Ponti di Venezia

Non è un segreto per nessuno che Venezia non sia propriamente una città tradizionale. Costruita su una serie di 121 piccole isole sfruttando un sistema di palafitte, i vari sestieri sono collegati tra loro grazie ad un complesso di ben quattrocentotrentacinque ponti, che attraversano ben 176 canali, localmente detti rii. La maggior parte dei ponti è stata realizzata in pietra, anche se ne esistono alcuni che comprendono anche altri materiali, come il legno ed il ferro.

Solitamente i vari ponti vengono suddivisi in base al sestiere a cui appartengono, piuttosto che per il canale che attraversano. Si hanno quindi i ponti del Canal Grande, di Canareggio, di San Marco, di Castello, di Santa Croce, di San Polo, di Dorsoduro, della Giudecca, di Murano, di Burano e del Torcello, con il solo Ponte del Diavolo.

Per comodità vi segnaleremo solo i ponti più importanti e famosi, adatti soprattutto a chi si appresta a trascorrere una sosta breve a Venezia, magari per un week end, ma vi invitiamo caldamente ad esplorare anche gli angoli più nascosti della città e, perché no, provare a trovare quanti più ponti possibile dei 435 disponibili.

Ponte di Rialto

Prima ancora di prendere il nome dal noto mercato, il Ponte di Rialto si chiamava Ponte della Moneta, per affinità con la zecca di stato che sorgeva poco distante. Prima ancora,  a voler essere onesti, si poteva parlare di ponte in senso figurato, visto che il passaggio da una sponda all’altra del canale era garantito tramite una serie di barche affiancate.

Solo nel 1250 venne eretta la prima struttura in legno, che poteva essere aperta al centro per permettere il passaggio delle navi. In questa occasione, data l’importanza che aveva acquistato il mercato di Rialto, il ponte cambiò nome in Ponte di Rialto, appunto.

L’attuale ponte in pietra risale al 1591 e ricalca la forma di quello originale in legno, dimostrando la lungimiranza del progetto iniziale. Il progettista ha aggiunto un colonnato e sono stati mantenuti i negozi sui lati, che tramite l’affitto alla città, partecipavano attivamente alla preservazione del ponte.

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Ponte di Rialto – Venezia

Ponte dell’Accademia

Se foste andati a Venezia nel 1986, avreste notato che la struttura di uno dei suoi ponti più famosi e caratteristici, il Ponte dell’Accademia, era totalmente in legno. In quell’anno, infatti, vennero inseriti degli archi metallici per supportare la struttura e ridurre i costi derivanti da una manutenzione complessa e costante.

Durante il periodo di dominazione austriaca, Venezia fu sottoposta a profonde opere di urbanizzazione, tra cui la costruzione del secondo e del terzo ponte sul Canal Grande, dopo quello di Rialto. La struttura originale si presentata totalmente in metallo e mal si sposava con l’opinione pubblica della città.

Dopo aver dimostrato segni evidenti di cedimento, nel 1933 venne inaugurata la nuova struttura in legno, che, sebbene originariamente concepita per essere provvisoria, data la sua robustezza, venne mantenuta fino ai giorni nostri. Nel 2009 è stato approvato un piano di restauro del ponte, tuttavia i lavori non sono ancora iniziati.

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Ponte dell’Accademia.

Ponte degli Scalzi

Insieme a quello dell’Accademia, il Ponte degli Scalzi è una delle due strutture erette sotto la dominazione austriaca. Come il suo fratello maggiore, anche in questo caso la struttura originale era totalmente in ghisa, con un design molto industrializzato e poco adatto all’eleganza e il valore storico del resto della città, tanto che anche in questo caso i cittadini non dimostrarono di apprezzarlo particolarmente, complice l’altezza di soli quattro metri, che non permetteva il transito delle imbarcazioni dotate di alberi.

Nel 1932 iniziarono i lavori per la costruzione di un nuovo ponte ad arcata singola, questa volta realizzato nella più resistente e duratura pietra d’Istria. Comunemente il ponte viene anche chiamato il Ponte della Stazione, per la sua vicinanza a Venezia-Santa Lucia.

Ponte degli scalzi

Ponte dei Sospiri

Uno dei monumenti più famosi di Venezia nel mondo, tanto che ne esistono svariate ‘citazioni’: da Cambridge ad Oxford fino a Lima, passando per New York, il Ponte dei Sospiricon la sua forma ed ubicazione particolari (si trova nei pressi della Basilica di San Marco e collega Palazzo Ducale con l’antica sede delle prigioni cittadine.

Il nome deriva propria da questa sua triste posizione: a sospirare non erano gli innamorati, ma i condannati, che esalavano il loro ultimo respiro da uomini liberi.

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Il Ponte dei Sospiri collegava Palazzo Ducale con le prigioni