Data e durata:
August 201715 giorni
Tipologia di vacanza:
On the road
Alloggio:
Affittacamere
Persone:
2
Costo a persona:
1000€
Mezzi di trasporto:
Treno
Tappa 1

Monaco di Baviera: tra birra e brezel

La prima tappa del mio Interrail è stata Monaco di Baviera, raggiunta con un treno notturno partito da Firenze Santa Maria Novella. Il primo giorno ci siamo dedicati a visitare il centro storico di questa città con la bellissima Marienplatz e il rintocco del suo orologio.

La piazza principale di Monaco: Marienplatz

Inoltre, soggiornando in ostello per vivere fino in fondo l’avventura di questo particolare viaggio, abbiamo potuto, seppur spendendo qualcosa in più, mangiare costantemente prodotti tipici di ogni località. Essendo a Monaco, città famosa in tutto il mondo per l’Oktoberfest, abbiamo visitato la birreria anch’essa sita vicino al centro storico, dove però -essendo troppo affollata- abbiamo preferito non ordinare niente.

La birreria sita nel centro storico

Abbiamo sorseggiato buona birra bavarese nell'”Englischer Garten” dove è appunto presente uno stand della birreria precedente. In questi giardini, che sono davvero grandissimi, ci è stato possibile gustare in pace la nostra birra seduti su un bel prato verde, inoltre con 1 euro è possibile portare via il bicchiere (che io conservo con grande cura).

Un bicchiere di birra bavarese

Oltre a questa possibilità, l'”Englischer Garten” presenta al suo interno una grande varietà di attività tra cui il surf ed una grande esplosione di colori resa possibile dai numerosi artisti di strada e dalla sua cornice verde. L’ultimo giorno della nostra prima tappa l’abbiamo trascorso visitando il campo di concentramento di Dachau, distante appena 20 minuti da Monaco ed è stata un’esperienza molto toccante in quanto era la prima volta che mettevo piede in un campo di concentramento.

Tappa 2

Vienna: tra belle costruzioni e gran senso civico

La seconda tappa del mio Interrail è stata Vienna. A differenza della precedente meta, la capitale austriaca a mio modo di vedere offre più cose da visitare.

Durante il primo giorno abbiamo visitato il Castello di Schonbrunn, che emerge però abbastanza lontano dal centro, ma il quale merita assolutamente una visita. Il castello è dotato di enormi e splendidi giardini e dopo una bella salita è possibile ammirare Vienna dall’alto.

I giardini del Castello

Durante gli altri due giorni in questa città abbiamo potuto vedere gli edifici più importanti e simbolici di Vienna, dove mi ha colpito in particolar modo la cattedrale di Santo Stefano; unico rammarico la presenza di lavori di restauro.

La cattedrale di Santo Stefano

Una parola anche a chi, come me, piace stare a tavola. Sicuramente la cotoletta alla viennese è un piatto eccezionale, al quale va per forza affiancata la torta Sacher.

La torta Sacher

Abbiamo degustato e pagato profumatamente questa torta all’Hotel Sacher, luogo di straordinaria bellezza e bontà.
Inoltre, va spezzata una lancia a favore del grande senso civico dei suoi abitanti, città pulitissima.

Tappa 3

Budapest: dove un confine unisce

La terza tappa è stata in Ungheria, a Budapest, a solo tre ore di treno da Vienna. La prima cosa che mi ha impressionato in senso positivo è che Buda e Pest erano due città diverse divise da un confine naturale: il Danubio.

Il Ponte delle Catene che unisce Buda e Pest

Tralasciando la geopolitica, l’edificio che mi è entrato veramente nel cuore è il Parlamento che sorge imponente sulla sponda di Pest. Per la grande richiesta consiglio vivamente di prenotare su internet la visita al suo interno per coloro che ne fossero interessati.

Il Parlamento ungherese illuminato

Il fascino di Budapest è che durante la notte gli edifici simbolici della capitale ungherese vengono illuminati e sono di una bellezza inaudita. Inoltre, sono presenti almeno due importanti centri termali, dove però -a causa dello scarso tempo a nostra disposizione- non abbiamo potuto accedere.

Per coloro che vogliono godersi una birra in compagnia consiglio di andare allo Szimpla, locale che sorse nel quartiere ebraico di Budapest.

Szimpla, locale nel quartiere ebraico

Ricordo a coloro che intendono recarsi in Ungheria che non è ancora presente l’euro, ma la Corona Ungherese, dove il cambio è di circa 1:325.

Cosa mi è piaciuto

Mi è piaciuto moltissimo perché è un viaggio che mi rispecchia moltissimo, che non necessita di troppa organizzazione ma va vissuto giorno per giorno. Inoltre, grazie a questa esperienza, ho potuto conoscere moltissime persone con le quali sono ancora in contatto, tutte più grandi di me (solitamente l’età media degli ostelli è tra i 22 e i 27 anni).

Cosa non mi è piaciuto

Sicuramente il fatto di soggiornare in un ostello fa venir meno parte delle tue esigenze abituali giornaliere ed inoltre devi imparare a non abbondare con l’uso personale degli spazi comuni (ad esempio il bagno e la doccia), anche se io per fortuna sono un ragazzo abbastanza veloce sotto questi aspetti.

Alessandro Quaglia

I consigli di Alessandro Quaglia

Suggerisco di non partire con un gruppo troppo numeroso, credo che 5 sia il limite massimo perché si potrebbe andare incontro a difficoltà riguardo le tappe o semplicemente i luoghi da visitare. Consiglio inoltre di dare delle linee guida generali al vostro viaggio, ma di non organizzare giorno per giorno perché il bello è che non sai mai quello che potrà succedere negli istanti successivi.

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