La Specola è la sede dell’antico osservatorio astronomico dell’Università di Padova, ed ha sede nella Torlonga del Castello di Padova. L’osservatorio, alto quasi 50 metri (oltre 53 con l’antenna parafulmine), è stato introdotto nel XVIII secolo.

L’intera struttura fu edificata nel IX sec. a.C. e fu utilizzata, quattro secoli dopo, da Ezzelino III da Romano come prigione e sala di tortura; alla morte di Ezzelino, la torre rimase abbandonata fino al secolo successivo, quando i Carraresi, nuovi signori di Padova, lo ristrutturarono. Ma dopo il ‘500, la Torlonga fu di nuovo abbandonata (non a caso, nel Settecento veniva chiamato “Castel Vecchio”) fino alla data fatidica del 22 maggio del 1761.

Infatti, in questa data il Senato, dopo la richiesta formale dei Riformatori dello Studio, decise di creare a Padova un osservatorio astronomico. Tutto questo avveniva in una fase di grande rinnovamento per l’Università patavina, che stava tentando un approccio maggiormente sperimentale agli studi scientifici, con l’obiettivo di rispolverare e dare nuovamente lustro ad un campo di studi che a Padova vantava una grande tradizione: tra gli altri, qui insegnarono Vecelio e Galileo.

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La Torlonga, sede dell’osservatorio

A partire dal 1765, si diede incarico al docente di ‘astronomia, geografia e meteore’ Carlo Toaldo di visitare i principali osservatori italiani per procurarsi le informazioni sulla struttura e sugli strumenti necessari all’allestimento dell’Osservatorio; fatto un preventivo di spesa, Toaldo chiamò per il progetto uno dei più abili architetti del tempo, il vicentino Domenico Cerato.

Fu proprio l’architetto a trovare nella Torlonga il luogo ideale per allestire la specola di Padova. Arrivò a tale conclusione per dei motivi importanti: oltre al fatto che si poteva risparmiare sulla spesa non costruendo un edificio ex-novo, la Torlonga aveva l’enorme vantaggio di avere il campo visivo dell’orizzonte meridionale totalmente libero; fatto, questo, di fondamentale importanza poiché è verso sud che gli astri culminano, cioè raggiungono il loro punto più alto nel loro moto apparente diurno. Di conseguenza, sono più facilmente osservabili.

Nel 1777 La Specola venne completato come edificio, mentre nel 1779 venne completato il corredo di strumenti con l’arrivo dall’Inghilterra di un grande quadrante che venne fissato al muro e predisposto lungo l’asse nord-sud nella sala meridiana.

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Ancora un dettaglio della Torlonga

L’ottima strumentazione di cui, aggiornandosi negli anni, disponeva la Specola, attirò su di sé le attenzioni di Napoleone, che fu ben attento a preservarla (così come l’intera Università di Padova), come spiegato da un apposito decreto da lui emanato nel 1806. Durante la Grande Guerra, invece, furono requisiti gli apparecchi telegrafici della Specola e poi la torre stessa, importante centro di avvistamento all’interno della città che era nel frattempo diventata la sede del comando Supremo delle forze armate.

Dopo la costruzione della succursale di Asiago nel 1942 e il suo successivo sviluppo, la Specola di Padova divenne obsoleta, e la struttura smise di funzionare da osservatorio astronomico. Oggi, l’edificio ospita il Museo La Specola, la Biblioteca “Giovanni Santini” e l’Archivio Storico.

Museo La Specola

All’interno del Museo La Specola, oltre al fascino della struttura, potrete osservare la Sala dell’Iscrizione (che prende il nome dalla presenza di una lapide del 1618 murata al suo interno), che un tempo dava accesso alle terribili prigioni di Ezzelino III; come ricordato, l’edificio fu inglobato nel castello dei Carraresi, ed è per questo che sul soffitto troverete il grande carro, simbolo della casata.

La sala oggi ospita tutte le strumentazioni per la misura del tempo. Nel Museo La Specola potrete entrare anche nella Sala Colonna, così chiamata per il pilastro al centro della stanza che sorregge la volta soprastante. In origine, questa sala serviva per riposarsi in attesa di entrare nella Sala Meridiana; oggi, troverete vari strumenti di piccole dimensioni raccolti nelle teche.

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La Specola di Padova, a pochi metri dal fiume Piovego

La Sala Meridiana è la sala destinata all’osservazione degli astri al meridiano celeste; noterete, infatti, che sul pavimento è incisa la linea meridiana. In questa sala è custodito il quadrante murale portato qui nel 1779 dall’Inghilterra; nella parte nord, invece, è esposto lo strumento dei passaggi di Ertel, qui collocato nel 1860 su un sostegno di marmo.

Infine, vi consigliamo un passaggio nella Sala delle Figure, decorata a fresco tra il 1772 e il 1773 dal pittore vicentino Giacomo Ciesa, con le raffigurazioni (sotto disposizioni di Toaldo) di 8 personaggi eminenti nel campo dell’astronomia: Tolomeo, Copernico, Tycho Brahe, Galileo, Keplero, Newton, Montanari e Poleni.

La Biblioteca “Giovanni Santini”

Il patrimonio librario della Biblioteca della Specola è intitolata a Giovanni Santini, direttore dell’Osservatorio dal 1817 al 1877. La biblioteca è composta da un fondo antico (proveniente in gran parte dalla donazione Santini) e dalla biblioteca moderna, che possiede un gran numero di pubblicazioni provenienti anche da altri enti e osservatori astronomici da ogni parte del mondo.

Come arrivare

Dalla stazione

  • A piedi: usciti dalla stazione, percorrete Corso Garibaldi, poi girate per Riviera dei Ponti Romani e proseguite su Riviera Tito Livio; arrivati a via Gualchiere, girate a destra e alla rotonda prendete la seconda uscita, per via Umberto I; girate alla prima a destra (via Rogati) e proseguite con Riviera Tiso da Camposampiero; dopo poco più di 500 metri, sulla vostra destra troverete il Vicolo dell’Osservatorio. Tempo di percorrenza: circa 30 minuti.
  • In bus: 12 (direzione Selvazzano) e 18 (direzione Siracusa): dopo una ventina di minuti, scendete in via Paoli, tornate indietro di alcuni metri e proseguite per via S. Alberto Magno; metrobus SIR1 (fermata Prato o Cavalletto).

Contatti utili

Sito web: www.oapd.inaf.it
Indirizzo: Vicolo dell’Osservatorio, 5 – 35122 Padova

Biblioteca “Giovanni Santini”

Tel.: 049-8293455
E-mail: biblioteca@oapd.inaf.it
Orari di apertura: lunedì 8-13 e 14-16.30; martedì 8-14.30; mercoledì 8-13.30 e 14-16.30; giovedì 8-14.30; venerdì 8-13.30

Museo La Specola

Tel.: 049-8293449
E-mail:
museo.laspecola@oapd.inaf.i