Data e durata:
May 20181 giorno
Tipologia di vacanza:
Arte e Cultura
Persone:
3
Costo totale:
100€
Mezzi di trasporto:
Auto

Corte di Casa Diaz a Usini, SS

Nella spaziosissima corte di Casa Diaz ci sono le testimonianze della fiorente e profiqua attività agricola di Usini a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento. Durante la nostra visita abbiamo avuto come guide alcuni bambini della scuola elementare del paese. La casa è posta in Piazza Castello.

I ragazzi ci hanno spiegato e fatto vedere che la famiglia Diaz aveva una fiorente attività agricola in cui si occupava a 360° di agricoltura e trasformazione delle materie prime fornendo tanti posti di lavoro ai paesani. Sia i mezzi per la lavorazione della terra che gli impianti di trasformazione delle materie prime erano tutti all’avanguardia per l’epoca, infatti sono stati i primi a portare la tecnologia moderna nella zona.

Varcato l’ampissimo portone d’ingresso si viene accolti da un grande cortile, pulito e ben tenuto cosparso di paglia su cui si aprono vari depositi, ognuno di essi con una funzione specifica.
La prime stanze che visitiamo sono quelle del piccolo ma efficiente frantoio in cui venivano trasportati i sacchi colmi di olive pronte per essere trasformate in olio. Infatti in queste stanze sono presenti tutti gli antichi strumenti per il trasporto e per le varie fasi della produzione dell’olio. I macchinari sono antichi oggi ma all’epoca rappresentavano la tecnologia più avanzata e costosa che si aveva a disposizione.

Macchinario per la trasformazione delle olive in olio.

Usciti dal frantoio ci vengono mostrati i depositi in cui venivano riposti i calessi per il trasporto di merci e persone, antichi e ben tenuti pezzi di un passato semplice, prima delle automobili. Ma subito difronte si possono ammirare i depositi in cui sono lasciati in bella mostra i primi trattori moderni con il motore a scoppio e le aratro, i coltivatori, diserbantrici, fertilizzatori e altri macchinari che nei primi del Novecento erano l’avanguardia.

Antichi macchinari agricoli

Oltre alle stalle e al pollaio, dopo aver visitato anche le stranze in cui dal grano veniva ottenuta la farina, sempre con strumenti avanzati per l’epoca, veniamo accompagnati nei depositi in cui si produceva il vino. L’impianto, anch’esso all’avanguardia per l’epoca, è ben tenuto ma si vede chiaramente che è stato molto utilizzato. Alla fine, la visita si è conclusa davanti all’ingresso della cantina, dove le botti in rovere sono affiancate da quelle più moderne in cemento.

Botti in rovere sulla sinistra e botti in cemento sulla destra.

Cosa mi è piaciuto

E’ sempre bellissimo poter osservare macchinari storici anche se più moderni di quelli a cui penseremmo subito pensando alla fine dell’Ottocento. I Diaz erano davvero all’avanguardia per l’epoca ed è bellissimo che abbiano pensato a conservare i macchinari allo stato originario e rendere la corte una vera e propria mostra.

Cosa non mi è piaciuto

Avrei tanto gradito l’esporre alle pareti scene di vita agricola e bucolica con foto della vendemmia, delle carrozze trainate dai cavalli, del lavoro nei campi con i mezzi “moderni” dell’epoca ma anche con quelli antichi. Ma le pareti sono quasi del tutto spoglie e non ci sono nemmeno cartelli che approfondiscono cosa si faceva con quei macchinari e come funzionavano per sommi capi.

Rita Serretiello

I consigli di Rita Serretiello

Non so se normalmente ci sono delle giornate in cui la corte di Casa Diaz venga aperta al pubblico per l’evento “Monumenti aperti” e non so se in quei casi ci siano comunque delle guide ma credo di si. Penso sia una bella esperienza da fare, soprattutto per chi ha figli e vuole fargli passare un’oretta diversa dal solito a fargli vedere un po’ come il cibo che mangiano veniva trattato un secolo fa.

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Lo consiglierei? Si