Adiacente alle mura di Piazza Castello, i Giardini Salvi sono una delle aree verdi più piccole della città, ma non per questo meno invitanti. La storia dei Giardini Salvi inizia nel Cinquecento, quando la famiglia Valmarana acquista il terreno attorno al castello scaligero, che venne così trasformato in palazzo; per il giardino, Giacomo Valmarana progettò un parterre all’italiana, suddiviso cioè in spazi geometrici suddivisi da alberi e siepi.

L’inaugurazione dei giardini avvenne nel 1592. Allora, i Giardini Salvi coprivano l’area compresa tra la parte finale dell’attuale Corso Palladio e il corso della Roggia Seriola; dopo l’apertura al pubblico, il giardino rimase chiuso per un paio di secoli, fino alla nuova disposizione degli elementi naturali (giardino all’inglese) avvenuta nell’Ottocento, nella quale non regnava più l’elemento geometrico come criterio principale ma la combinazione di elementi naturali e artificiali non in maniera ‘selvaggia’, in maniera tale che tali elementi fossero visibili in una loro visione d’insieme e non in una rigida suddivisione matematica. Negli anni recenti i Giardini Salvi hanno mantenuto la stessa fisionomia, dotandosi in più di un percorso per disabili segnalato e di un roseto da collezione.

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La Loggia Valmarana, secondo alcuni attribuibile ad Andrea Palladio

Dentro i Giardini Salvi potrete ammirare due meravigliose logge in stile palladiano; la prima, la loggia Longhena, fu voluta da Baldassare Longhena e si trova sul lato occidentale; la seconda, progettata per essere un luogo di incontro tra intellettuali, è la cosiddetta loggia Valmarana, la cui paternità sembra poter essere ricondotta ad Andrea Palladio, anche se secondo alcuni critici sarebbe più probabile una sua supervisione, o anche una semplice influenza, su uno dei suoi allievi, il vero responsabile del progetto; questa loggia, comunque, come gli altri edifici palladiani in città, è inserito nella lista dei patrimoni dell’umanità UNESCO dal 1994.

L’arco che fa da ingresso principale del parco, che affaccia sul lato di Piazza De Gasperi, è detto arco del Revese, e fu costruito per ricordare un arco di dimensioni maggiori risalente al 1608, costruito da Ottavio Bruto Revese, che fu abbattuto nel 1938 per far passare un corteo fascista durante una visita di Benito Mussolini. Sulla Seriola, dove un tempo sorgevano delle serre fatte costruire da Leonardo Valmarana, dal 1947 trovano posto i due padiglioni dell’ ex-fiera campionaria.

Una menzione particolare merita la vegetazione dei Giardini Salvi, diversificata e ricchissima: pur in uno spazio abbastanza piccolo, sono oltre quaranta, infatti, gli esemplari di alberi presenti, alcuni anche abbastanza rari.

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L’ingresso da Piazza De Gasperi, l’Arco del Revese

Come arrivare

I Giardini Salvi sono situati a meno di 500 metri dalla stazione. Una volta usciti dalla stazione, imboccate Viale Roma e proseguite per circa 400 metri; girate poi a sinistra, su Corso Santi Felice e Fortunato e sarete arrivati a destinazione in poco più di 5 minuti.

Contatti

Telefono: 0444-322962 (abitazione custode)
Indirizzo: Corso Santi Felice e Fortunato, 4 – 36100 Vicenza
Orari: tutti i giorni dalle 7.30 alle 20