Luogo principale della città, snodo della vita politica, sociale e culturale di Rovigo, Piazza Vittorio Emanuele II contiene al suo interno i palazzi istituzionali e culturali (tra i quali l’Accademia dei Concordi, il Palazzo Roverella, il Palazzo Roncale e la Loggia dei Notari) e i più famosi monumenti del capoluogo rodigino.

L’attuale denominazione di Piazza Vittorio Emanuele II viene assunta solo nel 1881; prima di quella data, infatti, era conosciuta come Piazza Maggiore. La piazza ha forma trapezoidale e, pur cambiando anche nell’aspetto più volte nel corso dei secoli, ha sempre mantenuto uno stile architettonico ‘medievale’, conservato in gran parte ancora oggi, e soprattutto ha mantenuto la sua funzione di luogo principale di aggregazione della città; prerogativa, quest’ultima, che quindi ha mantenuto e sviluppato durante la sua secolare storia.

Il 1881, anno in cui da Piazza Maggiore si passa a Piazza Vittorio Emanuele II, è l’anno in cui viene posta al centro della piazza la statua di Vittorio Emanuele II, realizzata dallo scultore piemontese Giulio Monteverde.

Il giorno della cerimonia di inaugurazione della statua, il 25 settembre 1881, fu anche il giorno dell’inaugurazione della nuova Piazza Vittorio Emanuele II, che andava a sostituire la vecchia dicitura di Piazza Maggiore. La statua e il nome della piazza furono un estremo omaggio della comunità rodigina alla memoria di Vittorio Emanuele II, il re d’Italia morto il 9 gennaio 1878; il re viene rappresentato nel momento in cui sta esaminando un piano di battaglia su un gabbione da trincea.

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Statua di Vittorio Emanuele II

L’altra grande attrattiva turistica di Piazza Vittorio Emanuele II è la famosa colonna con il Leone di San Marco, simbolo della Repubblica di Venezia e del dominio della Serenissima sul territorio rodigino. La decisione di realizzare l’opera fu ratificata all’unanimità nel consiglio comunale del 6 febbraio 1508; solo nel 1519, però, dopo varie difficoltà l’opera venne effettivamente realizzata da Antonio Scarpagnin, come affermano i documenti dell’epoca, le cui notizie biografiche peraltro si fermano alla realizzazione di questo monumento. Sempre basandoci su documenti dell’epoca, appena fu costruito il leone era ornato d’oro, e alla base della colonna vi erano raffigurati gli stemmi della città e di Giovanni Corner, podestà di Rovigo; stemmi che furono rimossi nel 1797 dalle truppe francesi che giunsero a Rovigo.

Attorno alla colonna, intanto, Piazza Vittorio Emanuele II era diventata il simbolo del fermento economico della città, grazie alle numerose botteghe qui costruite. Furono questi gli anni in cui si cominciò a sentire l’esigenza di un restauro del Leone posto sulla colonna; alla fine, dopo molti anni (1881), fu deciso di prendere la drastica decisione di rifarlo ex-novo: il nuovo Leone che campeggia sulla colonna di Piazza Vittorio Emanuele II è, infatti, ad opera di Natale Sanavio.

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La colonna del Leone di San Marco, simbolo di Venezia, al centro della piazza

Come arrivare

Una volta usciti dalla stazione, arrivare a Piazza Vittorio Emanuele II sarà facilissimo: il chilometro che separa i due punti lo percorrerete in poco più di 10 minuti.

Imboccate via Guglielmo Marconi e proseguite per circa 300 metri; dopo, imboccate sulla destra via Umberto I e proseguite per circa 600 metri, fino ad incontrare via Giuseppe Laurenti; girate a sinistra, e dopo pochi metri subito a destra: siete arrivati in Piazza Vittorio Emanuele II.