Il ponte di Cecco è un antico ponte romano che attraversa il torrente Castellano, come altri edifici storici di Ascoli Piceno esso venne realizzato in travertino e conduce al Forte Malatesta. Si tratta di uno dei monumenti più famosi di tutta la città.

Cenni storici

Il ponte di Cecco venne per lungo tempo identificato come una costruzione di epoca medievale, fino a quando l’archeologo ed architetto Giambattista Carducci non appurò che si trattava di una struttura dell’età romana repubblicana, grazie a numerose analogie riscontrate con altri ponti eretti lungo la strada consolare Salaria.

Il ponte sembra essere stato eretto nel corso del I secolo, presumibilmente attorno agli anni 60, ma esso venne distrutto il 16 Giugno 1944 da una squadra di guastatori tedeschi, mentre ancora infuriava in Italia la seconda guerra mondiale. L’attuale ponte di Cecco è quindi una ricostruzione moderna, terminata nel 1971, dell’originale di epoca romana.

Il ponte di Cecco è un antico ponte romano che attraversa il torrente Castellano, come altri edifici storici di Ascoli Piceno esso venne realizzato in travertino e conduce al Forte Malatesta. Si tratta di uno dei monumenti più famosi di tutta la città. Cenni storici  Il ponte di Cecco venne per lungo tempo identificato come una costruzione di epoca medievale, fino a quando l'archeologo ed architetto Giambattista Carducci non appurò che si trattava di una struttura dell'età romana repubblicana, grazie a numerose analogie riscontrate con altri ponti eretti lungo la strada consolare Salaria.  Il ponte sembra essere stato eretto nel corso del I secolo, presumibilmente attorno agli anni 60, ma esso venne distrutto il 16 Giugno 1944 da una squadra di guastatori tedeschi, mentre ancora infuriava in Italia la seconda guerra mondiale. L'attuale ponte di Cecco è quindi una ricostruzione moderna, terminata nel 1971, dell'originale di epoca romana.
Il ponte di Cecco e, sullo sfondo, il forte Malatesta

Descrizione

Il ponte di Cecco è stato realizzato in opera quadrata a murazione liscia, una soluzione ricorrente nelle opere romane, e venne realizzato in modo tale che ogni commettitura verticale poggiasse esattamente sul pieno della pietra sottostante. La sua struttura presenta due campate ad arco, rispettivamente una centrale con una luce di 14,50 metri, ed una laterale con una luce di 7,50 metri. Il ponte si eleva dal pelo dell’acqua per circa 25 metri.

Al centro della struttura è stata eretta una costruzione chiamata “casetta del dazio”, ed il suo portale con arco a tutto sesto ospitava un tempo il portone che garantiva o sbarrava l’accesso alla città.

Ponte di Cecco ad Ascoli Piceno
Il ponte di Cecco, con la sua caratteristica “casetta del dazio”

L’ennesimo ponte del diavolo

L’appellativo di ponte del diavolo è stato largamente abusato in Italia nel corso dei secoli, tant’è che risulta effettivamente difficile riuscire a trovare una regione nel nostro Paese che non possa vantarne almeno uno. Le Marche non fanno eccezione, ed uno dei suoi personali “ponti del diavolo” è proprio il ponte di Cecco.

Secondo la tradizione popolare questo ponte sarebbe infatti stato costruito dal poeta, medico ed astrologo ascolano Cecco d’Ascoli, il quale sarebbe riuscito a portare a compimento la sua costruzione nell’arco di una sola notte, con l’aiuto del diavolo per l’appunto. Da qui, secondo la leggenda, deriverebbe il nome del ponte stesso.

A detta di alcuni studiosi, la denominazione della struttura andrebbe invece fatta risalire al maestro medievale Cecco Aprutino, che avrebbe ristrutturato il ponte nel 1349 su commissione di Galeotto I Malatesta.

Come arrivare

Per raggiungere il ponte di Cecco dalla stazione ferroviaria di Ascoli Piceno scendere lungo via Venezia, ed immettersi in viale Indipendenza svoltando a destra. Passare la rotonda e continuare dritto fino alla biforcazione stradale, girare a sinistra per via delle Terme e poi ancora a sinistra, continuando lungo la via conducente proprio dinanzi al ponte.