La Pinacoteca nazionale di Bologna è una delle maggiori pinacoteche italiane, ed ha ovviamente sede nel capoluogo emiliano, più precisamente nel suo quartiere universitario. Nello stesso edificio storico che la ospita, sorge anche l’Accademia di belle arti di Bologna, nota anche con il nome di Accademia Clementina.

La Pinacoteca nazionale di Bologna offre un’ampia panoramica di tutta la pittura emiliana dal XIII al XVIII secolo, sebbene siano presenti anche opere di artisti non bolognesi che ebbero comunque contatti (diretti o indiretti che fossero) con la città e con la sua storia.

L’inizio della storia della pinacoteca è datato 1762, ed avviene per opera di monsignor Francesco Zambeccari, che in quell’anno acquistò otto tavole del Cinquecento provenienti dalla chiesa di Santa Maria Maddalena, approfittando della sua demolizione e della loro conseguente messa in vendita. Zambeccari intendeva portare quelle tavole all’Istituto delle Scienze, così che potessero essere conservate all’interno dell’Accademia Clementina.

Uno dei dipinti esposti nella Pinacoteca Nazionale di Bologna
Uno dei dipinti esposti nella Pinacoteca Nazionale di Bologna

Quattro anni più tardi, alla morte di Urbano Savorgnan vennero comprate altre tavole, stavolta relative al Trecento, oltre a diverse icone bizantine, appartenute in precedenza proprio a Savorgnan.

Anche l’Appartamento del Gonfaloniere, all’interno del Palazzo Pubblico, servì quale luogo ove stipare le opere d’arte appena acquisite; tra queste spiccano la Pala del Voto di Guido Reni (ivi conservata per via del significativo valore civico del quadro), dei dipinti della scuola di Raffaello, di Lavinia Fontana e di Annibale Carracci.

Il 1796 fu l’anno della nuova legislazione repubblicana, complice la caduta del vecchio regime pontificio, e tale evento comportò che molti conventi vennero soppressi, insieme alle varie corporazioni dei mestieri ed alle sedi dell’antico regime. Il senato di Bologna colse la palla al balzo e raccolse tutti i dipinti che poté, provenienti da queste strutture oltre che dall’Accademia delle Scienze, per convogliarli in un’unica collezione, situata nell’ex Convento di San Vitale. Si stima che in tutto la città riuscì a raccogliere in questa maniera circa un migliaio di opere.

Nel 1802 tutte le opere vennero spostate presso l’ex noviziato gesuita di Sant’Ignazio nel Borgo della Paglia, ovverosia l’odierna via delle Belle Arti 56, originariamente nato proprio come quadreria dell’Accademia Nazionale di belle arti da Alfonso Torreggiani nel 1726.

Sotto il regime napoleonico molte opere d’inestimabile valore vennero sottratte alla città, per essere esposte nelle teche e lungo le pareti del Louvre (in quel fenomeno di razzia artistica indiscriminata che passò alla storia con il nome di “furti napoleonici”), ma nel 1815 l’Impero Francese cadde definitivamente, e molte delle opere rubate fecero ritorno alle loro città d’appartenenza, comprese quelle bolognesi.

Gli interni della Pinacoteca Nazionale di Bologna
Gli interni della Pinacoteca Nazionale di Bologna

Proprio in quel periodo vi fu il primo ampliamento della pinacoteca, operato da Leandro Marconi. Nel 1844 venne annessa alla Pinacoteca Nazionale anche la cappella del Convento, la cui volta era affrescata dal famoso dipinto “Apoteosi di Sant’Ignazio”.

Tra il 1867 ed il 1868 vennero prelevati ulteriori dipinti provenienti da altre soppressioni, e la pinacoteca fu infine aperta al pubblico nel 1875, mentre nel 1882 divenne autonoma rispetto all’Accademia. Nel 1884 inoltre vennero acquistate le Collezioni Zambeccari.

La Pinacoteca Nazionale si ingrandì ancora nei primi anni del novecento, con una nuova ala progettata da Edoardo Collamarini, quindi verso la fine degli anni sessanta venne realizzato il Salone del Rinascimento su progetto di Leone Pancaldi, per volere di Cesare Gnudi. Nel 1997 è stata rinnovata da cima a fondo, con interventi di modernizzazione che l’hanno portata a rappresentare uno standard d’eccellenza in tutta Europa, tant’è che viene ad oggi annoverata fra le Gallerie nazionali europee più moderne ed importanti.

Come arrivare alla Pinacoteca Nazionale

La Pinacoteca Nazionale di Bologna si trova in via delle Belle Arti 56, e può essere raggiunta sia in autobus che in automobile. Oltre che a piedi, ovviamente, nel caso intendiate fare una passeggiata. La fermata dei bus più vicina è la fermata di Porta Sandonato, servita dalle linee 14, 19, 20, 25, 27, 28, 36, 37, 62, 89, 93, 94, 99, 101 e 106. L’uscita della tangenziale più vicina è la numero 9, direzione centro.

Orari

La Pinacoteca Nazionale può essere visitata nei giorni di martedì e mercoledì dalle 9:00 alle 13:00, e di giovedì, sabato e domenica dalle 14:00 alle 19:00. Rimane invece chiusa il lunedì.

Tariffe

Il prezzo intero per accedere alla pinacoteca è di 4 euro, mentre il biglietto ridotto costa 2 euro ed è disponibile per i visitatori di età compresa tra i 18 ed i 25 anni e per gli insegnanti con incarico a tempo indeterminato.

L’ingresso è invece gratuito per i minori di 18 anni, per docenti e studenti iscritti alle facoltà di architettura, conservazione dei beni culturali, scienze della formazione, lettere, lettere e filosofia con indirizzo archeologico o storico-artistico, accademia di belle arti, oltre che per le guide e gli interpreti turistici nell’esercizio delle proprie attività, per i giornalisti iscritto all’albo, per i membri ICOM, per i gruppi di studenti accompagnati dagli insegnanti, per disabili e relativi accompagnatori e, infine, per operatori di associazioni di volontariato che svolgono attività di promozione e diffusione della conoscenza dei beni culturali.

Per potersi avvalere dell’ingresso gratuito è necessario esibire all’ingresso il documento attestante la propria appartenenza alla specifica categoria.

L’ingresso è inoltre gratuito per chiunque intenda visitare la Pinacoteca Nazionale nella prima domenica di ogni mese, a prescindere che sia incluso o meno nelle categorie sopra citate.

Contatti

Indirizzo: Via delle Belle Arti 56, 40126 Bologna (BO)
Telefono: 051 4209411
Sito web: http://www.pinacotecabologna.beniculturali.it/