Anche Piazza Duomo, come le altre vicinissime piazze del centro storico, è uno dei punti più visitati della città. Attrattiva principale è ovviamente la basilica cattedrale di Santa Maria Assunta, il Duomo di Padova, addirittura già dal IV secolo sede della diocesi vescovile della città.

Numerosi, però, sono gli edifici che potrete visitare all’interno di questa piazza; eccone a voi un breve excursus.

Il Duomo

La prima cattedrale eretta sorgeva nell’attuale sagrato e sembra che, originariamente, fosse intitolata a Santa Giustina; dopo numerose peripezie (tra cui un incendio tra l’899 e il 900), la cattedrale fu definitivamente consacrata solo nel 1075 dal vescovo Olderico, anche se ebbe vita breve: il famoso terremoto del 3 gennaio 1117, con molta probabilità avrebbe fatto crollare la basilica; usiamo il condizionale poiché, dopo una campagna di scavo e ricerca promossa dall’Università di Padova tra il 2011 e il 2012, si è teso a rimettere in discussione diverse ipotesi archeologiche dell’epoca paleocristiana.

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La basilica cattedrale di Santa Maria Assunta

In pratica, l’unica certezza è che sorse una nuova cattedrale, nel consacrata il 24 aprile del 1180, ad opera dell’architetto Macillo; quello che non è chiaro, è se tale edificio fu costruito o no sui resti dell’antica cattedrale. Ma fu per volontà del vescovo Pietro Barozzi che la cattedrale fu riammodernata, cominciando ad assumere così l’aspetto che oggi tutti noi conosciamo: i lavori durarono per oltre 2 secoli (dal 1522 al 1756), con personalità eccelse che si successero nella realizzazione di tale progetto: uno su tutti, Michelangelo Buonarroti, responsabile della costruzione del presbiterio iniziato nel 1551.

L’esterno della chiesa, la cui facciata principale è incompiuta, ha un particolare motivo d’interesse nella lapide mutila d’età romana, che fa riferimento alla Gens Fabia di Veio, titolo spettante alla popolazione patavina che sancisce l’ingresso formale nella giurisdizione di Roma.

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I magnifici affreschi all’interno della cattedrale

Numerose sono le attrattive dell’interno della basilica, diviso in 3 navate. In quella centrale, si aprono due grandi cupole: una ellittica, sopra le cappelle di San Gregorio Barbarigo San Lorenzo Giustiniani; l’altra, la maggiore, è posta in corrispondenza della crociera. Di particolare interesse è la navata destra e le sue cappelle. Nella prima, vi è un pregiato altare raffigurante San Pio X; nella seconda, una pala realizzata da Alessandro Galvano raffigurante il martirio di San Lorenzo. In questa navata notiamo anche la splendida cappella di San Lorenzo Giustiniani, voluta dal vescovo Nicolò Antonio Giustiniani per onorare il suo antenato; tra gli altri, all’ingresso della cappella notiamo due monumenti di Girolamo Campagna, raffiguranti Sperone Speroni e la figlia Giulia.

Nella Cappella della Madonna dei Miracoli, notiamo il magnifico altare ad opera di Mattia Carneri (che per anni era stato erroneamente attribuito a Giotto), e le due statue di Bernardo Falconi, raffiguranti San Pietro e San Paolo, oltre al suggestivo gisant del cardinale Francesco Zabarella, già appartenuto alla chiesa macilliana. Nella Sacrestia dei Prebendati, da menzionare una piccola Natività seicentesca e, ai due lati, due tele di Andrea Vicentino.

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Il nuovo presbiterio all’interno della cattedrale

Il presbiterio, situato sul lato della Sagrestia, notiamo il magnifico monumento al vescovo Francesco Scipioni Dondi dell’Orologio e il maestoso monumento in onore di papa Benedetto XIV. Negli ultimi anni, inoltre, è stato realizzato un nuovo presbiterio in occasione del tricentenario della morte di san Gregorio Barbarigo ad opera di Giuliano Vangi; il materiale utilizzato è il marmo di Carrara. Il nuovo presbiterio, posto sotto la cupola maggiore, viene a collocarsi dunque sopra il sepolcreto, dove riposano le spoglie dei vescovi di Padova fino al diciannovesimo secolo.

All’interno della cripta, poi, troverete le spoglie di San Daniele Martire, conservate in un’urna romana trasportata qui dalla Basilica di Santa Giustina nel 1076. Accanto alla sala principale, sorge la Cappella della Santa Croce; sull’altare, veniva conservato il reliquiario della croce, vero e proprio capolavoro dell’arte gotica ad opera di Bartolomeo da Bologna. Sopra la Cappella della Santa Croce, sorge invece la Sacrestia dei Canonici, nel cui atrio sono conservati alcuni importanti dipinti quali l’Annunciazione e Visitazione di Jean Raoux ed un Annunciazione di Francesco Zanella; nella sacrestia, inoltre, troverete una fantastica pinacoteca (parte della quale, ora, è esposta al Palazzo Episcopale).

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Il corpo di Gregorio Barbarigo, all’interno dell’omonima cappella

La Cappella del SS. Sacramento ha invece nell’altare il suo principale motivo di interesse. Costruito da Giorgio Massari, troverete molto interessanti anche i pannelli in bronzo di Jacopo Gabano; i due angeli, invece, sono ad opera dello stesso Gabano e di Tommaso Bonazza; a destra, il gisant di Pileo da Prata (ad opera di Pierpaolo delle Masegne), mentre a sinistra noterete il sepolcro del vescovo Pietro Barozzi, ad oggi attribuito ad Alessandro Vittoria.

Nella navata sinistra, invece, davanti alla porta verso il palazzo episcopale, potrete ammirare il pulpito ligneo, le cui figure sono state scolpite dal committente Filippo Parodi; nell’atrio, troverete invece il Monumento al canonico Francesco Petrarca (di Rinaldo Rinaldi) e una lapide in memoria di papa Pio VI, che visitò la basilica nel 1782. Nella Cappella di San Giuseppe, oltre all’altare ad opera di Tommaso Bonazza e la pala con Vergine in trono con San Cesareo e Giuseppe (di Giovanni Antonio Pellegrini), noterete la lapide con la dedica del vescovo Ildebrandino Conti (qui sepolto) a San Benedetto e San Cesareo.

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Una delle sculture di Giuliano Vangi all’interno della cattedrale

Nella Cappella di San Gerolamo troverete la magnifica pala ad opera di Pietro Damini; nella Cappella della Madonna dei ciechi interessante da vedere la tavola quattrocentesca (attribuibile allo Squarcione) posta sulla pala di Antonio Buttafugo, posta sull’altare in marmo bianco della cappella. Infine, troviamo la meravigliosa Cappella di San Gregorio Barbarigo, recentemente restaurata (1997), che conserva il corpo del vescovo di Padova Gregorio Barbarigo, posto sotto l’altare ad opera di Giorgio Massari; attorno ad esso vi sono quattro busti in bronzo realizzati dall’orafo Angelo Scarabello, mentre la statua in marmo del Barbarigo è ad opera di Francesco Andreosi. Davanti all’altare, inoltre, vi è sepolto il vescovo Sante Veronese.

Un’ultima piccola curiosità sul Duomo: fino alla riforma liturgica del Concilio Vaticano II, la basilica cattedrale di Santa Maria Assunta vantava la più antica Cappella Musicale del mondo. Fondata sul finire del ‘200, nella sua storia può vantare la direzione artistica di personaggi del calibro di Marchetto da Padova e Johannes Ciconia, del quale restano numerose testimonianze del periodo in cui fu Maestro di Cappella qui a Padova. La decisione di abolire la Cappella Musicale col Concilio Vaticano II, tra mille polemiche, fu a dir poco infelice.

Il Battistero di Padova

Il Battistero è situato affianco al Duomo, e fu consacrato da Guido, patriarca di Grado, nel 1281. Fu col restauro degli anni ’70 del ‘300 sotto Francesco il Vecchio da Carrara che cominciò a divenire un luogo di grande interesse artistico; in particolare, il vero salto di qualità si ebbe col ciclo di affreschi di Giusto de’ Menabuoi (1375-76), il suo vero grande capolavoro, che rende magnifici gli interni del Battistero: il Paradiso nella cupola, le Storie delle Genesi nel tamburo, i Profeti ed Evangelisti sui pennacchi, sono delle fantastiche testimonianze dell’arte romanica e bizantina.

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La cupola del Battistero di Padova

Il Museo Diocesano

A fianco del Duomo, sorge un museo inaugurato nel 2000, il Museo Diocesano, che ha sede all’interno del Palazzo Vescovile di Padova. Al suo interno sono ospitate opere della stessa basilica cattedrale di Santa Maria Assunta e dell’intera diocesi padovana. Il Museo è diviso in diversi ambienti, stabiliti secondo criteri tematici e cronologici.

Il primo di essi è la Sala di San Gregorio Barbarigo, al primo piano del Palazzo Vescovile, ed è dedicato al Santo vescovo di Padova negli anni compresi tra il 1664 e il 1697; sono conservati in questa sala alcuni importanti documenti provenienti dalle biblioteche rinascimentali dei vescovi Iacopo Zeno e Pietro Barozzi (tra cui diversi incunaboli e libri a stampa anteriori al XVI secolo). La sala più importante è però il Salone dei Vescovi, dove sono esposte il ciclo dei ritratti dei vescovi padovani (risalente ad inizio ‘300) in cui vengono raffigurati i primi cento vescovi del capoluogo veneto; un ritratto di Francesco Petrarca, staccato dalla sua abitazione; un Mosaico di Madonna con Bambino. Da questa sala si accede inoltre alla cappella di Santa Maria degli Angeli, edificata nel 1495 da Lorenzo da Bologna su commissione di Pietro Barozzi; di particolare interesse, in questa sala, il trittico di Jacopo da Montagnana con l’AnnunciazioneSan Michele Arcangelo San Raffaele Arcangelo.

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La Sala dell’Ottocento all’interno del Museo Diocesano

Dal Tesoro della Cattedrale, poi, provengono le più antiche suppellettili utilizzate durante la liturgia dell’intero museo. Nelle Sale del Belvedere potrete invece ammirare alcune opere d’arte risalenti al XIV-XV secolo, come: il ciclo di sette tavole con le Storie di San Sebastiano (1367) di Niccolò Semitecolo; la Madonna con Gesù Bambino (metà del secolo XIV) realizzata da Giusto de’ Menabuoi; il Reliquiario della Croce in argento dorato; in più, troverete anche dipinti di Giandomenico Tiepolo e sculture del Bonazza.

Chiudiamo questa breve descrizione citando le ultime due sale: la Sala dell’Ottocento, in cui sono esposti numerosi ex-voto (donazioni alla chiesa da parte dei fedeli) e la Sala dei paramenti liturgici di cui menzioniamo, tra le altre, il corredo con ricami in filo d’oro e stemma papale, donato alla cattedrale da papa Clemente XIII, vescovo di Padova dal 1743 al 1758.

La Biblioteca Capitolare

All’interno del Palazzo Vescovile di Padova è situata anche la Biblioteca Capitolare, una biblioteca onnicomprensiva fondata dal vescovo Jacopo Zeno e aperta al pubblico da Pietro Foscari. Il patrimonio librario della biblioteca si compone, tra gli altri, di circa 300 codici e 400 incunaboli.

Tra i codici più importanti, sono da citare il Sacramentario risalente ai tempi dell’imperatore Lotario (820-855), oltre al Martirologio, risalente anch’esso al IX secolo. Un altro importante documento è un Evangeliario miniato di Isidoro (1170), fondamentale testimonianza della scrittura gotica padovana. Tra gli incunaboli, ricordiamo almeno quello di Stazio e un Messale del vescovo Barozzi in un’edizione di lusso del 1491. Infine, impossibile non menzionare gli importantissimi tre volumi che racchiudono le opere musicali di Giordano Pasetto, Maestro della Cappella Musicale per ben 35 anni.

Palazzo del Monte di Pietà

Il Palazzo del Monte di Pietà è situato tra Piazza Duomo e via Monte di Pietà (la strada che conduce alla contigua Piazza dei Signori), l’edificio ospita il Monte di Pietà dal ‘500, mentre prima la struttura era ospitata in un palazzo medievale tra via Dante e via Verdi. Costruito a cavallo tra il ‘200 e il ‘300, il palazzo era proprietà di Rinaldo Scrovegni fino alla guerra di Padova a inizio ‘400, quando divenne proprietà della Serenissima.

Fu dopo un grave incendio nel XVI secolo che l’edificio fu ceduto al Monte di Pietà, istituto creato dai francescani per combattere l’usura; il sistema consisteva nella donazione di un pegno da parte del richiedente prestito, che di solito era di circa 1/3 maggiore della somma richiesta; il denaro doveva essere restituito (di norma) entro un anno, pena la perdita del pegno.

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Il Palazzo del Monte di Pietà dal lato che affaccia su Piazza Duomo

Dopo la ricostruzione della facciata (ad opera di Falconetto) nella prima metà del ‘500 parte un importante progetto di restauro, che porta l’edificio ad avere il suo attuale (meraviglioso) aspetto; al suo interno, notiamo un fantastico affresco di Domenico Campagnola raffigurante Bernardino da Feltre, oltre alla Pietà sulla facciata, realizzata in stucco da Silvio Cosini. Nei successivi restauri, iniziati nel 1607, spiccano gli affreschi e la statua tutte raffiguranti Bernardino da Feltre.

Nel 1822, l’edificio fu acquistato dalla Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che si trasformerà in Cassa di Risparmio del Veneto nel 2007, che ne è proprietario ancora oggi. All’interno dell’edificio, oltre ad una filiale della banca del gruppo Intesa Sanpaolo, vi sono spazi preposti all’allestimento di mostre ed eventi culturali, oltre alla sede centrale della fondazione.

Come arrivare in Piazza Duomo

Dalla stazione

  • A piedi: usciti dalla stazione, percorrete Corso del Popolo e Corso Garibaldi, attraversate Piazza della Frutta e poi Piazza dei Signori; continuate per una cinquantina di metri e arriverete in Piazza Duomo.
  • In autobus: linee 5, 6 e 10; scendete in Corso Milano, imboccate via Dante Alighieri e continuate dritto, superando Piazza dei Signori e mantenendovi il Palazzo Capitanio alla vostra destra.
  • In tram: direzione sud, fermata Ponti Romani; proseguite su Riviera Ponti Romani, all’incrocio con via San Francesco imboccatela, sulla vostra destra; proseguite dritto per via San Canziano, Piazza delle Erbe e via Daniele Manin; poi girate a sinistra verso via Monte di Pietà e proseguite dritto, lasciandovi la Piazza dei Signori sulla sinistra e Palazzo Capitanio sulla destra.

Contatti

Museo Diocesano

Sito web: www.museodiocesanopadova.it
E-mail: info@museodiocesanopadova.it
Telefono:
049-8761924 (biglietteria, negli orari di apertura del museo); 049-652855 (segreteria, lun-ven 9-13)
Indirizzo:
piazza Duomo, 12 – 35141 Padova
Orari:
da giovedì a sabato 14-18; domenica e festivi 10-18; chiuso i lunedì non festivi e i giorni di Natale e Pasqua
Prezzi:
intero 4€, ridotto 3€ (over 65, studenti fino a 26 anni, convenzionati TCI, soci ICOM); gratis bambini sotto i 6 anni, disabili con accompagnatori e religiosi.

Biblioteca Capitolare

E-mail: bibliotecacapitolare@diocesipadova.it
Telefono:
049-8226134
Indirizzo:
via Dietro Duomo, 15 – 35141 Padova
Orari:
da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12.15; giorni di chiusura: 8 dicembre, 22 dicembre-6 gennaio, 30 marzo-10 aprile, 1 maggio, 1-2 giugno, 18 giugno
Prezzi:
intero 4€, ridotto 3€ (over 65, studenti fino a 26 anni, convenzionati TCI, soci ICOM); gratis bambini sotto i 6 anni, disabili con accompagnatori e religiosi.

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L’esterno del Battistero di Padova

Battistero di Padova

Telefono: 049-656914
Indirizzo:
Piazza Duomo – Padova
Orari:
tutti i giorni h.10-18
Prezzi:
intero 2,80€, ridotto 1,80€, gratis con Padova Card.