La Certosa di San Lorenzo, meglio conosciuta come Certosa di Padula, è il più grande monastero certosino d’Italia, ed è situato a Padula, nel Vallo di Diano. Nel 1998, è stato dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO.

Cenni storici

La Certosa di Padula fu voluta e finanziata da Tommaso Sanseverino, conte di Marsico e signore del Vallo di Diano, che nel 1306 fece partire i lavori per la costruzione; oltre alle motivazioni di carattere religioso, si suppone che Sanseverino volle questa struttura anche per ragioni di prestigio: data la comune discendenza francese dei certosini e degli Angioini, che allora regnavano a Napoli, Sanseverino fu infatti nominato connestabile dei Regni da Carlo II.

Dell’impianto più antico della struttura restano oggi pochi elementi, tra cui il portone della Chiesa (1374) e le volte a crociera dell’edificio; le grandi opere di ampliamento furono avviate a partire dal Concilio di Trento, fino ad arrivare agli ultimi interventi risalenti al XVIII secolo.

Certosa di Padula
Lo scalone ellittico a doppia rampa progettato da Gaetano Barba

Come ogni certosa, anche nella Certosa di Padula la struttura è fissa: divisione in “casa alta” (residenza dei monaci) e “casa bassa” (sede di depositi, granai, stalle, etc.). Già dall’età napoleonica, però, finisce il momento di grande splendore della Certosa di Padula: nel 1807, infatti, essa fu soppressa ed i monaci furono costretti ad abbandonarla; tutti i numerosi tesori accumulati nei secoli (compresa la vastissima biblioteca) furono portati via o dispersi.

Quando i monaci rientrarono, alla fine del periodo napoleonico, persero il potere ed il peso che avevano in precedenza, tanto che decisero di abbandonare la Certosa di Padula nel 1866. Nonostante questa struttura fosse stata dichiarata monumento nazionale dal 1882, vi furono numerosi anni di incuria, durante i quali (tra le due guerre) fu addirittura trasformata in carcere. I primi lavori di ristrutturazione avvennero negli anni ’60, ma il primo forte impulso di restaurazione vi fu col passaggio della Certosa di Padula alla Soprintendenza per i B.A.A.A.S. di Salerno, che ha valorizzato e rifunzionalizzato questo storico monumento.

Descrizione

Nella meravigliosa corte esterna della Certosa di Padula si svolgevano le principali attività produttive, con la presenza della spezieria e della foresteria; nel braccio destro si trovava la “casa bassa”, che oltre alle funzioni citate sopra ospitava anche le abitazioni dei monaci conversi. Nella chiesa, la parte vicina al presbiterio era riservata ai padri di clausura: qui, noterete gli altari in scagliola, il coro ligneo cinquecentesco e la porta in legno di cedro del Libano citata poco sopra.

Certosa di Padula
Chiostro della Foresteria

Il Cimitero antico cadde in disuso quando fu costruito quello nuovo nel Chiostro grande; nella Certosa di Padula potrete anche ammirare la Cappella del Fondatore, dove è presente il sarcofago di Tommaso Sanseverino (morto nel 1324). All’interno della cucina, poi, troverete una serie di affreschi che lasciano presupporre che lo spazio sia stato riadattato da un vecchio refettorio. Meraviglioso, poi è il refettorio, una sala settecentesca di forma rettangolare, decorata con le Nozze di Cana, dipinto di Giuseppe D’Elia (1749).

Vi è poi la famosa Cella del Priore, appartamento residenziale con giardino e cappella privata, a cui si arriva attraversando un portone che divide questo spazio dagli altri circostanti. La sua biblioteca custodiva decina di migliaia di libri, notevolmente ridimensionata dopo i saccheggi napoleonici.

Noterete, poi, le enormi dimensioni del Chiostro grande, il più esteso del mondo coi suoi oltre 15.000 metri quadri di superficie e le sue 84 colonne tutte intorno; fu costruito nel 1583, e si sviluppa su due livelli: in basso, il portico con le celle dei monaci; in alto, la galleria con le finestre che si percorreva durante la passeggiata settimanale, durante la quale veniva interrotta la clausura.

I due livelli, sono inoltre uniti dallo scalone ellittico a doppia rampa progettato da Gaetano Barba, allievo del Vanvitelli, all’interno del quale sono esposte le opere d’arte restaurate nei laboratori della Certosa di Padula, provenienti principalmente dai paesi terremotati della provincia di Salerno e di Avellino.

Certosa di Padula
Chiostro grande – Certosa di Padula

Come arrivare

In auto

Per chi proviene dall’A3 Salerno-Reggio Calabria, prendete l’uscita Buonabitacolo Padula (circa 100 km a sud di Salerno), poi svoltare a destra e seguite le indicazioni per la Certosa di Padula, distante circa 2 km.

In treno

Le stazioni ferroviarie più vicine sono quelle di Sapri (55 km), Vallo della Lucania (77 km) e Battipaglia (86 km), ma solo in quest’ultima è in funzione il servizio sostitutivo su gomma delle Ferrovie dello Stato (www.trenitalia.it).

In bus

Padula è raggiungibile in bus con le autolinee Eredi Arturo Lamanna (tel. 0975-520426) che partono da Piazza della Concordia a Salerno e arrivano a Padula Scalo.

Orari e tariffe

Orari: dal lunedì alla domenica, h. 9-19
Giorni di chiusura: martedì
Prezzi: 4 € intero, 2 € ridotto (cittadini UE 18-25 anni), gratuito (cittadini UE under 18 e over 65); per le visite guidate, la prenotazione è obbligatoria

Contatti

Sito web: www.comune.padula.sa.it
Telefono: 0975-77745 / 77552
Indirizzo: viale Certosa – 84034 Padula (SA)