La necropoli di Chella – la piccola cittadina che un tempo veniva chiamata dai latini Sala Colonia – è un complesso di antiche sepolture medievali, fortificato e situato a sud della splendida città di Rabat.

Iscritto nella lista dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità dell’UNESCO dal 2012, il sito archeologico di Chella dal 2005 ospita tra le sue preziose rovine l’evento del ‘Jazz au Chellah’, un festival internazionale di musica jazz che permette ai visitatori di vivere un’esperienza unica in un ambiente dall’atmosfera magica ed incantata.

Cenni storici

I primi ad insediarsi sui pendii erbosi sopra il fiume Bou Regreg che scorre vicinissimo a Rabat furono i Fenici, ma la città di Chella cominciò ad ingrandirsi quando a prenderne il controllo furono i Romani, arrivati nel 40 d.C. circa.

Per oltre 1000 anni, quindi, Chella fu una ricca e fiorente città portuale che traeva grandi benefici soprattutto dai fitti rapporti commerciali intrattenuti con le altre grandi città appartenenti all’Impero romano, al quale rimase legata anche durante il IV secolo, in seguito al ritiro delle legioni romane dalla zona situata a nord della Mauretania Tingitana; inoltre, dalla presenza di alcuni oggetti che sono stati rinvenuti sul posto, si è potuta attestare la persistenza dei contatti tra Chella e Roma fino all’arrivo dei bizantini in Nord Africa.

Prima città a proclamare ufficialmente Moulay Idriss fondatore dell’originale dinastia araba del Marocco – secondo alcuni scritti che sono stati ritrovati, il Profeta stesso era solito pregare presso uno dei santuari presenti all’interno delle mura -, Chella fu abbandonata nel 1154, quando tutta la popolazione si trasferì nella vicina città di Salé.

Necropoli di Chella a Rabat
Le mura della Necropoli di Chella a Rabat

Una volta rimasta disabitata, Chella si trasformò in terreno di sepoltura reale, che venne utilizzato proprio a questo scopo già sotto la dinastia degli Almohadi. Tuttavia, la maggior parte delle rovine visibili ancora oggi all’interno della necropoli sono l’eredità del ‘Sultano Nero’, Abou el Hassan (1331-1351), il più grande dei re della dinastia dei Merenidi, che commissionò la costruzione delle mura che proteggevano l’intera area, il grande portale posto all’entrata principale di Chella – realizzato nel 1339 – e numerose altre costruzioni, tra cui troviamo una moschea, una zāwiya – la residenza dei sufi – e numerose tombe reali, inclusa la sua.

Oggi, la necropoli di Chella è uno dei luoghi più suggestivi di tutta Rabat e, sebbene molte delle sculture e delle costruzioni presenti al suo interno siano state gravemente danneggiate dal terremoto del 1755, il sito – compreso nell’area metropolitana di Rabat – vive oggi di un nuovo splendore grazie agli splendidi alberi da frutta e ai coloratissimi fiori selvatici che lo ricoprono trasformandolo in un magnifico grande giardino.

Descrizione

Arrivando a Chella dal centro della città di Rabat, ci si trova davanti lo splendido portale principale, incastonato tra bastioni turriti che danno quasi l’impressione di stare per entrare in una città costruita in stile gotico; sopra il portale stesso, un’iscrizione in stile cufico presa dal Corano recita ‘Mi rifugio in Allah, contro Satana‘.

Una volta entrati, a fondersi sono lo stile romanico e gli elementi tipici della dinastia degli Almohadi accanto a quelli della dinastia dei Merenidi; un sentiero si dirige verso il basso passando attraverso profumati fichi, ulivi e aranci e portando il visitatore fino ad una piattaforma panoramica che si affaccia sulle rovine della città romana.

Un secondo sentiero conduce, invece, al ‘sito antico’ – le cui rovine risalgono al 200 a.C. – dove si possono ammirare i resti dell’Arco di Trionfo, del Tempio di Giove, della piazza e del quartiere degli artigiani, mentre seguendo un altro percorso si raggiunge il ‘bacino della Ninfa‘, una costruzione a forma ottagonale che faceva parte dell’antico sistema romano di distribuzione dell’acqua.

Necropoli di Chella a Rabat
Uno scorcio della Necropoli di Chella a Rabat

Molto più facili da individuare – grazie al migliore stato di conservazione in cui si trovano – sono i resti del complesso islamico di Chella, che comprendono un elegante minareto, oggi sormontato da un grande nido di cicogna. Ad oggi, infatti, la necropoli di Chella è abitata da una grande colonia di cicogne, che spadroneggiano sul sito archeologico costruendo numerosi nidi sulla cima degli alberi più alti.

Vicino al minareto si trovano anche le rovine della tomba di Abu al-Hassan Ali e di sua moglie e quelle di un piccolo mèdersa – una specie di scuola -, del quale sono ancora oggi visibili i resti delle colonne e quelli delle aule per gli studenti.

Proseguendo sul sentiero che parte dalla moschea si passa, sulla destra, tra le tombe di alcuni antichi santi, mentre sulla sinistra ristagnano le acque torbide di una piscina murata – ‘bassin aux Anguilles’ -, un luogo che ancora oggi attrarre molte donne che credono che quell’acqua abbia il ‘potere’ di renderle più fertili.

Necropoli di Chella a Rabat
Il Minareto della Necropoli di Chella a Rabat

Come arrivare

La necropoli di Chella si trova pochi chilometri a sud del centro della città di Rabat. Nonostante ciò, però, è molto difficile raggiungere il sito archeologico con i mezzi di trasporto pubblici, e si consiglia quindi di prendere un taxi che, in meno di 10 minuti, vi porterà a destinazione.

Orari e tariffe

Orari d’apertura: tutti i giorni h.9.00-17.30.
Prezzi: adulti 10 MAD (circa o,90€), bambini di età compresa tra i 5 e i 12 anni 3 MAD (circa 0,30€); ingresso gratuito per i minori di 4 anni.

Contatti

Indirizzo: Corner of ave. Yacoub al Mansour and bd. Moussa ibn Nassair – Rabat