Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli è uno dei più importanti della città, e uno tra i più forniti al mondo grazie al suo vastissimo patrimonio archeologico, soprattutto dell’epoca romana. Ospitato all’interno del Palazzo degli Studi, lo spazio espositivo occupa una superficie superiore ai 12 mila metri quadri.

L’originaria struttura del Palazzo fu costruita nel 1585 dall’architetto Giovanni Vincenzo Casale, ed era destinato alle Scuderie Vicereali; di questa costruzione, oggi ci resta solo il portale sul lato occidentale. Tra il 1610 e il 1615, il Palazzo venne trasformato da Giulio Cesare Fontana, che volle adattare la struttura al suo nuovo uso, ovvero quello di trasferirvi gli Studi; come il progetto precedente, anche questo restò però incompiuto: furono completati solo l’ala occidentale e il corpo centrale, sormontato da statue ai lati del timpano, da vasi e da obelischi.

Il Palazzo degli Studi presentava, inoltre una facciata riccamente decorata; le finestre, con le loro meravigliose cornici, erano sormontate da vasi in marmo sui frontoni.

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L’imponente struttura del Palazzo degli Studi, sede del Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Dopo aver ospitato l’Università per oltre un secolo (1777), gli architetti Ferdinando Fuga prima e Pompeo Schiantarelli poi, ampliarono la struttura per adibirla a Museo Universale; quasi tutte le sue decorazioni scultoree andarono perdute e, complice anche l’innalzamento di un piano, il Palazzo degli Studi assunse quell’aspetto monumentale e austero che lo caratterizza ancora oggi. L’edificio fu completato tra il 1821 e il 1825 da Pietro Bianchi, occupandosi anche della collocazione della statua di Ferdinando I di Borbone del Canova, posta al centro dello scalone monumentale del Museo.

Il Museo Archeologico Nazionale

Quando fu trasferita l’Università nel 1777, re Ferdinando IV decise che il Palazzo degli Studi avrebbe ospitato il Museo Borbonico e la Real Biblioteca, riunendo in un solo palazzo, proprio come sognavano i Borbone, un maestoso istituto per le arti, in cui fosse conservato l’immenso patrimonio librario e storico della reale famiglia, recentemente arricchito dai reperti archeologici trovati nei recenti scavi (1738) nelle cittadine vesuviane, precedentemente esposte nel Museo Ercolanese di Portici.

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La statua di Ferdinando I di Borbone, l’opera del Canova situata all’interno del museo

La Real Biblioteca fu aperta al pubblico nel 1801, mentre nel decennio francese (1806-15) furono aperte al pubblico le prime sezioni del Museo Reale. Al ritorno dei Borbone dall’esilio, il Museo fu arricchito di nuove importantissime collezioni: la Borgia, la Vivenzia e anche quella di Carolina Murat; nasce, nel 1816, il Real Museo Borbonico.

Nel corso dell’Ottocento furono numerose le collezioni che si andarono ad aggiungere, grazie ai numerosi scavi effettuati in Campania tra gli anni ’30 e i ’40 nell’agro Pompeiano e Vesuviano. Con l’Unità d’Italia, il Real Museo Borbonico diventa proprietà statale, assumendo la denominazione di Museo Nazionale; in questi anni il museo si arricchisce della prestigiosa collezione Santangelo, e avviene l’importante riordino da parte di Giuseppe Fiorelli, che segue un criterio tipologico.

In seguito, un nuovo riordino fu realizzato da Ettore Pais nei primi del Novecento; riordino che continuò anche nei decenni successivi, grazie alla creazione di nuovi spazi, dovuti al trasferimento della Biblioteca nel Palazzo Reale (1925) e della Pinacoteca nell’attuale Museo di Capodimonte. Così, in questo edificio rimasero solo le collezioni dell’antichità: nasce il Museo Archeologico Nazionale, che negli anni ha ulteriormente ampliato e specializzato il proprio patrimonio, che attualmente è diviso principalmente di queste ampie e prestigiosissime sezioni: Collezione Farnese, Collezioni pompeiane, Settore Topografico, Collezione Egizia, Collezione Epigrafica, Collezione Numismatica, Salone della MeridianaStazione Neapolis.

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Uno dei corridoi della Collezione Farnese, tra le più importanti del museo

Come arrivare

A piedi

Dalla stazione, il Museo Archeologico Nazionale dista poco più di 2 chilometri. Una volta usciti, girate a destra e, dopo un’ottantina di metri, imboccate Piazza Garibaldi sulla vostra sinistra e proseguite per circa 350 metri; proseguite, poi, su Via Alessandro Poerio e su Piazza Enrico de Nicola; continuando dritto, la via si trasformerà in Via Carbonara prima, e Via Domenico Cirillo poi; vi troverete all’incrocio con Via Foria: imboccatela girando a sinistra e proseguite, continuando su Piazza Camillo Benso Conte di Cavour; dopo circa 400 metri, svoltate a destra su Piazza Museo, poi ancora a destra e subito a sinistra; seguendo la strada per circa un’ottantina di metri, vi troverete il Museo Archeologico Nazionale sulla vostra destra. Tempo di percorrenza: mezz’ora circa.

In metro

Per arrivare al Museo Archeologico Nazionale potrete prendere la linea 1 (fermata ‘Dante’ o fermata ‘Museo’) o la linea 2 (fermata ‘Piazza Cavour’).

In bus

Sono diverse le linee che dalla stazione portano al Museo Archeologico Nazionale; noi vi consigliamo di prendere l’autobus 201 e scendere in Piazza Cavour; pochi minuti, ed arriverete a destinazione.

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Una delle sale del Museo

Orari e tariffe

Orari: tutti i giorni dalle 9 alle 19.30;
Giorni di chiusura: tutti i martedì, il 1° gennaio, il 1° maggio e il 25 dicembre;
Prezzi: biglietto intero 8 €; ridotto 4 € (per cittadini UE tra 18 e 24 anni e per docenti scuole statali UE); gratuito (cittadini UE sotto i 18 anni ed extracomunitari, solo la prima domenica del mese; guide turistiche, dipendenti ministero beni culturali, membri ICOM, membri ICCROM, comitive studenti, docenti e studenti facoltà architettura, beni culturali, scienze della formazione, lettere, accademia belle arti; giornalisti iscritti all’albo; cittadini disabili UE; operatori associazioni volontariato beni culturali; possessori della “carta dello studente”).

Contatti

Sito web: www.cir.campania.beniculturali.it/museoarcheologiconazionale
Telefono: 081-4422149
Indirizzo: Piazza Museo Nazionale, 19 – 80135 Napoli