Uno dei caffè più conosciuti su scala globale, il Caffè Pedrocchi è, per intenderci, uno di quei luoghi segnati in rosso sulle mappe per turisti.

Quando nel 1772 il bergamasco Francesco Pedrocchi aprì questo caffè in pieno centro a Padova immaginava sì di aver trovato un punto strategico per i suoi affari, ma certo nemmeno nella migliore delle ipotesi avrebbe potuto aspettarsi che il Caffè Pedrocchi dopo 250 anni fosse uno dei più famosi nel mondo.

Fu il figlio Antonio, grazie all’eredità del padre, a donare al Caffè Pedrocchi il magnifico aspetto che poossiede ancora oggi, commissionando al famoso architetto Giuseppe Jappelli, tra gli anni ’20 e i ’30 dell’Ottocento, il cambiamento dell’edificio; le indicazioni di Antonio Pedrocchi furono quelle di dare alla struttura un’impronta elegante e unica nel suo genere.

E Jappelli colse al volo il messaggio. Pur nelle difficoltà di dover lavorare su una struttura preesistente dalla pianta irregolare e dalle facciate spazialmente diverse, il nuovo Caffè Pedrocchi fu improntato su uno stile eclettico, mentre la struttura che venne aggiunta dall’architetto veneziano, il “Pedrocchino“, si basava principalmente su uno stile neoclassico.

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L’esterno del Caffè Pedrocchi

Alla morte di Antonio Pedrocchi, il caffè fu ceduto da quest’ultimo a un uomo di fiducia, il figlio di un garzone adottato dallo stesso Pedrocchi, alla morte del padre: Domenico Cappellato, che lascerà in testamento il Caffè Pedrocchi al Comune di Padova, il quale entrerà effettivamente in possesso della struttura nel 1891, alla morte di Cappellato.

Dopo un lungo periodo di difficoltà, che ha visto i suoi picchi durante la prima guerra mondiale e nel secondo dopoguerra (quando il progetto di restauro dell’architetto Pisani apporta una notevole mutilazione dell’edificio), il Caffè Pedrocchi viene finalmente restituito alla cittadinanza il 22 dicembre 1998: a cavallo tra gli anni ’80 e gli anni’90, infatti, una lunga guerra tra titolari della gestione e Comune il caffè rimase chiuso.

Col restauro a cura di Umberto Riva, a partire dal 1994, si decise finalmente di porre all’attenzione generale la questione del Pedrocchi e, oltretutto, di rimediare al disastro architettonico dell’architetto Pisani, restituendo così alla cittadinanza padovana il Caffè Pedrocchi così com’era.

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La Sala Rossa al piano terra

Descrizione

La composizione attuale del Caffè Pedrocchi è estremamente complessa. Sulla facciata principale, che dà su via VIII febbraio, si affacciano le tre sale del piano terra: la Sala Bianca, la Sala Rossa e la Sala Verde (in base al colore delle tappezzerie).

La Sala Rossa è quella centrale, che trovate al vostro ingresso; la Sala Verde, invece, è quella storicamente dedicata a chi voleva accomodarsi senza obbligo di consumare, diventando pertanto il posto frequentato dagli studenti squattrinati di Padova; il modo di dire “essere al verde“, secondo i padovani, deriverebbe proprio dalla sala del Pedrocchi.

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Una delle sale del Piano Nobile

Nella Sala Bianca, invece, viene conservato un foro di proiettile sparato dai soldati austro-ungarici agli studenti in rivolta nei moti del 1848. Il piano terra, poi, è completato dalla Sala Ottagona.

Nella parte sud, troverete invece il già menzionato ‘Pedrocchino’, una loggia costituita da una torretta, circondata da finestre e per questo molto luminosa. Due logge simili si trovano nel lato nord, con i quattro meravigliosi leoni in pietra scolpite dal Petrelli, a imitazione di quelli presenti nella cordonata del Campidoglio a Roma. Il piano superiore, detto ‘piano nobile‘, è invece composto da 10 sale, tutte in stili architettonici diversi.

Gustarsi un caffè qui è d’obbligo, ma attenzione: secondo una tradizione padovana, chi entra al Pedrocchi prima di laurearsi non riuscirà a completare gli studi, per cui… evitate, se avete intenzione di non diventare dei fuori corso a vita!

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Uno dei quattro leoni del Caffè Pedrocchi

Come arrivare

Dalla stazione

  • A piedi: usciti dalla stazione, percorrere tutto Corso del Popolo e il suo prolungamento, Corso Garibaldi; arrivati al Corso Garibaldi, proseguite dritto per via VIII Febbraio e troverete il Caffè Pedrocchi. Tempo di percorrenza: 15 minuti circa.
  • In tram: direzione sud, fermata ‘Ponti Romani’; una volta scesi, percorrete via Cesare Battisti e girate sulla destra in via VIII febbraio: una trentina di metri e siete arrivati.

Contatti utili

Sito web: www.caffepedrocchi.it
E-mail: via VIII Febbraio, 15 – 35122 Padova
Telefono:
049-8781231
Indirizzo: segreteria@caffepedrocchi.it