La Colonna dell’Indipendenza, anche conosciuta come The Angel, si trova all’incrocio tra Paseo de la Riforma e Florencia, due delle principali arterie di Città del Messico. Terminato nel 1910 per commemorare il centenario dell’indipendenza del Messico dall’allora presidente del Messico, Porfirio Diaz, è uno dei monumenti più importanti della città, e attualmente viene considerato il simbolo di Città del Messico, oltre ad essere luogo di celebrazioni e manifestazioni nazionali.

Cenni storici

Nel 1843 l’allora presidente Antonio Lopez de Santa Anna istituì un concorso per la selezione del progetto di un Monumento all’Indipendenza. Il progetto doveva basarsi sulle seguenti caratteristiche: una colonna con un’altezza di 42 m, sormontata da una statua, la cui base fosse un piedistallo ornato di statue e di rilievi, il tutto circondato da una recinzione e altri monumenti minori che adornano la piazza, tutta coperta di statue di marmo e ornamenti in bronzo. A questa competizione hanno partecipato scultori dal Messico e dall’estero: vinse il progetto di Lorenzo de la Hidalga. La posa della prima pietra avvenne il 16 settembre 1843, ma il progetto rimase incompiuto per mancanza di fondi.

Colonna dell'Indipendenza a Città del Messico
Vista prospettiva della Colonna dell’Indipendenza a Città del Messico

Il 16 settembre 1865, durante il Secondo Impero messicano, ci fu un nuovo concorso per erigere il monumento, vinto da Ramón Rodríguez Arangoity, ma anche stavolta il tentativo fallì a causa della caduta dell’impero. Restaurata la Repubblica, la mancanza di fondi rimase il problema principale, ma si decise di proseguire i lavori per aprire al pubblico quello che sarebbe diventato il Paseo de la Riforma, abbellendo la via con statue di diversi eroi della riforma e marciapiedi in ciottoli. Nel 1886, 24 anni dopo la celebrazione del centenario, venne indetto un nuovo concorso internazionale per la costruzione di un monumento all’indipendenza, ma la sua realizzazione andò nuovamente a vuoto a causa di altre priorità.

Fu col governo di Porfirio Diaz che ha effettivamente inizio la costruzione del monumento, con una cerimonia solenne il 2 gennaio 1902. Ma nel maggio del 1906, quando erano state costruite le fondamenta di cemento ed erano state poste 2.400 pietre fino a raggiungere un’altezza di 25 metri, crollò un lato del monumento; si notò un difetto nel progetto, e la Colonna dell’Indipendenza venne abbattuta.

I lavori ricominciarono il 13 giugno 1907, su un nuovo progetto che prevedeva le fondamenta in pali di calcestruzzo, ben più resistenti e profondi dei precedenti; il 16 settembre 1910 la Colonna dell’Indipendenza fu inaugurata. Nel corso del XX secolo vi furono diverse opere di adeguamento: nel 1923 furono costruite tre nicchie nel piedistallo per ospitare i resti di diversi eroi dell’indipendenza; nel 1929 fu posta una lampada votiva in memoria degli eroi; nel 1957, dopo il terremoto che colpì Città del Messico la dea Nike, la statua posta sulla Colonna dell’Indipendenza, crollò e ne fu ricostruita un’altra al suo posto. Vista replica della Vittoria Alata al Zocalo di Città del Messico.

Colonna dell'Indipendenza a Città del Messico
Particolare della Colonna dell’Indipendenza a Città del Messico

Descrizione

Ispirata alle antiche colonne romane, la Colonna dell’Indipendenza è alta circa 90 metri. A spiccare, ovviamente, è la statua in bronzo raffigurante la dea Nike con le ali aperte e con una corona d’alloro sulla sua testa, tutta rivestita in oro; è a questa statua che si deve il nome popolare di The Angel o ancora di Angelo dell’Indipendenza. La colonna ha un diametro di 2,90 metri, e sui suoi lati sono scolpite delle ghirlande di quercia. Di grande interesse è anche il piedistallo, su un lato del quale è presente un gruppo scultoreo denominato “Apoteosi del Padre della Nazione”, composto da tre figure: il sacerdote Miguel Hidalgo, la ‘Musa della Storia’, e la Patria; la base del piedistallo presenta alle estremità quattro statue a un livello leggermente inferiore a quello delle precedenti, raffiguranti José María Morelos, Francisco Xavier Mina, Nicolás Bravo e Vicente Guerrero.

Sul lato orientale del piedistallo, inoltre, noterete una lapide in marmo che descrive le date salienti della costruzione del monumento. Ancora, noterete una scultura di un leone guidato dalla figura di un genio (un bambino), che simboleggiano rispettivamente la forza e l’intelligenza; poi vi sono quattro piedistalli con quattro statue, alla base delle quali sono incisi i nomi degli Eroi dell’Indipendenza suddivisi in otto categorie:

  • I precursori (Melchor de Talamantes, Francisco Primo de Verdad y Ramos e Marqués de San Juan de Rayas) e I consumadores (Pedro Ascencio, José Joaquín de Herrera e Miguel Barragán) sotto la Statua della Pace;
  • I signori della guerra (Mariano Jiménez, Leonardo Bravo e Pedro Moreno) e I combattenti (Encarnación Ortiz “El Pachon”, Victor Rosales e José Antonio Torres) sotto la Statua della Guerra;
  • Gli scrittori (Servando Teresa de Mier Noriega e War, Joaquín Fernández de Lizardi e Carlos Bustamante) e Il Congresso (José María Cos, José María Liceaga e Andrés Quintana Roo) sotto la Statua della Giustizia;
  • Le eroine (Josefa Ortiz de Domínguez, Leona Vicario Fernandez de San Salvador e Mariana Rodríguez del Toro Lazarin) e I cospiratori (José Mariano Michelena, Epigmenio González e Antonio Ferrer) sotto la Statua della Legge.
Colonna dell'Indipendenza a Città del Messico
Colonna dell’Indipendenza a Città del Messico

Come arrivare

In metro

La Colonna dell’Indipendenza è situata tra Paseo de la Riforma e Florencia, due delle principali strade di Città del Messico.

Il modo più veloce per arrivarci è quello di prendere la metro, alla fermata Insurgentes (linea 1); di lì la Colonna dell’Indipendenza dista circa 850 metri. Una volta usciti dalla metro, arrivate su Av Chapultepec e proseguite fino ad incrociare Florencia; una volta arrivati lì, svoltate a destra e proseguite per circa 400 metri, arrivando a una grande rotonda; arrivate al punto opposto della rotonda, e dietro di voi troverete la Colonna dell’Indipendenza.