Recanati è un comune di poco più di 20.000 abitanti situato in provincia di Macerata, conosciuto in primo luogo per aver dato i natali all’illustre letterato Giacomo Leopardi, nonché per la sua vasta offerta in ambito di edifici storici, monumenti e siti archeologici. A Recanati sorgono infatti, oltre ai cosiddetti “luoghi leopardiani” che narrano i trascorsi del poeta, anche diversi siti storici di alto valore culturale.

Cenni storici

I territori circostanti Recanati furono in epoca preistorica abitati dai Piceni, e si ritiene che Macerata e Recanati siano sorte in seguito all’invasione di Potentia e Helvia Recina da parte dei Goti, quando gli abitanti di quelle zone si rifugiarono sulle colline per sfuggire alle razzie.

La città divenne un libero comune nel XII secolo, quando elesse i propri consoli dopo aver respinto il governo dei Conti che appoggiavano Federico Barbarossa, e dal 1203 iniziò ad adottare la forma di governo che prevedeva la presenza del Podestà. La proprietà del litorale venne concessa alla città da Federico II di Svevia nel 1229, quando essa scelse di fiancheggiare l’imperatore nella guerra contro il Papato, ma ben presto Recanati voltò le spalle a Federico per tornare fedele al Papa.

Recanati, Macerata, la torre civica
La Torre Civica di Recanati

Nel 1296 si diffuse la voce che la cappella della casa di Loreto fosse, in realtà, la Santa Casa di Nazaret, e che gli angeli l’avessero trasportata in volo fino al luogo in cui era sorta la chiesa. Questa fu una notizia importantissima per Recanati, poiché Loreto si trovava ancora, all’epoca, entro la sua giurisdizione.

Gli inizi del XIV secolo furono tristemente segnati dai feroci conflitti con i paesi limitrofi, e nell’ambito della cruenta lotta tra i Ghibellini ed i Guelfi (fazione quest’ultima per la quale Recanati stessa parteggiava) vi fu un lungo periodo di assedi e massacri indiscriminati dall’una e dall’altra parte: la città cadde in mano ai ghibellini, e quando Amelio di Lautrec, rettore della Marca, inviò suo cugino Ponzio Arnaldo a pacificare la situazione sotto richiesta di Giovanni XXII, i Ghibellini per tutta risposta trucidarono il Marchese, il suo esercito, i capi Guelfi e le loro famiglie, senza risparmiare né donne né bambini.

Per via di questo episodio Recanati fu scomunicata e la sede vescovile fu spostata a Macerata. Il perdono arrivò solamente nel 1328, mentre la sede vescovile vi tornò nel 1354. A Recanati venne sepolto nel 1417 anche Papa Gregorio XII, l’ultimo Pontefice a non essere stato seppellito a Roma.

In epoca rinascimentale la città crebbe d’importanza e fu visitata da grandi artisti dell’epoca, nel 1798 fu occupata dalle truppe napoleoniche e nel 1848 vi transitò Giuseppe Garibaldi per andare in soccorso di Roma. Nel 1860 entrò a far parte del Regno d’Italia, e nel 1893 sorse il comune di Porto Recanati.

Cosa vedere

Una delle attrazioni maggiori di Recanati sono i luoghi cari al poeta Giacomo Leopardi, ma non mancano edifici storici e soprattutto luoghi di culto. Ecco una lista di alcuni dei maggiori siti d’interesse che si trovano nei pressi della città.

Recanati
Un particolare di Piazza Giacomo Leopardi

Luoghi di culto

A Recanati si trovano diverse chiese, come quella di Santa Maria di Castelnovo, risalente al XII secolo. Si tratta della chiesa più antica della città, appartenne ai benedetti di Fonte Avellana ed espone un bassorilievo della Madonna in trono con San Michele e San Gabriele nella lunetta del portale, ed un affresco della Madonna con Bambino attribuito a Pietro di Domenico da Montepulciano al suo interno.

Anche la chiesa di San Vito è un edificio decisamente importante, fu costruita sui resti di una chiesa romanico-bizantina e parzialmente ricostruita nel XVIII secolo su disegno di Luigi Vanvitelli. Questa struttura conserva ancora parte del suo retaggio quattrocentesco. Vi sono poi la concattedrale di San Flaviano, risalente al XIV secolo e custodente il sarcofago di Papa Gregorio XII e la chiesa di Sant’Agostino, edificata nel XIII secolo insieme all’omonimo chiostro.

Edifici storici e siti archeologici

Tra i maggiori edifici storici di Recanati si possono citare il Castello di Montefiore, costruito nel Basso Medioevo, la Caserma dei Carabinieri risalente al XIV secolo, una delle più antiche in tutta Italia, il Palazzo Venieri, fatto costruire dal cardinal Venieri su progetto di Giuliano da Maiano e rappresentante una vera e propria perla sotto il profilo architettonico e Piazza Leopardi, dedicata all’omonimo poeta nonché luogo in cui sorge il Palazzo Comunale. Sempre nei pressi di Recanati si possono trovare anche quattro diversi siti archeologici: l’Insediamento di Fontenoce, la Necropoli di Fontenoce, la Necropoli di Cava Koch e la Contrada “Valle Memoria”.

Recanati, Piazza Giacomo Leopardi al crepuscolo
Una fotografia serale della splendida piazza Giacomo Leopardi

Luoghi leopardiani

A Recanati si possono trovare luoghi cari al grandioso poeta marchigiano, come la casa nella quale egli nacque, contenente una biblioteca che conta più di 20.000 volumi diversi, la Piazzetta del Sabato del Villaggio, prospiciente la casa della famosa Silvia e la chiesa in cui Leopardi venne battezzato, il Colle dell’Infinito, che lo ispirò nella creazione dell’omonima poesia, il Palazzo Antici-Mattei, casa della madre e la Torre del Passero Solitario.

Come arrivare a Recanati

Per arrivare a Recanati in automobile prendere l’A14 (direzione Ancona se si proviene da Nord, Napoli se si proviene da Sud), uscire a Loreto/Porto Recanati, immettersi nella SS 16 Adriatica verso Ancona, attraversare Loreto e seguire le indicazioni per Recanati.

Per arrivare a Recanati in treno è consigliabile scendere ad Ancona, e proseguire da lì tramite il servizio di autocorriere che collega la città a Recanati. Un’alternativa è quella di scendere invece alla stazione di Porto Recanati e proseguire con gli autobus della Contram.