Data e durata:
November 20197 giorni
Tipologia di vacanza:
On the road
Persone:
1
Costo a persona:
1100€
Mezzi di trasporto:
Aereo, Pullman

Auckland: il centro economico della Nuova Zelanda

Se si scorre il dito sul mappamondo si impiega esattamente un secondo per arrivare in Nuova Zelanda. Traslitterato nella vita reale, quel secondo equivale a due voli intercontinentali, uno scalo, 12 ore di fuso orario e una media di 26 ore di viaggio. 

Un secondo di mappamondo che mi fa atterrare nella capitale economica della Terra dei maori: Auckland, Costa Est dell’ Isola del Nord della Nuova Zelanda, 1.606.564 miloni di abitanti e impervia come San Francisco. 

Con il mio unico zaino raggiungo l’ostello dove pernotterò per 7 giorni, unici 7 giorni in cui avrò il privilegio di godere di una stanza privata, ma di bagni e cucina ovviamente in comune. La Nuova Zelanda è infatti un Paese con una qualità di vita estremamente elevata, dove tre mesi in hotel superano decisamente il mio budget da cosiddetta “backpacker”.

Se vi state chiedendo chi è un backpacker, in questa parola è racchiusa quella categoria di giovani di tutto il mondo che viaggia con uno solo zaino, che si sposta in continuazione, cercando di risparmiare sull’alloggio e sul cibo, salvando quanto più possibile per viaggiare senza troppe pretese, muovendosi con qualsiasi mezzo disponibile, vivendo on the road, senza un programma di viaggio ben preciso,  e viaggiando con altri backpackers conosciuti con tutta probabilità nelle cucine di un ostello. 

La città è facilmente raggiungibile dall’aeroporto, collegato sia mediante trasporto ferroviario che mediante un servizio di navetta operato dalla compagnia SkyBus, con wifi libero e al prezzo di 17 NZD, il quale presenta l’aspetto conveniente di fermarsi in differenti zone del centro.

Un centro inteso in senso atipico rispetto al concetto europeo, in quanto assente qualsiasi idea di “centro storico”, sostituita da un complesso di grattacieli moderni dove si concentra la maggior parte del movimento degli abitanti. Ampie vie caratterizzate dall’alternanza fra boutique di grandi marche, ristoranti giapponesi, pub e locali dove si incontra un’enorme difficoltà nel trovare un posto libero dalle 17 in poi, perchè è una città viva, frizzante come le gocce dell’oceano che la incorniciano e allegra come il costante sorriso dipinto sulle labbra dei suoi abitanti. Ma la parte più interessante di Auckland si colloca fuori dal centro, lontano dalle risate di fronte ad una birra, distante dal terminale delle navi da crociera: bastano infatti pochi passi verso le baie circostanti che si è immediatamente immersi nella natura quasi incontaminata, come frutto dell’incontro del verde splendente della foresta e del blu intenso dell’oceano Pacifico.

St Heliers Beach

Proseguendo verso Mission Bay, la baia più famosa, si incontrano piccole baiette incastonate l’una dopo l’altra, il cui paesaggio è una continua alternanza fra rocce nere laviche e sabbia calda dorata. Fermarsi però a Mission Bay è però limitativo, in quanto continuando a camminare verso St. Heliers Beach si respira la natura sempre più selvaggia che la periferia di Auckland può offrire: dal capo di St. Heliers infatti si gode di una vista mozzafiato sull’oceano e su tutta la città di Auckland, non ché sulla baia sottostante, dove, con un po’ di fortuna, si possono avvistare sia delfini che balene.

Non volendo puntare tutto sulla fortuna per un avvistamento di questi fantastici animali, vi è la possibilità dalla marina di Auckland di prenotare una gita per vedere i delfini o per nuotare con essi, oppure per avvistare le balene. Sempre dalla marina è possibile prendere un traghetto per raggiungere le isole emerse dinanzi alla baia di Auckland, ossia l’isola di Waiheke, famosa per la spiaggia tropicale di cactus Bay, l’isola di Chamberlins, più selvaggia, e l’isola di Rangitoto, che ospita il più giovane vulcano della Nuova Zelanda. 

Auckland prima della tempesta

Ritornando sulla terra ferma, una delle principali attrazioni di Auckland è la SkyTower, la torre pià alta di tutto l’emisfero meridionale, che oltre ad offrire la vista sulla skyline della città, offre la possibilità di fare bungee jumping o di fare skywalk (ossia, essenzialmente, camminare su di una passerella sospesa a circa 250 metri sopra la città, in totale sicurezza). Sicuramente consigliati anche il giardino botanico, la Auckland Art Gallery, lo Snowplanet (ossia un centro coperto per la pratica di sport invernali aperta tutto l’anno) e la Bridge Climb, ossia la visita tramite camminata nell’infrastruttura del ponte di Auckland. 

Le rocce laviche

Auckland, città di contraddizioni continue, dove la natura si fonde e si scontra contemporaneamente con la modernità, dove il ristorante cinese è il vicino di casa di Louis Vuitton, dove un manager va a lavorare in skateboard, è solo l’assaggio di quella che sarà la sensazione di libertà che mi accompagneà in tutti questi mesi.

Cosa mi è piaciuto

Auckland è una città allegra, che offre la possibilità di rifugiarsi nella natura a pochi passi dal centro. E’ inoltre una città ricca di attività da poter praticare, moderna ma tranquilla al tempo stesso. Trasporti cari ma eccellenti, copertura wifi nella aree di maggior interesse e persone sempre disposte a fornire informazioni.

Cosa non mi è piaciuto

Volendo muovere da un concetto europeo, Auckland è una città che non rientra negli standard di città con un centro storico o comunque con tracce di storia evidenti. Per certi aspetti è una città sterile dal punto di vista di una propria identità, figlia, ovviamente, di pochi anni di storia.

Martina Giuressi

I consigli di Martina Giuressi

Prima della partenza è consigliabile avere già con sé dei dollari neozelandesi (in media il tasso di cambio è 1 euro = 1, 65 NZD). E’ caldamente consigliato viaggiare con adattatori per prese neozelandesi e australiane. Per chi viaggia si consiglia di comprare una SIM prepagata (le opzioni per il cellulare sono care, pagando in media 40/50 dollari al mese con carta prepagata per pochi giga, dove non sono solitamente compresi minuti per chiamare in Italia). Non è previsto alcun vaccino obbligatorio. La guida è opposta a quella italiana.

Voto al viaggio
Lo consiglierei? Si