Capoluogo e centro principale della Vallagarina, situata nella parte meridionale del Trentino, Rovereto è uno dei comuni della provincia autonoma di Trento. La città si apre ad est sulla Valle del Terragnolo e sulla Vallarsa – attraversata dal torrente Leno -, mentre a nord è situato il suggestivo eremo di San Colombiano, col suo lago e la diga omonimi; vicino a Rovereto sorgono inoltre quattro monti che raggiungono un’altitudine compresa tra i 1603 e i 1059 metri – il Monte Stivo, il Monte Zugna, il Monte Finonchio e il Monte Biaena – e, a pochi passi dal centro cittadino, si trova il Bosco della città, un’area verde pubblica di ben 11 mila metri quadri.

Cenni storici

Abitata fin dal neolitico, Rovereto fece sicuramente parte dell’Impero Romano, ma sono pochissime le informazioni che abbiamo riguardanti il periodo che va dallo stanziamento dei primi abitanti e la costruzione delle prime case fino al 1154, anno in cui la cittadina viene nominata per la prima volta su alcuni documenti scritti. Lo sviluppo della città iniziò a cavallo tra il XIII e il XIV secolo, in particolar modo con il passaggio della giurisdizione – civile ed ecclesiastica – dai Da Lizzana ai Castelbarco, signori legati alla dinastia veronese dei Dalla Scala, i quali fecero costruire la cerchia delle mura cittadine e la rocca fortificata che ancora oggi possiamo ammirare.

Rovereto
Eremo di San Colombano

A questi primi cambiamenti a capo della città ne seguirono moltissimi altri nel corso dei secoli: infatti, Rovereto passò sotto la dominazione della Repubblica di Venezia -occasione che permise un’impennata nell’importanza e nello sviluppo della città, soprattutto per quanto riguardava la sfera commerciale ed economica-, dell’Impero Asburgico, dei bavaresi -alleati dei francesi durante l’epoca napoleonica-, fino all’annessione al Regno d’Italia.

Se il periodo più ricco e fiorente dal punto di vista economico fu per Rovereto quello tra il Cinquecento e il Settecento, grazie alla nascita e ad un incredibile sviluppo nell’industria serica, gli anni più difficili furono quelli della Prima Guerra Mondiale: in un momento in cui l’arte serica non riscuoteva più l’interesse di un tempo e l’economia della città si trovava già in serie difficoltà, Rovereto si ritrovò sulla linea del fronte.

Con l’annessione al Regno d’Italia Rovereto dovette affrontare nuovi problemi, legati in primo luogo ad una nuova e diversa legislazione e, inoltre, al modo di operare del fascismo che annullò qualsiasi diritto all’autonomia e cancellò le forme d’autonomia amministrativa che, fino ad allora, avevano caratterizzato la bella cittadina.

Rovereto
Castello e torrente Leno, Rovereto

Distrutta dai bombardamenti durante il secondo conflitto mondiale, nel secondo dopoguerra Rovereto fu sottoposta ad una grandissima opera di ricostruzione e vennero incoraggiate nuovamente le attività d’artigianato e d’industria, grazie alle quali la città si è ripresa ed è oggi un importante centro turistico, culturale ed industriale del Trentino.

Cosa vedere

Rovereto è una città ricchissima dal punto di vista storico e artistico, e numerosi sono gli edifici religiosi, i palazzi e i monumenti che la rendono un importante centro culturale. A Rovereto c’è innanzitutto il castello, chiamato anche Castel Veneto, edificato per volere dei Castelbarco nel XIV secolo sopra il colle che sorge sulla riva destra del torrente Leno e sovrasta l’odierna Piazza Podestà; occupato dalla Serenissima nel 1416 e poi dagli Asburgo nel 1509, il castello di Rovereto ha cambiato struttura e funzione diverse volte e, oltre ad aver ospitato fino al 1961 la famosissima campana dei Caduti ‘Maria Dolens’, è oggi sede del Museo Storico Italiano della Guerra.

Rovereto
Il Castello di Rovereto

Per quanto riguarda gli edifici religiosi, la chiesa principale di Rovereto è la chiesa arcipretale di San Marco, costruita tra il 1460 e il 1462 e testimonianza del periodo in cui la città era dominata dalla Repubblica di Venezia. Dall’interno in perfetto stile barocco su cui si affacciano diverse cappelle laterali, la chiesa di San Marco presenta in realtà degli esterni caratterizzati dallo stile neoclassico, risultato delle ultime modifiche volute dai fedeli e operate dall’architetto roveretano Mario Kiniger.

A Rovereto sono numerosi i monumenti che testimoniano eventi legati ai due conflitti mondiali, come la già citata ‘Maria Dolens‘ posta ora sul Colle dei Miravalle dal quale ogni sera fa sentire i suoi 100 rintocchi in memoria dei caduti di tutte le guerra. Per quanto riguarda musei e sale espositive, invece, Rovereto può vantare sul suo territorio la sede principale del MART, il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto: ospitato all’interno di Palazzo delle Albere a Trento dal 1987 al 2002, l’attuale museo è stato ampliato in diversi anni di lavori e riaperto nel 2002 nel nuovo edificio progettato dall’architetto Mario Botta.

Rovereto
La cupola del Mart

Come arrivare

In autobus

Dalle stazioni ferroviarie di Trento, Ora e Bolzano potete prendere uno degli autobus della Trentino Trasporti per Rovereto.

In treno

La stazione ferroviaria di Rovereto è collegata alle stazioni ferroviarie di Trento, Ora e Bolzano attraverso diversi treni nell’arco della giornata. Durante il periodo natalizio, inoltre, sono disponibili treni speciali riservati ai visitatori dei mercatini natalizi del paese.

In auto

Dalla A22 (Autostrada del Brennero): prendete l’uscita per Rovereto – sia se arrivate da Nord che se arrivate da Sud – e proseguite fino a giungere a destinazione seguendo le indicazioni per il centro città.