Il Palazzo d’Accursio è un complesso di edifici che sono stati unificati col trascorrere dei secoli, ma originariamente si trattava di una sola struttura consistente nell’abitazione di Accursio, un famoso giurista e maestro di diritto bolognese. Si tratta oggi della sede del municipio di Bologna.

Nel 1336 il palazzo divenne ufficialmente la residenza degli Anziani, ovverosia della magistratura comunale, e consequenzialmente assunse il ruolo di sede del governo della città. Ristrutturato nel XV secolo da Fioravante Fioravanti, che vi aggiunse l’orologio della Torre d’Accursio, fu successivamente oggetto di ulteriori migliorie architettoniche nei primi anni del XVI secolo, in seguito alla caduta della famiglia Bentivoglio.

Sulla parte alta della sua facciata risalta la Madonna di Piazza con Bambino, un’opera realizzata in terracotta da Nicolò dell’Arca, ed all’interno della struttura si può trovare il Museo Morandi, le cui opere esposte sono donazioni della famiglia del celebre pittore bolognese.

La storia del palazzo è stata tristemente segnata degli infausti eventi del 21 Novembre 1920, quando gli scontri fra squadristi fascisti, Guardie Rosse e Guardie Regie si conclusero con quella che passò alla storia come la Strage di Palazzo d’Accursio.

L'orologio della torre del Palazzo d'Accursio
L’orologio della torre del Palazzo d’Accursio

All’epoca il deputato socialista Enio Gnudi era appena stato eletto sindaco della città, e mentre presiedeva la giunta inaugurale del nuovo governo cittadino, i fascisti fecero irruzione nella piazza congestionata dai cittadini ancora in festa.  Sebbene sin dal primo mattino si ebbero le avvisaglie che quella potesse essere una giornata particolarmente pericolosa, visto il clima che si respirava in quegli anni, sembra sia stata l’esposizione della bandiera rossa sulla Torre degli Asinelli (al posto del tradizionale tricolore italiano) a far scattare la scintilla: gli squadristi irruppero passarono immediatamente all’azione, e ne scaturirono i primi scontri armati.

La folla andò nel panico, e si trovò chiusa tra due fuochi: da una parte i sovversivi fascisti che continuavano a sparare contro il palazzo, e dall’altra i carabinieri che rispondevano prontamente al fuoco. Alcune Guardie Rosse arrivarono a gettare addirittura delle bombe a mano dalle finestre di Palazzo d’Accursio, in quella che si era tramutata in una vera e propria guerra per le strade di Bologna. Il bilancio degli scontri fu di 10 morti e 58 feriti.

All’interno dell’edificio la cerimonia fu immediatamente sospesa, e nel caos generale creatosi le Guardie Rosse spararono verso i consiglieri comunali di minoranza, colpendo il consigliere Giulio Giordani che morì poco più tardi in seguito alle ferite riportate. La morte di Giordani ebbe un altissima risonanza mediatica, e fu considerata come l’evento che diede origine al fenomeno del fascismo agrario. Giordani verrà in seguito considerato il primo grande martire fascista.

Il Palazzo d’Accursio presenta diverse sale, quella principale è la Sala del Consiglio Comunale, contenente la Galleria dei Senatori di Bologna ed affrescata da Angelo Michele Colonna, con l’aiuto di Gioacchino Pizzoli, tra il 1675 ed il 1677.

La facciata esterna di Palazzo d'Accursio
La facciata esterna di Palazzo d’Accursio

V’è poi la Galleria Vidoniana, così chiamata in onore del cardinale Pietro Vidoni che la fece costruire nel 1665, ed ospita un importante patrimonio di dipinti, mobili e suppellettili donati al Comune di Bologna tra l’Ottocento ed i primi anni del Novecento.

La Sala Farnese si trova al secondo piano dell’edificio, e così come la Galleria Vidoniana anch’essa prende il nome da colui che volle la sua realizzazione, ovverosia il cardinale Girolamo Farnese. In tempi più remoti era conosciuta con il nome di “sala regia”, perché nell’adiacente Cappella del Legato fu incoronato Re d’Italia l’Imperatore del Sacro Romano Impero Carlo V.

La cappella fu affrescata da Prospero Fontana nel 1562, e particolarmente interessante (nonché curioso) è il dipinto situato immediatamente alla destra dell’ingresso, che raffigura l’eccentrica (per usare un enorme eufemismo) cerimonia che i sovrani francesi erano soliti celebrare a corte, e prevedeva l’esercizio delle loro supposte facoltà taumaturgiche che, secondo i cronisti laici ed ecclesiastici dell’epoca, li rendevano capaci di guarire una forma di tubercolosi purulenta volgarmente detta “mal del collo”. Il fatto che tutti, dai gran dottori alle più alte cariche della Chiesa, agli scienziati, contribuissero a magnificare i sovrani di Francia avallando queste assurde sceneggiate, è rimasto particolarmente impresso nell’immaginario collettivo bolognese.

Oltre a queste sale vi sono l’Aula Piana, costruita nel 1852 dal cardinale Gaetano Bedini, la Sala Urbana, edificata attorno al 1750 ancora per volere del cardinale Girolamo Farnese, e coperta d’affreschi datati al XVIII secolo (che comprendono ben duecento stemmi di diversi governatori e legati pontifici che assunsero la reggenza di Bologna dal XIV secolo in poi), e la Sala Borsa, che sorge su antichi resti romani ed ospita oggi l’omonima Biblioteca di Sala Borsa.

Uno scorcio di Piazza Maggiore di sera, con Palazzo d'Accursio splendidamente illuminato
Uno scorcio di Piazza Maggiore di sera, con Palazzo d’Accursio splendidamente illuminato

Come arrivare a Palazzo d’Accursio

Il Palazzo d’Accursio è situato di fronte a Piazza Maggiore, e così come la piazza stessa (sulla quale s’affaccia) può essere raggiunto sia mediante bus, tramite gli autobus che coprono le seguenti tratte: n° 11, n° 13, n° 19, n° 20, n° 25,  n° 27, n° 29, n° 30, A e B, sia a piedi. Essendo una zona a traffico limitato, il modo più rapido e pratico per avvicinarsi ad esso in automobile è imboccare le uscite numero 11/11 bis-12, direzione centro, della tangenziale.

Orari e tariffe

Per quel che riguarda le tariffe, la visita al Palazzo d’Accursio è completamente gratuita, eccezion fatta per le sale interne delle Collezioni Comunali d’Arte (ovverosia il Museo Morandi, ora trasferito in via temporanea al MAMbo). Gli orari invece variano da sala a sala, così come i giorni di chiusura, indicativamente aprono tutte alle 10:00 ma chiudono ad orari differenti. Essendo il numero delle sale visitabili molto alto, è opportuno chiedere informazioni più dettagliate riguardo agli orari direttamente per via telefonica (il recapito è reperibile nella sezione “contatti“).

Contatti

Telefono: 051 203040
Indirizzo: Piazza Maggiore, 6 – 40121 Bologna (BO)