Una delle caratteristiche più curiose, ma al contempo più affascinanti di Atene è la capacità della città di mantenere vivi e fulgidi il proprio passato e le proprie tradizioni, senza far mancare al contempo ai propri cittadini (così come agli stessi turisti) tutte le comodità e le innovazioni che caratterizzano la nostra epoca.

Non si tratta affatto di retorica a buon mercato in questo caso, né di mantenere in uno stato di decorosa decenza gli edifici che testimoniano il lascito più illustre dei propri antenati; quando si parla di Atene, si parla soprattutto di miglioramento e modernizzazione dell’antico, allo scopo di renderlo tutt’ora utile pur facendo in modo di mantenere intatto il suo fascino storico.

Una delle opere più riuscite in questo senso è sicuramente il porto del Pireo, un meraviglioso connubio fra Storia, tradizione e funzionalità.

Il porto del Pireo per come si presenta oggi
Il porto del Pireo per come si presenta oggi

La Storia

Il Pireo (che significa grossomodo il posto oltre il passaggio) è stato abitato sin dal Neolitico, le prime tracce dell’uomo in quella regione risalgono infatti a circa 25.000 anni fa. All’epoca il Pireo era un’isola rocciosa, consistente nella collina di Munichia (consistente nell’attuale Kastella) connessa alla terraferma da una sottile striscia di terra che veniva coperta dal mare per gran parte dell’anno, ed era utilizzata per la raccolta del sale ogni qualvolta i flutti si ritiravano.

Proprio per questa ragione fu chiamata Halipedon, ovverosia miniera di sale. Con il passare dei secoli, però, le inondazioni si fecero sempre più rare, e ciò permise ai greci, in epoca classica, di rendere il passaggio più sicuro.

Il Pireo assunse così un ruolo di fondamentale importanza per via della sua conformazione: grazie ai suoi tre porti naturali, rispettivamente Cantharus (il principale, nonché il più esteso), Zea e Munichia, rimpiazzò gradualmente ma inesorabilmente il precedente porto di Falero, che cadde così in disuso.

La conformazione delle insenature del Pireo si prestava benissimo alle esigenze strategiche di Atene, molto più della spiaggia di Falaro
La conformazione delle insenature del Pireo si prestava benissimo alle esigenze strategiche di Atene, molto più della spiaggia di Falaro

Nel 511 a.C. Hippias, figlio di Pisistrato e tiranno di Atene, fortificò la collina di Munichia, e nel 507 a.C. divenne un demo (ovverosia una divisione amministrativa, subordinata alla regione d’appartenenza) dell’Attica sotto Clistene. Il Pireo assunse quindi un ruolo sempre più importante per Atene, tanto che Temistocle nel 493 a.C. decise addirittura di fortificare l’area, rendendolo a tutti gli effetti un fattore cruciale per le strategie belliche ateniesi.

La flotta navale che sconfisse Serse a Salamina, infatti, fu costruita proprio nel cantiere navale del Pireo.

Nel corso della Guerra del Peloponneso, però, il porto (fino a quel momento fiore all’occhiello di Atene, sia dal punto di vista commerciale che da quello bellico-navale) subì la sua prima battuta d’arresto. La prima grande epidemia della città, infatti, arrivò proprio dal porto. Successivamente, nel 404 a.C. la flotta spartana, guidata dall’ammiraglio Lisandro, riuscì a bloccare completamente le attività del Pireo, ed Atene fu costretta ad arrendersi. Ciò pose fine sia alla guerra, che alla Lega Delio-Attica.

Gli spartani distrussero sia le mura della città che quelle del porto stesso, e fu solo sotto Conone, in seguito alla ricostituzione di un sistema democratico, che iniziarono i primi lavori di ricostruzione nel 393 a.C.; oltre a ricostruire le Lunghe Mura, Conone fece erigere un tempio in onore di Afrodite, ed il Santuario di Zeus ed Atena.

Una porta delle Lunghe Mura che, un tempo, difendevano il Pireo
Una porta delle Lunghe Mura che, un tempo, difendevano il Pireo

Sotto Alessandro Magno i lavori per riportare il Pireo ai suoi antichi fasti proseguirono, ma il porto fu nuovamente distrutto nell’86 a.C. per opera di Lucio Cornelio; furono infine i Goti, con l’invasione del 395 d.C. guidata da re Alarico I, a completare l’opera radendolo completamente al suolo.

Il porto fu successivamente utilizzato dai Bizantini, anche se in maniera molto più marginale dal momento che si trovava in una posizione geograficamente molto distante dalla capitale Costantinopoli. La città ed il porto persero addirittura il loro nome originale, tanto che il Pireo venne ribattezzato Porto Leone dai Veneziani nel 1317, per via della statua di leone posta all’entrata del porto, diventando poi Porto Draco sotto i Franchi.

Durante il dominio ottomano cambiò ancora nome, e venne chiamato Aslan Liman (pur mantenendo, anche se in una lingua differente, il precedente significato di Porto Leone), venendo saccheggiato nel 1867 da Francesco Morosini, già responsabile della distruzione del Partenone. Morosini rubò tra le altre cose anche la famosa statua di leone, trasportandola all’Arsenale di Venezia dove si trova tutt’ora.

La statua di leone trafugata da Morosini
La statua di leone trafugata da Morosini

Con l’indipendenza della Grecia, e la proclamazione di Atene quale sua capitale, il Pireo tornò a prosperare, fino a diventare uno dei porti più fiorenti al mondo.

Cosa vedere al Pireo

Il Pireo è il comune più popolato di tutta l’Attica subito dopo Atene, alla quale è unito mediante una serie di sobborghi, essendo parte integrante a tutti gli effetti dell’hinterland ateniese. Il suo porto, per numero di passeggeri, è il primo in Europa ed il terzo al mondo, e tra le sue zone più rinomate si possono citare Zea, Mikrolimano, Freatida, Pasalimani e Chatzikiriakio.

E’ poi possibile visitare un intero quartiere decisamente interessante, chiamato Marina della Dea e gremito di taverne, ristoranti, chioschi e locali d’ogni genere, anche notturni; è stato oltretutto ulteriormente abbellito in occasione dei Giochi Olimpici di Atene 2004, e una salubre passeggiata fra lunghe file d’alberi, proprio a ridosso delle vecchie mura, è caldamente consigliata.

In una regione marittima così importante poi non possono mancare le belle spiagge, ed infatti il Pireo ne ha due in particolare, Glyfada e Votsalakiamolto, decisamente apprezzate tanto dagli ateniesi (soprattutto la seconda), quanto dai turisti.

La spiagga di Glyfada, una meta balneare decisamente ambita
La spiagga di Glyfada, una meta balneare decisamente ambita

C’è poi il quartiere di Kaminia, che conserva ancora molte caratteristiche tradizionali dello stile di vita greco d’un tempo, e dalle colline si potrà godere di una vista fantastica su tutto il Golfo Saronico.

In ultima, trattandosi di Grecia, non possono certo mancare monumenti e luoghi di alto interesse culturale. Il Pireo ospita infatti la cattedrale di Agia Triada del XVIII secolo, il Teatro Comunale in Piazza Korai, il Museo Nautico ed il Museo Archeologico del Pireo, dove potrete saperne di più sulla storia del porto e della città che vi prosperò attorno. Da non perdere poi anche i resti delle vecchie mura ed i resti dell’antico Teatro di Zea.

Come raggiungere il Pireo

Atene è collegata al Pireo mediante servizio di taxi, metropolitana e persino tramite bus rossi o gialli a due piani decisamente pittoreschi. Nel caso dei bus turistici appunto, il costo del biglietto è di 20 euro a persona, portano fino all’Acropoli ed è previsto un giro turistico dei luoghi di maggiore interesse della città.

Uno dei bus turistici rossi che collegano il Pireo al centro di Atene
Uno dei bus turistici rossi che collegano il Pireo al centro di Atene

Nel bus rosso poi si viene forniti di una cartina con orari e tappe del mezzo, e nel prezzo del biglietto sono compresi ben due circuiti: linea rossa (tour di Atene con partenza ed arrivo all’Acropoli) e linea blu (da Pireo ad Atene-Acropoli). Il personale parla anche italiano all’occorrenza, ed i biglietti si possono tranquillamente fare alla fermata.

Per quel che concerne la metropolitana invece, la linea che porta al Pireo è la linea verde, e la sua stazione dista circa 25 minuti a piedi dal porto. Il prezzo del biglietto è di 1,40 euro per 90 minuti di validità, o di 4 euro in caso di biglietti validi per 24 ore.

Orari

Essendo un’area piuttosto vasta da visitare, praticamente concentrata attorno al porto, l’orario dei luoghi cambia a seconda del posto che intendete visitare al momento. Certo, per le passeggiate non avrete alcun tipo di problema.
Per quel che riguarda i musei invece, il Museo Nautico è aperto ogni giorno dalle 9:00 alle 14:00 (il sabato apre alle 9:30 e chiude sempre alle 14:00), ed è chiuso le domeniche ed i lunedì. Il Museo Archeologico del Pireo invece (trattasi di un piccolo gioiello, con una vasta quantità di reperti meravigliosi, quindi vale la pena preventivare di spenderci dentro almeno un paio d’ore) è aperto dalle 8:00 alle 15:00, e rimane chiuso di domenica.

Tariffe

Le tariffe per il Museo Archeologico del Pireo sono di 3 euro per il biglietto pieno e di 2 per il ridotto, mentre per il Museo Nautico 4 euro il biglietto intero e 2 il ridotto.

Contatti

Museo Navale

Sito web: http://www.hmmuseum.gr/
Telefono: +30 210 45 16 264 / 030 210 42 86 959

Museo Archeologico del Pireo

Telefono: +30 210 45 21 598