Per i padovani, Prato della Valle è più di una piazza: è un simbolo, un modo di vivere la città e di sentirsi parte di essa. Studenti fuori sede, famiglie padovane, amanti del jogging, qualsiasi tipologia di residente padovano è stato in Prato della Valle almeno una volta, che sia per godersi un po’ di aria fresca quanto per fare un po’ di attività sportiva.

Prato è dunque l’emblema della città, quella vissuta e percepita come propria, al di là del tipo di divertimento a cui si è avvezzi: in Prato della Valle si passa, la domenica pomeriggio o il mercoledì sera (la serata universitaria padovana), quasi come se fosse un omaggio dovuto a questa splendida piazza nel centro di Padova, nelle cui vicinanze è collocata la famosa Abbazia di Santa Giustina.

Descrizione

La sua superficie, di 88.620 metri quadri, fanno sì che Prato della Valle, oltre ad essere la piazza più grande di Padova, sia una tra le più grandi d’Europa. La struttura centrale, definita isola Memmia, misura circa 20.000 metri quadri ed è di forma ellittica divisa in 4 parti da due strade perpendicolari tra loro.

Attorno ad essa, vi è una canaletta sulle cui sponde troviamo un doppio anello di statue che circondano la piazza, la cui circonferenza è di ben 1450 metri. Le statue sono 78: 40 nell’anello esterno e 38 in quello interno, e la loro costruzione doveva rispettare dei precisi criteri: innanzitutto, non andavano rappresentate persone in vita né santi (quelli spettavano ai vari edifici religiosi disseminati per la città), e i personaggi raffigurati dovevano avere tutti in un qualche modo un legame con la città di Padova.

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Le statue dell’anello esterno di Prato della Valle

La prima statua ad essere collocata fu quella di Antenore, offerta alla città nel 1775 da Andrea Memmo (protagonista indiscusso della storia di Prato della Valle); l’ultima, quella di Francesco Luigi Fanzago nel 1838.

A partire dagli anni ’90, un’importante opera di riqualificazione investì Prato della Valle, sia da un punto di vista concreto che da un punto di vista simbolico. Innanzitutto, un nuovo riassetto della vegetazione ha permesso una maggiore fruibilità giornaliera da parte dei cittadini, poi l’aumento dell’illuminazione pubblica ne ha permesso l’utilizzo anche nelle ore serali.

Da non dimenticare, poi, l’esterno asfaltato attorno all’isola, che rende possibile alcuni importanti eventi sportivi della città. Anche il mercato, forse il più famoso della città, fa di Prato della Valle un punto di riferimento importantissimo per la cittadinanza padovana: 160 banchi e, ogni terza domenica del mese, un caratteristico e ben fornito mercatino dell’antiquariato; il mercato, peraltro, è stata la prima funzione (in epoca romana) di Prato della Valle.

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Il mercato in Prato della Valle, uno dei più importanti della città

Eventi e manifestazioni

Diversi, poi, sono gli eventi legati alla musica e allo spettacolo. Imperdibili, i concerti a Capodanno e Ferragosto, che attraggono turisti da tutto il Veneto; spesso, anche i grandi eventi sportivi vengono trasmessi in Prato, tramite l’allestimento di maxischermi.

Almeno una menzione, poi, merita il famigerato Bottellon di Padova, un ritrovo spontaneo a base di alcol e divertimento che tanto ha diviso i cittadini padovani, divisi tra chi (soprattutto i più giovani) non vogliono farne a meno e chi (soprattutto i più adulti) la considerano una festa fine a se stessa e degradante per la città.

Con i suoi numerosi eventi e la sua struttura imponente, Prato della Valle si configura quindi come il fulcro culturale della città patavina.

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Capodanno in Prato della Valle

Come arrivare

  • A piedi: dalla stazione, camminate verso Corso del Popolo, che si trasforma in Corso Garibaldi; all’incrocio con Riviera dei Ponti Romani, girate a sinistra e proseguite fino a trovare dopo 500 metri, sulla vostra sinistra, via Gualchiere; dopo 50 metri troverete una rotonda: prendete via Umberto I, proseguite per circa 400 metri e siete arrivati. Tempo di percorrenza: 25 minuti circa.
  • In tram: fermata “Prato della Valle”;
  • In bus: linee A, AT, M, T, 3, 11, 12, 13, 16, 18, 22, 24, 43, Bus dell’Arte.