Data e durata:
December 201730 giorni
Tipologia di vacanza:
On the road
Persone:
1
Costo a persona:
1600€
Mezzi di trasporto:
Auto, Pullman, Traghetto, Bicicletta
Tappa 1

Una città differente

Arrivare a Montevideo di sabato pomeriggio, dopo aver visitato Buenos Aires può causare sensazioni di malinconia-misto tristezza indefinita.

L’ingresso alla città dalla zona ovest non è proprio una bella vista, strade semi-deserte, case anni ’50 con pareti scalcinate fanno da sfondo a questo angolo di mondo sconosciuto a molti.

Solo dopo alcune ore dal mio arrivo mi rendo conto che la gente di questa città di circa 1 milione e mezzo di abitanti, nel weekend abbandona il centro per recarsi negli splendidi parchi e affolla la suggestiva Rambla che si affaccia per oltre 22 km di lunghezza sul Rio de la Plata.

Rambla

L’ampio passaggio pedonale lungo tutta la costa, pullula di gente che cammina, corre, pattina, fa palestra, va in bici, aspettando il momento in cui la terra sotto i piedi giri all’indietro fino al punto di vedere il sole pian piano scendere sotto l’orizzonte, e come in un quadro di Monet godersi lo spettacolo di colori e sfumature di rara bellezza. 

L’atmosfera tranquilla che si respira tra la gente sobria e spensierata è contagiosa, non pensavo di voler trascorrere più del tempo programmato in questa città, ma sono stato rapito dal suo fascino composto e imperturbabile di un luogo accogliente e pieno di storia e cultura, influenzata senza dubbio dalla corrente europea e sopratutto italiana. Il suo palazzo simbolo, Palacio Salvo, alto 100 metri in stile art decò, è stato progettato nel 1925 proprio da un Italiano! Anche Garibaldi visse qui e combattè come comandante della Marina nella guerra civile uruguayana, e la sua casa Museo nella Cuidade Vieja ne testimonia la sua missione.

Proprio nella Cuidade Vieja si possono visitare palazzi e monumenti di valore storico e artistico, realizzati tra il diciannovesimo e il ventunesimo secolo,  oltre ai numerosi musei e all’imponente Teatro Solis.

Stadio Centenario

Consiglio una visita, anche per quelli che come me non impazziscono per il calcio, allo Stadio Centenario, dove fu disputata la prima finale di Coppa del Mondo nel 1930 e in cui fu proprio l’Urugauy a vincere contro la vicina Argentina per 4-2!

Lascio in questa città un pezzo di cuore, mi ha regalato momenti di felicità unica, spero un giorno di ritornarci e di poter incontrare qui un uomo che con la sua sobrietà e senso civico ha fatto dell’Uruguay un modello non solo per il Sud America, ma per tanti paesi occidentali, l’ex Presidente Pepe Mujica. 

Tappa 2

Cabo Polonio, luogo mistico!

Questo angolo di paradiso selvaggio dista 250 km a est di Montevideo, nel Dipartimento Rocha. Per arrivarci bisogna percorrere circa 7km dalla strada principale asfaltata e inoltrarsi fra le dune sabbiose e alberate, utilizzando grossi 4×4.

Cabo Polonio

Dopo una ventina di minuti si scorge la spiaggia e più in la in lontananza cominciano a vedersi delle piccole casette colorate, sparse qua e la, costruite senza criterio di un piano regolatore. Qui durante l’inverno ci vivono una cinquantina di persone, nella quiete più assoluta, mentre d’estate Cabo Polonio viene presa d’assalto dai turisti, per lo più gente giovane, gente educata e colta che ama immergersi nella natura, completamente. Si, perchè qui non c’è elettricità, nè acqua corrente.

Cabo Polonio, Casetta

I proprietari delle casette semplici affittano ai turisti fino ad esaurimento posti, perchè non si può più costruire qui, è stata dichiarata zona protetta. Ma se hai una tenda e uno spirito avventuriero sei benvenuto! C’è qualche ostello sparso e anche quache ristorantino, loro sono provvisti di generatori di corrente o pannelli solari, ma di sera qui, le candele la fanno da padrone, e l’unica luce che illumina i sentiri di sabbia è quella della luna.

Cabo Polonio, il Farol

C’è anche un faro che indica la luce per le imbarcazioni, e proprio ai suoi piedi vive una immensa comunità di leoni marini che coi loro rumorosi versi si azzuffano sulle rocce per occupare il miglior posto, è uno spettacolo della natura!

Cosa mi è piaciuto

L’arrivo a Colonia del Sacramento da Buenos Aires tramite una traversata con un traghetto è molto piacevole ed è veloce (circa 1ora). Il Borgo di Colonia del Sacramento è un piccolo centro coloniale, conteso dagli spagnoli e dai portoghesi; qui si possono fare belle passeggiate al tramonto, vi sono numerosi ristorantini di cucina tipica. Inoltre dalla cima del faro, tempo permettendo, è possibile scorgere in lontananza lo skyline di Buonos Aires.

Cosa non mi è piaciuto

L’acqua del Rio della Plata è fredda, siamo in Sud America ma lontano dai tropici e fare un bagno risulta piuttosto complicato, per chi soffre il freddo. In Uruguay la marijuana a scopo terapeutico e ricreativo è legale, naturalmente per i residenti, per i turisti il consumo risulta essere illegale.

Giuseppe Avesio

I consigli di Giuseppe Avesio

L’Uruguay rimane un paese quasi sempre fuori dagli itinerari turistici standard, un pò per la lontananza, non proprio dietro l’angolo, ma anche per la posizione, in mezzo ai due grandi del Sudamerica, il Brasile e l’Argentina. Certamente è un paese che vale la pena visitare, non solo di passaggio, ma assaporare la cultura e ed immergersi completamente nella vita dei suoi abitanti, sempre educati e accoglienti; visitare la costa da Colonia Del Sacramento fino al confine con il Brasile, per godere delle meravigliose spiagge di acqua fredda ma dal fascino tutt’altro che scontato, perdersi nei pascoli della pampa, dove il numero di capi di bestiame supera quello degli abitanti di tutto il paese, passare qualche giorno nella capitale Montevideo dove la cultura coloniale si mescola a una popolazione anticonvenzionale e tollerante, questo ed altro è l’Uruguay!

Voto al viaggio
Lo consiglierei? Si