Istituito nel 1988, il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi si impone già da subito come uno dei parchi nazionali più importanti d’Italia, grazie alla sua superficie di oltre 15.000 ettari e ad un numero consistente di elementi di flora e, soprattutto, fauna. Attrezzato per ricevere turisti in ogni periodo dell’anno, è tuttavia l’estate la stagione in cui le Dolomiti bellunesi riescono ad esprimere il meglio di sé.

Per poter godere delle bellezze del parco, vi sono diversi accessi naturalistici: la Valle dell’Ardo, la Val Pramper, la Val del Grisol, la Caiada, la Val di Lamen e la Val di San Martino. Per gli amanti delle lunghe passeggiate, non c’è niente di meglio dei due sentieri natura proposti. Il primo, quello della Val di Canzoi, prevede un giro attorno al Lago della Stua; qui potrete ammirare un paesaggio vegetale estremamente variegato, con alcune specie anche molto rare (come la Campanella odorosa e il Giglio dorato, ad esempio). Il secondo sentiero proposto, invece, prevede un percorso ad anello nella Val Falcina, ed è forse la zona del parco in cui la natura offre la maggiore rappresentazione floristica e faunistica.

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Le incantevoli acque del Lago della Stua

Numerosi, inoltre, sono i percorsi tematici proposti. Tra i più interessanti, a nostro giudizio, vi è quello delle chiesette pedemontane, un percorso di oltre 110 km che racconta la storia nella parte meridionale del parco che racconta la storia della fascia pedemontana attraverso i suoi luoghi di culto, anche con affascinanti chiese di antica devozione.

Di particolare fascino è anche il sentiero della montagna dimenticata, nella parte nord delle Dolomiti bellunesi, lungo complessivamente 40 chilometri divisi in 6 tappe, in cui vengono ripercorse le strade militari costruite per arrivare agli antichi siti minerari di Valle Imperina e Vallalta. Ai percorsi tematici, sono da aggiungere i ben 52 sentieri e le 5 vie ferrate del CAI, ben strutturati e distribuiti all’interno del Parco.

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La chiesetta di San Giuliana, che incontrerete sul sentiero delle chiesette pedemontane

Anche gli sportivi, grazie alle strutture del parco, potranno passare un pomeriggio indimenticabile! Sono proposti, infatti, diversi itinerari a seconda della stagione. In inverno, sono diverse le infrastrutture che facilitano l’accesso alle piste del Passo Croce d’Aune e dell’Alpe del Nevegal, mentre in estate è possibile andare in bicicletta su tutte le strade comunali, provinciali e statali presenti all’interno del parco, mettendo inoltre a disposizione dei ciclisti ben 13 itinerari.

Diversi, inoltre, sono i siti interessanti all’interno del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Uno di questi è sicuramente la Certosa di Vedana, la cui edificazione risale al 1456, o il Centro Minerario di Valle Imperina, raggiungibile tramite il sentiero della montagna dimenticata citato poco prima. O ancora, di particolare interesse storico-architettonico è la Casera a Orza di Sovramonte, una stalla fienile la cui struttura è molto rara, recuperata solo nel 1999 dopo 50 anni di abbandono.

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Il Centro Minerario di Valle Imperina

Ma ovviamente, chi la fa da padrone nel Parco è la natura, e nelle Dolomiti bellunesi essa raggiunge picchi di bellezza difficilmente raggiungibili. I corsi d’acqua, innanzitutto, sono numerosissimi, e la maggior parte di essi si inabissa in anguste cavità (le forre), a formare un complesso reticolo di valli che rende il paesaggio acquatico dolomitico estremamente affascinante: tra questi, ricordiamo in particolare il Cordevole, il Mis e il Caorame. Per quanto riguarda i laghi, ricordiamo quello della Stua e, soprattutto, quello del Mis, importanti soprattutto per la fauna acquatica che grazie ad essi riescono a riprodursi e a contribuire alla varietà del Parco.

Numerosa è anche la presenza di boschi, in alcuni punti ancora incontaminati, che in alcuni punti, soprattutto negli abieteti submontani della Val del Grisol, rivestono una particolare importanza dal punto di vista scientifico; praterie, ambienti rocciosi e grotte (in particolare il complesso dei Piani Eterni, la grotta più lunga e più profonda del Veneto) completano questo variegato habitat naturale all’interno delle Dolomiti bellunesi.

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Alcuni speleologi all’interno delle grotte dei Piani Eterni

Uno dei motivi della fondazione del Parco è sicuramente l’incredibile varietà della sua flora: già agli inizi del ‘400 fu redatto il Codex Bellunensis, un erbario oggi conservato nella British Library di Londra. La flora vascolare, con le sue 1400 unità, oggi rappresenta circa 1/4 dell’intera flora nazionale. Soprattutto nella fascia meridionale, durante gli anni meno colpita dalle glaciazioni, presenta alcune specie molto rare che si sono conservate nei millenni.

Grazie al Giardino botanico Campanula morettiana, presente all’interno del parco, potrete ammirare anche le specie d’alta quota, non essendo obbligati a faticose escursioni. Per chiudere questa nostra rassegna, impossibile non citare le 115 specie diverse di uccelli che nidificano all’interno del parco, oltre alle 20 specie di anfibi e rettili qui presenti.

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La Campanula morettiana, uno dei fiori caratteristici presenti all’interno del Parco

Contatti

Sito web: www.dolomitipark.it
Indirizzo: Piazzale Zancanaro, 1 – 32032 Feltre (BL)