Il Museo Ebraico di Venezia è unico nel suo genere, a Venezia: non uno spazio espositivo, ma un museo diffuso in un complesso architettonico del Ghetto di Venezia.

Il Museo Ebraico vero e proprio sorge all’interno del Ghetto Novo, e venne fondato nel 1954; sono esposti diversi oggetti pregiati (manifatturieri, in prevalenza), che testimoniano l’attiva vita commerciale degli ebrei di Venezia tra il XVI e il XIX secolo. Il Museo Ebraico è diviso in due aree: la prima, dedicata al ciclo delle festività ebraiche, mentre la seconda racconta la storia degli ebrei veneziani attraverso l’utilizzo di immagini ed oggetti ad essi appartenuti.

La vita degli ebrei a Venezia è strettamente legata all’istituzione del Ghetto. Nato dopo la guerra della Lega di Cambrai in seguito al clima di paura che essa aveva generato, il 29 marzo 1516 il Senato ratificò una legge secondo la quale tutti i cittadini di origine israelita dovessero risiedere nella zona denominata Ghetto Nuovo: è la nascita della ghettizzazione ebraica, primo esempio di questo genere.

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Una delle sale del Museo Ebraico

Il ghetto, negli anni, necessitò di un ampliamento a causa del sovraffollamento: nel 1541 venne aggiunto il Ghetto Vecchio (destinato agli ebrei arrivati dalla penisola iberica e dall’Impero Ottomano), nel 1633 il Ghetto Novissimo. Ferve l’attività culturale, religiosa (vennero edificate due sinagoghe) e lavorativa, mentre a Venezia si sviluppa all’interno del Ghetto la pratica dell’usura, in cui gli ebrei via via si specializzano, non avendo concorrenza nel campo: per i cristiani, la pratica era contro la morale. Il ghetto durò fino alla caduta della Repubblica di Venezia (1797), con Napoleone che equipara gli ebrei a tutti gli altri cittadini e toglie loro l’obbligo di residenza in quella zona.

Cosa vedere

Si capisce, dunque, come il Museo Ebraico abbia tanto da raccontare, non solo con le immagini ma anche con le parole: importantissima, all’interno di esso, è infatti l’Alef, la Libreria del Ghetto, situata all’interno del museo, il cui nome corrisponde alla prima lettera dell’alfabeto ebraico: la piccola libreria, che possiede circa 4200 titoli, è ovviamente specializzata nel raccontare la vita ebraica, anche i lati meno conosciuti, in particolare all’interno del Ghetto.

Molto interessante da visitare anche la biblioteca-archivio “Renato Maestro”, che ha lo scopo di valorizzare il grande patrimonio librario e archivistico della comunità ebraica veneziana: 12.000 volumi, 2500 volumi del ‘Catalogo Libri ebraici Antichi’, 100 periodici di cui 35 correnti; fondata nel 1981, la biblioteca è situata affianco al Museo Ebraico solo dal 1991.

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Il Calle Ghetto Vecchio

Come arrivare

Con i mezzi ACTV

  • linee n. 1, 2: fermata S. Marcuola – Ghetto
  • linee n. 41, 42, 51, 52: fermata Ponte delle Guglie – Ghetto

A piedi

  • Dalla stazione ferroviaria: Lista di Spagna, poi Ponte delle Guglie e svoltate verso sinistra, seguendo le indicazioni per il ghetto (tempo di percorrenza: 15 minuti circa).
  • Da Piazza San Marco: seguite la via principale direttrice Strada Nuova fino a Rio Terà S. Leonardo, quindi seguite le indicazioni per il ghetto (tempo di percorrenza: 45 minuti circa).
Museo Ebraico di Venezia
Un’indicazione del Ghetto Vecchio

Contatti e informazioni utili

Museo Ebraico

Sito web: www.museoebraico.it
E-mail: prenotazioni.mev@coopculture.it
Telefono: 041-715359
Indirizzo: Sestiere Cannaregio, 2902/b – 30121 Venezia
Orario apertura: dal 1° giugno al 30 settembre: h. 10-19; dal 1° ottobre al 31 maggio: h. 10-17.30
Prezzi: biglietto intero 4 €, ridotto 3 €; con visita guidata alle sinagoghe intero 10 €, ridotto 8 €

Biblioteca-archivio “Renato Maestro”

Sito web: www.renatomaestro.org
E-mail: compilare il form alla pagina www.renatomaestro.org/it/contatti
Telefono: 041-718833
Indirizzo: Sestiere Cannaregio 2899 – 30121 Venezia
Orario d’apertura: aperta su appuntamento