per Mosca

Sito webhttp://russia.raildude.com/journey-planner/index.php