Anche noto come il Colosso dell’Appennino, il Dio delle Montagne è un grande capolavoro dell’arte italiana, purtroppo ancora noto a pochissime persone. Le leggende sul suo conto sono numerose ed anche molto interessanti: c’è chi dice che si tratti di una creatura a metà fra uomo e roccia mentre altri sostengono che al suo interno sia nascosto uno dei più grandi segreti dell’umanità.

Il Dio delle Montagne è, come si può notare una statua mastodontica, le cui dimensioni in altezza raggiungono circa i 10 metri. Ed è proprio questa sua mole a rendere quest’opera ancora più affascinante e misteriosa.

La struttura si trova nei pressi di Villa Demidoff, il nome della famiglia di industriali russi che l’acquisto nel 1872, un tempo nota come Villa Pratolino, in Toscana, e la sua paternità sembrà risalire all’artista fiammingo Giambologna, che la realizzò nel 1500.

Una delle caratteristiche più affascinanti del Dio delle Montagne, o Colosso dell’Appennino, oltre al laghetto che gli fa da specchio rendendo il tutto più magico, è proprio il mistero che lo avvolge e che vedrebbe la presenza di un segreto nascosto al suo interno, dove è possibile trovare anche numerose stanze, cunicoli stretti e quasi impenetrabili e delle grotte che tolgono il fiato.

Le stanze che si trovavano all’interno di questa struttura un tempo erano molte di più rispetto a quelle che è possibile visitare oggi e questa ricostruzione in scala più piccola ci consente di poterne apprezzare la distribuzione degli spazi.