Cuneo è una bella città, ordinata con le sue vie e le sue piazze che meritano di essere viste, magari passeggiando fino a tardo pomeriggio, in attesa dell’ora dell’aperitivo. Una delle piazze più belle della città, conosciuta anche come il salotto di Cuneo è sicuramente Piazza Duccio Galimberti. La realizzazione della piazza risale attorno al 1800, in seguito all’abbattimento delle mura da parte delle truppe napoleoniche.

Inizialmente la grandezza della piazza doveva essere circa la metà dell’attuale (quasi 24.000 metri quadrati) ma, vista l’importanza della vendita di seta all’interno della cittadella, si pensò di aumentarne notevolmente le dimensioni anche per dare maggiore respiro alla città che si stava sempre più popolando.

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Piazza Duccio Galimberti

Il 21 maggio 1945 la piazza fu intitolata all’eroe della Resistenza italiana, Tancredi (Duccio) Galimberti, di cui Cuneo era la città natale. Tancredi Galimberti era figlio di un senatore fascista ma non venne mai a compromessi con il regime, rinunciando alla vita agiata e alla carriera di avvocato e non abbandonò gli ideali in cui credeva realizzando la più importante cellula antifascista del territorio. Dopo varie vicissitudini  fu catturato e ammazzato dai fascisti, con una raffica di pallottole alla schiena, nei pressi di Centallo.

Cosa vedere in piazza Duccio Galimberti

Al civico 6 sorge, in quella che fu la sua abitazione, il Museo e la Biblioteca della famiglia Galimberti. Potrete vedere, sulla parete esterna dell’abitazione, sotto i portici, una lapide con riportate alcune parole dette da Galimberti dalla terrazza della sua abitazione, durante il famoso discorso del 26 luglio 1943.

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La terrazza dell’abitazione

La piazza è costruita in stile neoclassico ed è interamente circondata da templi greci e da dieci palazzi con dei bei porticati e collegati da terrazzi; belli gli antichi archi che collegano i palazzi e che ricordano gli antichi archi di trionfo romani.

La statua al centro della piazza rappresenta Giuseppe Barbaroux, un altro personaggio molto importante per la storia cuneese. Barbaroux era ministro di giustizia incaricato dal Re di riorganizzare il codice sabaudo in chiave riformista, purtroppo la sua storia politica fu travagliata e, isolato dallo stesso re che lo lasciò in balia di critiche e feroci attacchi politici, decise di concludere la sua esistenza con l’estremo gesto del suicidio.

Infine, se siete nei pressi  di Piazza Galimberti il martedì avrete l’occasione per farvi una bella passeggiata tra le bancarelle del mercato cittadino.

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La statua di Giuseppe Barbaroux