Il Palazzo Ducale, vecchia dimora del Duca dell’Asinara, è uno splendido esempio di architettura civile del XVIII secolo, oggi sede del Palazzo del Comune.

Sul finire del Settecento, l’edificio di don Antonio Manca marchese di Mores, nonché Signore di Usini, dopo essere stato eletto Duca dell’Asinara nel 1755, lascia un segno evidente nella storia della città e del suo tessuto urbano. Il Duca dell’Asinara, infatti, ritenne che l’antica dimora di Piazza Tola non fosse idonea al proprio soggiorno per questioni legate alla sicurezza ed alla difesa, in quanto si trovava addossato ad altre abitazioni. Per ovviare a tale problema avviò la realizzazione del nuovo Palazzo Ducale concependo un progetto che vedeva l’occupazione di un isolato alle spalle del Duomo cittadino.

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Un’aula del Palazzo Ducale di Sassari

Questo luogo era certamente più prestigioso della vecchia dimora, oltre che un’area più tranquilla ed appartata nella quale era già presente un palazzo. Al corpo di questo edificio furono affiancati cinque case di proprietà private “formandone con moderno disegno, un palazzo ducale tutto fabbricato nuovamente di pianta, proporzionato al carattere e titolo dei successori che dovranno abitarlo”, così come si può leggere nel testamento del Duca del 1804.

La prima pietra per la costruzione del Palazzo Ducale fu posata nel 1775 e si basò sul progetto dell’ingegner Valino, di origini piemontesi, terminando solo dopo trent’anni. Purtroppo il Duca dell’Asinara non riuscì ad abitare nel palazzo a causa della sua morte avvenuta nello stesso anno. Il primo inquilino del Palazzo Ducale fu Vincenzo Manca, nipote del Duca deceduto.

Dal 1860 al 1878 il palazzo fu sede della Prefettura e dell’Amministrazione Provinciale sassarese. Quando la Provincia di Sassari si trasferì nel Palazzo della Provincia, l’edificio venne acquistato dal Municipio di Sassari.

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Il cortile del Palazzo Ducale di Sassari

Descrizione del Palazzo Ducale

Al termine dei lavori, i sassaresi poterono ammirare un palazzo maestoso per dimensioni e caratteristiche architettoniche, con uno stile tipico della cultura e del gusto piemontese, con pregiate sfumature derivanti dall’uso della pietra calcarea che è stata impiegata per la sua realizzazione.

L’edificio presenta tre elevazioni fuori terra, sia in corrispondenza della facciata che nelle due testate laterali. Il prospetto principale è suddiviso da lesene e fasce marcapiano con aperture finestrate di diverso tipo: si va da quelle più semplici presenti al seminterrato a quelle del piano nobile che si caratterizzano per i pregiati timpani ricurvi sormontati da quelli triangolari. L’ultimo piano, infine, mostra delle originali aperture legate al gusto rococò.

A livello strutturale il Palazzo Ducale non ha subito variazioni fondamentali nel corso dei secoli, anche se la successiva utilizzazione del Comune ne ha stravolto gli spazi interni, demolendo la cappella rotonda dove veniva celebrata la Messa e sistemando il giardino che fu privato del suo pozzo.