Il Parco naturale delle Dolomiti Friulane è un parco situato in Friuli-Venezia Giulia, caratterizzato da paesaggi e natura incontaminati, preservatisi nel tempo grazie alla scarsa antropizzazione del territorio.

Il Parco naturale delle Dolomiti Friulane venne istituito quale parco regionale nel 1996, rientra nelle province di Pordenone e di Udine, e copre 36.950 ettari di terreno. E’ stato classificato come sito di interesse comunitario.

Cenni storici

L’idea di istituire un parco naturale ad Ovest del Friuli-Venezia Giulia sorse nel 1973, ma il progetto finì per essere procrastinato a lungo, tant’è che il Piano di Conservazione e Sviluppo venne stilato solamente a partire dal 1986.

Questo piano, promosso dalla Regione con l’interessamento di tutti i comuni interessati dal parco che si sarebbe venuto a creare, venne terminato nel 1989. I comuni che vi aderirono furono quelli di Andreis, Cimolais, Claut, Erto e Casso e Forni di Sopra: grazie alla loro collaborazione nacque così il Parco delle Prealpi Carniche.

Parco naturale delle Dolomiti Friulane
La Val Cimoliana, una delle valli più suggestive del Parco naturale delle Dolomiti Friulane

Nel 1991 si registrò anche l’interessamento del comune di Forni di Sotto, che decise di aderire al progetto; nello stesso anno venne quindi istituito un Comitato di Coordinamento che avrebbe dovuto occuparsi della gestione dell’area protetta. Il piano culminò nel 1996 con la Legge Regionale n.42 del 30 Settembre, emessa dal Friuli-Venezia Giulia, con la quale la Regione sancì finalmente la creazione del Parco Naturale Regionale delle Dolomiti Friulane.

Cosa vedere

Regine del parco sono, come suggerisce il nome, le Dolomiti Friulane (conosciute anche come Dolomiti d’Oltre Piave), che rappresentano la sezione occidentale delle Prealpi Carniche, e sono comprese tra i fiumi Piave, Tagliamento, Meduna e Cellina. Le Dolomiti Friulane sono state inserite all’interno della lista dei Patrimoni Mondiali Naturali dall’UNESCO il 26 Giugno 2009.

Il Parco naturale delle Dolomiti Friulane presenta numerosi sentieri, dislocati all’interno dei differenti comuni che ne fanno parte. Questi sono Mont Ciavac e Susaibes Plangiaria Albinis (Andreis, PN), Casera Roncada e Casera Bregolina Grande (Cimolais, PN), Col De Post e Col Dei Piais (Claut, PN), Trui dal Sciarbon – Sentiero del Carbone e Casera Vasei e Monte Toc (Erto e Casso, PN), Anello Truoi di Bianchi e Truoi da Sclops – Dal Rif Gif al Rif Pacherini (Forni di Sopra, UD) e Val Poschiadea e Forcella Lareseit (Forni di Sotto, UD).

Il parco è caratterizzato da grandi vallate dalle quali s’elevano irte le vette dolomitiche, ed è l’ideale per gli amanti del trekking e delle attività montanare, nonché per gli appassionati dei paesaggi naturalistici ed incontaminati. Particolarmente rigogliose sono sia la flora che la fauna locale; all’interno del Parco naturale delle Dolomiti Friulane non risulta infatti difficile potersi imbattere in camosci, marmotte, galli cedroni, caprioli, galli forcelli, cervi, stambecchi e nelle regine delle alture: le aquile reali.

Parco naturale delle Dolomiti Friulane
Il centro di Forni di Sopra, uno dei comuni facenti parte del Parco naturale delle Dolomiti Friulane

Tra le montagne più famose, si possono citare la Cima dei Preti (2.706 metri), la più alta montagna dell’intero parco, il Monte Duranno (2.652 metri) ed il Monte Pramaggiore (2.478 metri). Preoccupante è invece la situazione del Monte Cridola (2.581 metri), una cima annoverata tra le più belle e suggestive dell’intero parco, ma attualmente minacciata dal progetto di collegamento tra le autostrade A27 ed A23.

Nonostante il monte sia riconosciuto quale sito di importanza comunitaria, e sia protetto dalla Convenzione per la protezione delle Alpi entrata in vigore nel Marzo del 2000, il 10 Luglio 2010 l’Assessore alle Infrastrutture della Regione Veneto R. Chisso, ha presentato a Longarone la proposta di Proiect Financing denominata Passante Alpe-Adria, con il benestare dell’allora sindaco della Regione Luca Zaia, tuttora in carica.

Lo studio di fattibilità del progetto risale invece dal 2004, e fu voluto dall’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in comune accordo con l’allora Presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan. Un’ipotesi che, assicurano gli esperti, se dovesse diventare realtà avrebbe un impatto assolutamente devastante sulla naturalità paesaggistica, e rappresenterebbe inoltre una palese violazione della già citata Convenzione per la protezione delle Alpi.

Passando alle valli, tra le più importanti del Parco naturale delle Dolomiti Friulane vi sono la Val Cimoliana, attraversata dall’omonimo torrente e caratterizzata da guglie e torrioni di roccia modellati dalle glaciazioni (come ad esempio il famoso Campanile di Val Montania); la Val Settimana, anch’essa bagnata da un torrente con il quale ha in comune il nome, particolarmente stretta e chiusa tra tra le pareti calcareo-dolomitiche delle montagne che l’abbracciano e la Val Zemola, percorsa dal torrente Zemola, che può vantare un profondo canyon tra i monti Borgà e Porgeit, ed è attraversata da una strada sterrata tanto affascinante quanto pericolosa: il suo ciglio precipita infatti in una voragine, e non presenta protezioni di sorta.

Parco naturale delle Dolomiti Friulane
Il Campanile di Val Montania, guglia selvaggia di 300 metri conosciuta anche con il nome di “L’urlo di Pietra”

Altri siti di grande interesse sono il Centro visite di Poffabro, ex latteria che ospita oggi la mostra “L’Arte Casearia e l’alpeggio nel territorio del Parco” (Frisanco, PN), il Sentiero del Lago del Ciul (Tramonti di Sopra, PN), il Centro Visite di Forni di Sopra (Forni di Sopra, UD) e la Valcellina. Qui si possono trovare la spettacolare Area Avifaunistica, il Museo Etnografico dell’Arte e della Civiltà Contadina di Andreis, il Museo Casa Clautana (Claut, PN), la tristemente celebre Diga del Vajont e la Mostra “La Catastrofe del Vajont, uno spazio della memoria”, la cosiddetta Palestra di Roccia (una delle falesie più conosciute al mondo) ed il Centro visite di Erto (Erto e Casso, PN).

Come arrivare

E’ possibile raggiungere il Parco naturale delle Dolomiti Friulane in automobile seguendo diversi percorsi:

Valcellina

Fare riferimento ai comuni di Andreis, Barcis, Cimolais, Claut, Erto e Casso e Montereale Valcellina, tutti raggiungibili mediante tratte autostradali. Si può arrivare a questi comuni tramite la A28 Venezia-Pordenone, uscendo a Pordenone e seguendo le indicazioni per Maniago, Montereale e Valcellina, o tramite la A27 Venezia-Belluno, uscendo a Cadore-Dolomiti e seguendo le indicazioni prima per Cortina fino a Longarone, quindi per la Valcellina.

Val di Tagliamento

Fare riferimento ai comuni di Forni di Sopra e Forni di Sotto, entrambi raggiungibili mediante tratte autostradali. Si può arrivare a questi comuni tramite la A23 Udine-Tarvisio, uscendo a Carnia-Tolmezzo e seguendo le indicazioni per Passo di Mauria, o tramite la A27 Venezia-Belluno, uscendo a Cadore-Dolomiti e seguendo le indicazioni per Cortina fino a Tai di Cadore, quindi proseguendo verso Auronzo e Passo Mauria.

Val Tramontina e Val Colvera

Fare riferimento ai comuni di Frisanco e Tramonti di Sopra, entrambi raggiungibili mediante tratte autostradali. Si può arrivare a questi comuni tramite la A28 Venezia-Pordenone, uscendo a Pordenone e seguendo le indicazioni per Maniago. Da Maniago proseguire poi in direzione Frisanco o di Tramonti di Sopra.

Orari e tariffe

Per informazioni dettagliate riguardo ad orari e tariffe dei singoli centri visite, fare riferimento alla relativa sezione del sito ufficiale del Parco naturale delle Dolomiti Friulane.

Contatti

Indirizzo: Via Roma 4, 33080 Cimolais (PN)
Telefono: +39 0427 87333
Sito web: http://www.parcodolomitifriulane.it/home-page/