Il Duomo di Santo Stefano è la concattedrale della diocesi di Adria-Rovigo, ed è l’edificio religioso più importante della città; è dedicata a Santo Stefano, al soglio pontificio come Stefano I tra il 254 e il 257.

La storia della chiesa parte nel 1067, quando fu posta la prima pietra della chiesa originaria dal vescovo Benedetto nei pressi della fossa Filistina e, dato il grande prestigio da subito raggiunto, nel 1073 fu dichiarata collegiata. Un’importante ricostruzione fu attuata nel Quattrocento, secolo in cui fu consacrato (1461) il nuovo Duomo; le relazioni del tempo ci fanno capire come, nonostante l’essenzialità degli arredi, il vecchio Duomo di Santo Stefano fosse mantenuto in ottime condizioni.

Ma fu nel 1696 che iniziarono i lavori che resero il Duomo di Santo Stefano un importante elemento architettonico della città. L’architetto padovano Gerolamo Frigimelica, infatti, disegnò un progetto che avrebbe pressoché raddoppiato la grandezza di quello che sarebbe diventato il nuovo Duomo di Santo Stefano, demolendo il vecchio; fino al 1729 i lavori continuarono in maniera costante, e in questa data mancavano solo la costruzione della cupola e della facciata.

La cupola fu costruita, su progetto di Giovanni Battista Padrin da Tresto, negli anni tra il 1770 e il 1778, ma la scarsità degli stanziamenti fecero sì che la pessima qualità della costruzione portasse a un suo abbattimento pochi anni dopo, nel 1785; i lavori, ripresi nel 1791, furono completati da Giacomo Quaglia da Tresto.

Duomo di Santo stefano a Rovigo
La facciata del Duomo di Santo Stefano a Rovigo

Fino al 1737, era anche presente un battistero, che fu poi demolito a causa dell’eccessiva vicinanza della facciata dello stesso Duomo. La stessa questione della facciata, poi, non venne mai risolta: i vari progetti proposti nel XVIII-XIX secolo da Girolamo Vanezze e da Lorenzo Urbani, per un motivo o per l’altro, rimasero sempre sulla carta; o ancora, nel 1905, l’approvazione da parte del Comune del progetto di Antonio Mazza si fermò sulla carta. Di fatto, gli unici interventi sul Duomo di Santo Stefano furono fatti al portale, costruito nel 1833, sul quale venne posta la statua del Cristo Redentore nel 1901.

Descrizione

La parte esterna del Duomo di Santo Stefano, che come detto è rimasta incompiuta, è composta da una semplice parete in laterizio, con gli unici elementi ornamentali del portale e del Cristo Redentore citati poco sopra, oltre al contorno della facciata. 

Decisamente più interessante è la parte interna, con meravigliose opere d’arte (soprattutto pittoriche) conservate: ad esempio lo Zoppo, di Giovanni Antonio di Pieri, una tela raffigurante i SS. Michele, Giovanni Evangelista, Domenico, Gaetano Thiene, Giovanni Nepocumeno e Tommaso apostolo; o ancora la Vergine Maria che dà lo scapolare a San Simone Stock, ad opera di Andrea Michieli detto il Vicentino, e le due tele (attribuite a Benvenuto Tisi da Garofalo) poste ai lati dell’abside e raffiguranti San Pietro e San Paolo.

Infine, vi segnaliamo il Santo Stefano che battezza Lucilla (di Tommaso Sciacca) e il tabernacolo del Corradini (1718) con sopra le statuette del Cristo Risorto, della Speranza e della Fede e il candelabro cinquecentesco in bronzo di Desiderio da Firenze.

duomo-rovigo-interno
I meravigliosi interni del Duomo di Santo Stefano

Come arrivare

Piazza Duomo è a poco più di un chilometro dalla stazione ferroviaria di Rovigo, ed è facilmente raggiungibile in un quarto d’ora a piedi.

Una volta usciti dalla stazione, girate a destra imboccando via Francesco Petrarca, dopo 400 metri girerete a destra su viale Dante e poi subito a sinistra; dopo pochi metri, imboccate Corso del Popolo e percorretelo per circa 600 metri; girate a destra su via Trento e poi subito a sinistra: siete arrivati in Piazza Duomo.