Il tempio della Beata Vergine della Ghiara, noto anche con il nome di basilica della Madonna della Ghiara, è una delle chiese più importanti della città di Reggio Emilia, e deve il suo nome al fatto che sorga in corrispondenza dell’antico corso della Ghiara, oggi conosciuto come corso Garibaldi.

Cenni storici

La basilica della Ghiara venne edificata tra il 1597 ed il 1619 grazie agli introiti generati dalle offerte dei fedeli, in seguito ad un supposto miracolo legato proprio ad un’immagine della Madonna situata nella zona in cui venne poi costruito il tempio.

La basilica ha così sostituito un edificio di culto precedentemente creato dai frati serviti, che detenevano il controllo di quell’area dal 1313. Lelio Orsi riprodusse nel 1569 un’immagine della Madonna presente all’epoca sul muro dell’orto dei frati, poi ridipinta da Giovanni de’ Bianchi e trasferita nel 1573 in una cappelletta.

Una volta raggiunta la quota necessaria alla costruzione dell’edificio, mediante i proventi dei pellegrinaggi, venne chiesto al duca Alfonso II d’Este di far progettare la struttura ai suoi architetti. Dei tre modelli presi in esame fu scelto quello di Alessandro Balbo, e la prima pietra della basilica della Madonna della Ghiara venne posta il 6 Giugno 1597 dal vescovo Claudio Rangone. L’architetto reggiano Francesco Pacchioni supervisionò i lavori, progettando inoltre la cupola ed ideando gli stucchi interni.

La basilica venne in seguito consacrata il 12 Maggio 1619.

La basilica della Ghiara vista dalla strada
La basilica della Ghiara vista dalla strada

Descrizione

La pianta della basilica della Ghiara è a groce greca, e la mancata proporzione dei due bracci (uno lungo 45 metri, l’altro 60) è dovuta alla presenza del coro in quello occidentale. La facciata presenta un ordine dorico inferiormente e ionico superiormente, è rivestita in laterizio con marmo bianco di Verona, e sulla porta centrale è situato il bassorilievo della Vergine della Ghiara, opera di Salvatore da Verona. Le due porte laterali vennero realizzate nel 1631.

Gli interni della basilica sono in stile tardorinascimentale, decorati da affreschi ispirati all’Antico Testamento realizzati da esponenti della scuola dei Carracci; particolare rilevante è la glorificazione delle eroine della Bibbia come soggetto costante dei disegni, che fa da eco alle virtù della Madonna.

Sempre rimanendo in tema di affreschi, quelli dei quattro spazi cupolati di fianco ai bracci della croce rappresentano una sintesi della cronologia del mondo, ovviamente da una prospettiva cristiana: il paganesimo rappresentato dalle sibille, l’Antico Testamento, i quattro evangelisti rappresentanti ovviamente il tempo del Vangelo, ed infine il tempo della Chiesa. Anche le opere delle quattro volte a botte hanno sempre come protagoniste delle figure femminili.

Un altare situato all'interno della basilica
Un altare situato all’interno della basilica

Suddividendo in ordine nominale gli spazi cupolati e le volte, per maggior chiarezza, possiamo quindi trovare: lo Spazio delle Sibille, lo Spazio dei profeti maggiori, lo Spazio degli evangelisti e lo Spazio dei Dottori della Chiesa; la Volta di levante, dipinta da Luca Ferrari, la Volta di ponente, affrescata da Alessandro Tiarini ed altri artisti, la Volta di settentrione, decorata da Lionello Spada, nella quale spiccano anche le torciere in bronzo opera di Vincenzo Morenghi e le cinque lampade d’argento (in particolare quella di maggiori dimensioni venne realizzata da Ludovico Benedetti, ed è considerata un capolavoro d’oreficeria pesante ben 70 chili) e la Volta di mezzogiorno, affrescata da Luca Ferrari; l’altare ivi situato è invece un’opera creata su disegno di G. B. Magnani.

La cupola venne costruita da Francesco Pacchioni su progetto di Cosimo Paglioni, ed è stata meravigliosamente affrescata dall’allievo dei Carracci Lionello Spada, mentre arrivando allo spazio relativo alla sagrestia, oltre all’ingegnoso orologio di Cherubino Ranzani si trova, in una sala attigua, il museo dell’oreficeria reggiana del XVII e XVIII secolo.

Come arrivare

Per arrivare alla basilica della Ghiara dalla stazione ferroviaria di Reggio Emilia prendere la Via Eritrea, svoltare in Via Lama Golese ed immettersi in Viale Piave (SS 9). Proseguire dritto fino a Piazza Duca d’Aosta, e svoltare alla terza uscita della rotonda imboccando Via Emilia Santo Stefano, fino a raggiungere l’incrocio dove troverete a sinistra la Cassa Padana Banca di Credito Cooperativo, ed a destra la Deutsche Bank. Girate a destra e proseguite dritto.

La fermata degli autobus più vicina è Basilica Ghiara, servita dalle linee 4 e 5.

Basilica della Ghiara a Reggio Emilia
Vista prospettica della Basilica della Ghiara a Reggio Emilia

Orari

La basilica della Ghiara è aperta tutti i giorni dalle 7:30 alle 12:30 e dalle 16:00 alle 19:30.

Contatti

Indirizzo: Corso Garibaldi, Reggio Emilia
Telefono: 0522 439707
Sito web: goo.gl/X54Fbg