Il centro abitato di Novara ha sempre assunto grande importanza grazie alla sua posizione all’incrocio di due importanti vie di comunicazione: il passo del Sempione e la direttrice che percorre la pianura nord del Po.

Il percorso delle mura descriveva il perimetro della città in corrispondenza degli attuali baluardi, mentre nell’attuale piazza Martiri si congiungeva con il tratto meridionale, nell’area occupata attualmente dal castello di Novara, noto anche come Castello Visconteo Sforzesco di Novara.

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Una vista della città di Novara

Cenni storici e descrizione

Non ci sono notizie certe relative al periodo in cui il castello è stato realizzato. Alcune informazioni si possono desumere dall’opera del Corio, uno storico cinquecentesco che, nell’anno 1272, raccontò che Francesco della Torre “fece fabbricare un castello detto la Turricella e in questo circondò il palazzo dei Teéenis (Tettoni)”;  si trattava in realtà di una casa a torre costruita nell’angolo Sud-Ovest della città, a ridosso delle mura di fortificazione.

Alla fine del 1200 la proprietà della fortificazione passò alla famiglia Visconti che eseguì importanti interventi di fortificazione e completò la costruzione del castello aggiungendo edifici residenziali.

Nel 1447 il controllo del ducato di  Novara passò a Francesco Sforza, marito di Bianca Maria Visconti e questo incise anche sulle sorti del castello. Negli anni successivi, con la signoria di Galeazzo Maria Sforza, furono eseguiti importanti modifiche e gettate le fondamenta dell’imponente muro di rafforzamento.

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Quando nel 1476 Galeazzo Maria Sforza viene assassinato, la moglie Bona fa apporre sulla seconda porta d’ingresso al castello uno stemma ducale a ricordo del marito che potrete in parte ancora vedere sull’attuale ingresso del Castello di Novara.

Nel 1600 venne avviato un imponente sistema di fortificazioni della città, terminato agli inizi degli anni trenta. Con l’evoluzione delle tecniche di guerra le fortificazioni furono man mano abbandonate e utilizzate per altri scopi come, ad esempio il baluardo di S. Giuseppe che fu trasformato in giardino o il bastione ad est del castello divenuto pubblico passeggio.

Agli inizi del 1800, il municipio propose di trasferire le pubbliche carceri al castello, che era già destinato a carcere militare, ma ciò avvenne solo dopo 1l 1876, quando l‘unico torrione superstite, sul lato Nord-Est, venne parzialmente demolito e riadattato per collocarvi una vedetta del carcere. Verso la fine XIX secolo il castello si trova al centro delle discussioni politico-urbanistiche e addirittura viene proposta la sua demolizione per fare posto ad un nuovo quartiere residenziale.

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Nel frattempo, con la visita ufficiale di Mussolini a Novara, nel 1939, viene ricostruita per intero la cortina muraria dell’angolo nordest. Nel 1973, mentre continuano le discussioni sull’avvenire del castello, cessa l’attività carceraria con il trasferimento dei detenuti in una nuova sede. Nel 2003, il Comune di Novara  prende in affitto il Castello dal Demanio dello Stato per una durata simbolica di 19 anni dando il via ai lavori di risanamento e conservazione oggi in corso di realizzazione.

Informazioni utili

Attualmente il Castello di Novara è in fase di restauro ed chiuso al pubblico. Chi volesse può comunque raggiungere questa attrazione per apprezzarne gli esterni.

Contatti

Indirizzo: Piazza Martiri della Libertà – Novara
Sito Web: http://www.castellodinovara.it
Email: info@castellodinovara.it