Il Castello di Rovigo è l’edificio più antico della città, essendo stato edificato nel 920. In una fase iniziale, il Castello di Rovigo era una semplice fortificazione, composta da una torre e da una palizzata, entrambe affacciate sull’Adigetto; in seguito, la fortificazione cominciò ad essere meglio strutturata per la funzione a cui era adibita: vi fu un ampliamento della struttura, le torri divennero 8 e all’intero complesso si poteva accedere mediante due ponti levatoi, l’unico modo per accedere alla fortezza, ora circondata da un fossato.

Al centro di queste torri era situata la famosa Torre Donà, una delle più alte tra le torri medievali coi suoi circa 60 metri, posta affianco alla Torre Grimani (oggi mozza in seguito a un crollo, e meglio conosciuta infatti come Torre Mozza); entrambe le torri, per cedimenti strutturali, sono oggi pendenti.

Ciò che ci è arrivato fino ad oggi delle mura, invece, è parte di una struttura risalente al 1138, l’anno in cui fu innalzato un terreno a forma di pentagono per creare il fossato che circondava il Castello di Rovigo, con le acque dell’Adigetto a fare da ulteriore impedimento per gli assalti nemici. Nel ‘400, vi furono importanti ampliamenti alla cinta muraria: in particolare, furono raddoppiate le porte che davano accesso alla fortezza. Solo due di esse sono sopravvissute: Porta S. Bortolo (ristrutturata nel 1482) e Porta S. Agostino, rifatta ex-novo nel 1713.

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La Torre Mozza (sulla sinistra) e la Torre Donà (sulla destra)

Dopo la guerra di Cambrai, che inflisse un duro colpo alle ambizioni della Serenissima (sotto la cui giurisdizione era posta la città rodigina), il Castello di Rovigo fu lasciato sostanzialmente all’incuria del tempo; nel ‘500, alcune torrette furono inoltre abbattute, allo scopo di riutilizzare il materiale recuperato per la costruzione della chiesa della Beata Vergine del Soccorso detta La Rotonda; le fosse, inizialmente utilizzate per le esercitazioni militari, furono definitivamente interrate nel corso del ‘700. Con la dominazione austriaca del secolo successivo, il Castello di Rovigo subì un ulteriore ‘colpo di grazia’: fu abbattuta la gran parte della cinta muraria che aveva resistito nei secoli al tempo e all’abbandono da parte delle autorità.

Negli anni ’60, nel Castello di Rovigo vi è stato un generoso tentativo di recupero del sito storico, e di una sua rivalorizzazione, grazie alla realizzazione al suo interno dei giardini pubblici; fino ad allora, infatti, nell’area attorno al Castello di Rovigo esistevano solo alcune abitazioni e alcuni vivai. I giardinetti, che creano così uno spazio importante per la comunità, sono divisi in due parti: la prima, che affaccia su Piazza Matteotti, ha una funzione puramente estetica mentre la seconda, che vista dalla piazza è retrostante alla prima, è dotata di un’ampia area pic-nic e di un parco giochi per i più piccoli, cercando di dare un’utilità effettiva al Castello di Rovigo che, fino ad allora, era stato decisamente abbandonato al suo destino.

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Il Castello di Rovigo, attorno al quale oggi sorgono dei giardini pubblici

Come arrivare

Arrivare al Castello dalla stazione è facilissimo. Una volta usciti dalla stazione, imboccate via Francesco Petrarca e proseguite per circa 400 metri; all’incrocio con Viale Dante girate a destra, poi subito a destra, ancora a sinistra e di nuovo a destra (l’operazione, che sembra complicata, avviene in realtà nell’arco di circa 30 metri), su Corso del Popolo; proseguite per circa 500 metri, poi girate a sinistra su via Marcello Grimani e a sinistra su Piazza Matteotti; 50 metri e siete arrivati al Castello.