La Chiesa delle Croci a Foggia è un monumento architettonicamente interessante e che, per fascino e mistero, merita di essere inclusa nel vostro itinerario.

Quando Alfonso d’Aragona, nel 1447, istituì la Dogana delle pecore, numerosi pastori della Puglia, della Basilicata e dell’Abruzzo cominciarono a scendere nella pianura foggiana numerosissimi greggi al pascolo. All’incrocio di due importante vie d’esodo, appena fuori la città, venne edificata questa bella chiesa in stile barocco che presto divenne, proprio per la sua posizione, meta dei pastori forestieri.

Con molta probabilità la chiesa è stata costruita a partire dal 1693, per opera di Padre Antonio da Olivadi e fu consacrata l’11 marzo del 1742 dal Ministro Provinciale dei Padri Cappuccini.

La tradizione racconta che in un periodo di fortissima siccità, mentre Padre Antonio da Olivadi capeggiava una processione penitenziale miracolosamente iniziò a piovere. Lungo il tragitto percorso dalla processione piantò sette croci di legno. Successivamente i devoti racchiusero le croci  in un recinto di pietre e su ciascun recinto fu costruita una cupoletta sostenuta da quattro archi, creando così sette piccole cappelle. Durante la costruzione della chiesa, per problemi di spazio, le cappelline furono ridotte da sette a cinque.

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Le cinque cappelle

Descrizione

Molto bello il portale diviso da quattro lesene con un finto capitello che contiene due nicchie vuote con sopra riprodotti alcuni strumenti della crocifissione: chiodi, tenaglie e martello. Bello anche l’arco, al centro adornato con una colomba di pace e di lato il Sole e la Luna. Oltrepassando il portale, lungo un vialetto, potrete vedere le cinque croci con le cinque cappelle, ognuna diversa dall’altra.

La Prima cappella ha una cupola che ricorda i trulli, è la cappella strutturalmente più povera ma la più ricca per decorazioni simboliche. Sugli archi si notano i simboli della passione: la corona di spine, il gallo appollaiato sulla colonna e la sindone.

La Seconda Cappella è molto simile alla precedente, ma la cupola è più regolare ed è decorata con del bel fogliame e delle rosette.

La Terza Cappella è la più elaborata e sontuosa, da ciascuno dei quattro pilastri emergono due lesene lavorate a colonna con base e capitello corinzio che rendono elegante la struttura.

La Quarta Cappella, purtroppo, non è ben conservata ma è chiaro lo stile barocco e nei capitelli emergono volti diabolici e scimmieschi davvero intriganti.

La Quinta Cappella è quasi del tutto simile alla precedente.

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La prima delle cinque cappelle

All’interno della chiesa, dietro l’altare maggiore, emerge la grande Croce con gli stessi simboli della Passione che ritroviamo nella prima cappella. Al centro della Croce è collocato un reliquiario che, secondo la tradizione, conterrebbe un pezzo della croce dove fu crocifisso Gesù. La Chiesa conserva anche un altro reliquiario con una spina della corona del Cristo.

Sul soffitto della navata potrete ammirare una tela di grandi dimensioni, “Salita al Calvario”, che è ritenuto uno dei quadri più belli tra quelli esposti nelle chiese foggiane, il dipinto è attribuito a qualche allievo della Scuola Napoletana del XVIII secolo.

Nella Chiesa vi sono altri due altari laterali, uno dedicato a Gesù deposto nel Sepolcro e l’altro a S.Alfonso. Dalla scalinata all’interno della chiesa, si scende alla cripta dove venivano sepolti i confratelli e, sembra, avvenissero anche le riunioni dei carbonari locali.