Il Castello di San Giusto è collocato sulla parte più alta della città e la sua realizzazione risale al XV secolo. Dal Castello potrete godere di una vista sulla città davvero unica e che all’epoca era utile per difendersi e sorvegliare l’intero territorio. All’interno del castello c’è una collezione d’armi ed un Lapidario costituito da elementi architettonici  di provenienza romana ritrovati a Trieste.

Da questo privilegiato punto di osservazione, potrete vedere ad occidente la cattedrale di San Giusto, completata nel Trecento: una chiesa di origine medievale fondata su una preesistente basilica paleocristiana.

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L’ingresso al Castello

Cenni storici e descrizione

Nel 1470, Federico III decise di costruire un castello, un edificio rettangolare a due piani, sormontato da una torre quadrata con merlature: un luogo in cui soggiornavano i capitani imperiali preposti al comando della città. Nel 1508, la città, verrà rioccupata da Venezia e si deciderà per l’edificazione di una fortezza triangolare realizzata sul colle e che incorporerà l’edificio federiciano.

Questa costruzione venne interrotta l’anno dopo, quando il 2 giugno 1509 venne ordinato il ritiro delle milizie veneziane. Sebbene i triestini avessero visto con grande ostilità la realizzazione della nuova Fortezza, di fronte all’incombente minaccia delle invasioni turche, chiederanno all’Imperatore Massimiliano I di ultimare le opere per poter al meglio proteggere la città.

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Castello San Giusto

I lavori per la realizzazione del Castello proseguiranno abbandonando le idee veneziane. Fu completato il bastione chiamato Lalio, e successivamente furono realizzati anche il bastione rotondo e le cortine murarie; sarà infine spianato il terreno circostante al Castello. Nel 1615 l’architetto Pietro Pomis, assunse la conduzione dei lavori e porterà all’ultimazione del bastione orientale, oggi chiamato «fiorito», portando a conclusione l’intera fortezza.

Potrete vedere la lapide che ricorda che il Castello fu “ultimato per volontà di Federico III”.

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La cattedrale di San Giusto nei pressi del Castello

In realtà il Castello non ebbe mai una vera e propria valenza bellica,  fu praticamente ridotto a caserma o deposito militare, sebbene nel 1813,  fu riparo per le truppe napoleoniche e nel 1945 i soldati tedeschi vi si asserragliarono per attendere l’arrivo dell’VIII Armata britannica a cui arrendersi.

Nonostante non siano accaduti veri e propri episodi bellici o lotte particolarmente aspre, un alone di mistero avvolge la fortezza e i racconti e leggende su di esso non mancano. Tra le tante storie, si narra di collegamenti sotterranei che dal Castello arrivavano alla città, voci alimentate dalla presenza di diversi tratti di camminamenti sotterranei. Da quando fu definitivamente ceduto al Comune di Trieste, nel 1930, il complesso è stato più volte sede per manifestazioni culturali.

Troverete davvero incantevole passeggiare tra i camminamenti e i bastioni, da qui la fortezza offre un panorama unico della città e del golfo. Vi consigliamo anche di fare visita al Museo Civico, che ha l’attuale sede nel primitivo nucleo federiciano, qui avrete modo di visitare i bellissimi ambienti e ammirare un repertorio di raccolte ed armi, oggetti ed arredi d’epoca.

Come arrivare

Al colle si sale per la via Donota, passando dietro al Teatro romano. La passeggiata è particolare perché si passa tra le casette del borgo medievale, appena restaurate, raggiungendo il sagrato della basilica attraverso la bella via alberata della Cattedrale. In alternativa, potrete salire dall’altro lato per la via Capitolina, costeggiando il Parco della Rimembranza, che merita una visita, arrivando fino al piazzale dove imponente si erge il monumento ai Caduti del 1934.

Se volete fare un po’ più di fatica, potete salire al Colle di San Giusto anche per la scenografica Scala dei Giganti, che parte da Piazza Goldoni e arriva all’Alabarda.

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Le rovine al Colle di San Giusto

Una volta arrivati, oltre al castello, potrete ammirare la cattedrale, la basilica forense dei età romana, l’Orto Lapidario, l’Ara della III Armata del 1929. L’area è davvero graziosa, qui alberi, siepi e prati si integrano perfettamente con le architetture e con la natura circostante.