Proprio sulla testa del Dio delle Montagne doveva essere realizzato un enorme camino che avrebbe avuto un effetto scenografico e davvero molto suggestivo in quanto avrebbe permesso di far uscire del fumo dalle sue narici e le fiamme dagli occhi. Si tratta di una delle più grandi attrazioni della Toscana anche se è ancora poco nota.

Probabilmente se si trovava al centro di Firenze, ci sarebbero code e code di turisti pronti a visitare questa meraviglia del 1500 e realizzata come già detto dal rinomato artista e scuoltore fiammingo Giambologna che fu molto attivo per tutta la sua vita in Italia ed in particolare a Firenze.

Ma il Dio delle Montagne non è l’unica attrazione del parco mediceo di Pratolino. Il Colosso dell’Appennino infatti è circondato dalla natura, da boschi rigogliosi, da alberi secolari, fontane e cascate e altre sculture che il tempo ha vestito di licheni e muschi conferendo al complesso un’aria dal tono fiabesco e suggestivo, che farà innamorare senza alcun dubbio gli amanti dell’arte innestata in un contesto rurale.

“Giambologna fece l’Appennino, ma si pentì d’averlo fatto a Pratolino” è un detto popolare che ci fa capire l’importanza di questo complesso sminuita dalla sua posizione decentrata rispetto al centro culturale ed urbono fiorentino, dove avrebbe avuto un’importanza riconosciuta al livello internazionale. Il Parco è aperto nei giorni di venerdì, sabato, domenica e festivi, dal 2 aprile fino al 30 ottobre. L’orario d’ingresso va dalle ore 10 alle ore 20, con ingresso gratuito.