L’Arco di Augusto è un arco romano situato a Rimini, consacrato dal Senato di Roma all’imperatore Augusto, e costituiva la fine della via Flaminia che collegava la colonia di Ariminum alla capitale dell’Impero. Questa via sfociava poi in quello che è l’odierno corso d’Augusto, il decumano che conduceva all’imbocco della via Emilia.

Cenni storici

L’Arco di Augusto venne consacrato all’imperatore Augusto nel 27 a.C. dallo stesso Senato romano, e consiste oggi nell’arco romano più antico fra quelli rimasti in piedi. Quest’arco fu posto a sancire la conclusione della via Flaminia, così chiamata in quanto tracciata proprio dal console Flaminio nel 220 a.C., che da Rimini arrivava sin nel cuore di Roma. Quest’arco venne costruito per commemorare la figura di Ottaviano Augusto, cosa testimoniata anche dall’iscrizione presente sul monumento stesso.

Anticamente l’Arco di Augusto era inserito all’interno della cinta muraria, ed ai suoi lati sono ancora visibili i resti dei blocchi in pietra che la componevano.

Arco di Augusto Rimini
Arco di Augusto a Rimini

Descrizione

La funzione dell’arco era quella di fungere da porta cittadina, e di sostenere la statua di bronzo dell’imperatore Augusto posta al di sopra del monumento. Augusto era rappresentato alla guida di una quadriga, sebbene ulteriori ipotesi avanzate da Danilo Re suppongano che l’arco fosse sormontato dai famosi Bronzi dorati di Cartoceto. Una caratteristica dell’Arco di Augusto è che il fornice (ovverosia lo “spazio vuoto sotto l’arco che consentiva il passaggio”, per così dire) fosse troppo grande per ospitare una porta, e la stessa politica pacifista di Ottaviano Augusto vedeva come superflua una porta civica utile a sigillare il passaggio in caso di attacco all’urbe.

La merlatura di cui si fregia la parte superiore dell’arco è risalente al medioevo, all’incirca al X secolo, e coincide col periodo in cui Rimini rimase sotto il controllo dei Ghibellini. L’Arco di Augusto rimase la porta più importante della città fino all’epoca fascista, quando le mura di Rimini vennero rase al suolo e di esse rimase in piedi solamente l’arco, come un monumento isolato e spogliato di qualsivoglia funzionalità pratica. Il motivo per il quale i fascisti vollero preservarlo è presto spiegato: lo ritennero, erroneamente, un arco trionfale. Meglio così.

Oggi l’Arco di Augusto è, insieme al ponte di Tiberio, uno dei simboli più conosciuti della città di Rimini, talmente importante da comparire persino all’interno dello stemma cittadino. Al di sopra dell’arco è rappresentato il muso di un toro, un’allegoria rappresentante la potenza e la forza inarrestabile di Roma stessa.

Arco di Augusto Rimini
L’Arco di Augusto visto da un’altra inquadratura

Come arrivare all’Arco di Augusto

Per raggiungere l’Arco di Augusto dalla stazione ferroviaria di Rimini percorrere viale Monfalcone, svoltare alla prima a sinistra su viale Trento e poi girare ancora alla prima a sinistra. Tornare indietro-girando nuovamente alla prima strada sinistra-lungo viale Trieste e svoltare a destra per Piazzale Carso. Percorrere la via fino all’incrocio con via Destra del Porto, girare a sinistra ed immettersi in via Ferdinando Graziani, continuando dritto. Seguire la sua naturale prosecuzione di via Dante Alighieri e svoltare a sinistra, in via Roma. Alla rotonda prendere la prima uscita (via Cesare Clementini) e svoltare in via Anfiteatro, la prima a sinistra. Da lì girare alla prima a destra in via Cornelia e proseguire dritto, fino a trovare corso d’Augusto sulla propria sinistra, al termine del quale sarete arrivati al cospetto dell’Arco di Augusto.

La fermata degli autobus più vicina è la fermata Arco di Augusto, servita dalle linee 1, 2, 14 e 15.