Il Castello Visconteo è una costruzione medievale sita a Lodi e che ai tempi della sua realizzazione fungeva da fortezza di difesa. In passato, infatti, Lodi era circondata da un’alta cinta muraria lungo la quale si potevano trovare tre porte d’accesso che consentivano l’ingresso all’interno della città.

Una di queste in particolare, la Porta Regale, era particolarmente vulnerabile e per questo motivo Federico Barbarossa decise di far costruire il Castello Visconteo a cui si poteva accedere tramite la Porta Imperiale.

Si tratta di una costruzione che con molta probabilità risale ad un periodo compreso tra il 1355 ed il 1370 ma nel corso degli anni sono state tantissime le opere di manutenzione che sono state operate per mantenere il Castello Visconteo nello stato in cui si trova adesso.

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Uno scorcio del Castello Visconteo

La fortezza venne resa ancora più inespugnabile da Francesco Sforza che nel 1456 fece aggiungere alla struttura anche una torre rotonda, realizzata dall’ingegner Serafino Gavazzi. Nel corso degli anni però il Castello Visconteo ha subito anche parecchi danni, alcuni dei quali importanti, come quelli subiti durante la dominazione austriaca di Francesco Giuseppe. È proprio in questo periodo che viene distrutto un intero lato del castello, che da quel momento in poi è stato trasformato in una caserma.

Ancora oggi, infatti, il Castello Visconteo è sede della Questura della Polizia di Stato e per questo motivo non è attualmente visitabile. Ma negli ultimi decenni sono stati scoperti anche degli aspetti nuovi del Castello Visconteo.

Nei sotterranei, infatti, sono stati scoperti alcuni cunicoli prima inesplorati e che conducevano con molta probabilità fuori dalle mura. Questa rete di comunicazione aveva sia un ruolo difensivo, per poter fuggire in caso di attacco da parte dei nemici, ma anche offensiva, dal momento che permettevano di poter sorprendere il nemico che si trovava in altre parti della città.

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La torre rotonda del Castello Visconteo

Esiste l’ipotesi che l’intera cittadina in passato fosse attraversata completamente da alcune gallerie sotterranee, che portavano all’esterno della città attraverso il rivellino esterno alla volta della Piazza della Vittoria.

Nel corso del tempo, però, sono state tante le modifiche che questi cunicoli hanno subito e per questo non si può provare l’esistenza di una rete di comunicazione così estesa come si pensa. Esistono, però alcune testimonianze importanti come ad esempio quella contenuta nel XCII libro di Storia d’Italia del Guicciardini, che riporta di un fatto verificatosi nel 1526 e che fa riferimento proprio a questi cunicoli ed alla loro estensione.