Data e durata:
June 20191 giorno
Tipologia di vacanza:
Arte e Cultura
Persone:
10
Costo a persona:
100€
Mezzi di trasporto:
Pullman
Tappa 1

Visita al Santuario della B.V. Addolorata della Cornabusa

La parola “Cornabusa” nel dialetto bergamasco significa “roccia bucata“, o più semplicemente, in lingua corrente, caverna. Situata a circa 700 metri sul livello del mare, nel suo interno, la grotta è quasi sempre bagnata a causa di una sorgente d’acqua che ha trovato tra quelle rocce la sua via d’uscita.

Rappresentazione tridimensionale della giovinetta miracolata dalla Madonna

La statuetta venerata all’interno della grotta rappresenta Maria Addoloratache accoglie il Figlio, morto, Gesù. Anche se di dimensioni molto piccole, 50 cm circa, dallo sguardo della Vergine si possono comprendere il dolore che può provare una madre alla perdita di un figlio e allo stesso tempo la serenità di chi sa che quel Figlio non è morto per sempre, perché risorgerà.

La statuetta pare essere di origine toscana, datata tra il 1300 e il 1400. Maria è vestita di rosso e ricoperta di un manto dorato. Il rosso rappresenta l’umanità e l’oro la divinità a dirci che in Maria umanità e divinità s’incontrano.

Interno della grotta-santuario

La storia della statuetta, ritrovata dopo essere stata nascosta da una donna nel timore che durante le rivolte tra Guelfi e Ghibellini le venisse strappata, è raccontata da una pastorella sordomuta che entrata nella grotta forse per ripararsi da un temporale, forse per una luce intravista o semplicemente per curiosità ha visto la statuetta e contemporaneamente ha sentito il mormorio dell’acqua mai sentito prima. Ripresa la parola insieme all’udito, tornata a casa, ha raccontato quanto le era successo.

Sorgente all’interno della caverna

Con il decreto del Vescovo del 1510 la grotta venne aperta alla devozione popolare.

Tappa 2

Il museo del Santuario della Cornabusa

La struttura attigua al Santuario è organizzata per accogliere e intrattenere le persone che con mezzi di trasporto o in un vero e proprio pellegrinaggio a piedi, salgono per pregare la Madonna.

Tavolette ex-voto

Interessante il museo che raccoglie le più antiche tavolette ex-voto, altre, le più moderne, si trovano all’interno del Santuario. Ogni quadretto racconta una storia di vita e un grazie, un dramma e un segno di riconoscenza per essere stati graziati dalla B.V. Addolorata della Cornabusa.

Messale del 1763

Ci sono poi oggetti antichi legati al Santuario, come il Messale esposto in una vetrinetta e risalente al 1763. Il libro liturgico è rivestito di velluto rosso con decorazioni in argento che disegnano sul fronte la Vergine della Cornabusa e sul retro San Bernardino da Siena patrono della vicina parrocchia di Cepino. 

Stanza che ospitava San Giovanni XXIII

Altri oggetti riguardano Angelo Roncalli, poi Papa Giovanni XXIII, oggi Santo. Egli frequentava il Santuario per la preghiera personale e a volte vi si fermava. A ricordare la sua permanenza c’è ancora la stanza che lo ospitava. Le ultime due volte che Angelo Roncalli, allora Patriarca di Venezia, ha visitato il Santuario sono state nel 1954, per il 50° anniversario della sua ordinazione sacerdotale e nel 1958 per inaugurare la grotta dopo che venne risistemata internamente.

Cosa mi è piaciuto

Tutto è abbastanza contenuto e diventa presto molto familiare. L’ambiente grotta è lasciato alla visita del pellegrino che liberamente può scattare foto e osservare i particolari da vicino. Al momento della Santa Messa sono state messe delle catene in modo da chiudere il via vai di persone e dedicare il tempo della preghiera solo all’incontro con il Signore.

Cosa non mi è piaciuto

L’umidità presente nella grotta è davvero tanta. Penso non si possa fare nulla, fa parte delle caratteristiche della grotta. Così pure i banchi a tratti sono bagnati e prima di prendere posto è stato necessario osservare tutt’intorno quale fosse quello meno a rischio acqua. Un po’ di chiacchierio ogni tanto disturbava chi, personalmente, pregava.

Marilena Carraro

I consigli di Marilena Carraro

Senz’altro consiglio di portare con sé una felpa e un impermeabile anche se la giornata sembra soleggiata e calda. Il Santuario d’inverno è chiuso, quindi se qualcuno pensa di salire in questa stagione è bene che s’informi prima di partire. Un binocolo potrebbe essere utile per osservare il panorama che si estende a 180 gradi e più.

Voto al viaggio
Lo consiglierei? Si