Il Monte Pellegrino, alto 609 metri, rappresenta per i palermitani un luogo di culto al quale, spesso e volentieri, torna la memoria di coloro che ricordano affettuosamente gli emigranti ed i naviganti che si allontanavano dal posto o vi tornavano; lo stesso Goethe celebrò questo monte definendolo il promontorio più bello del mondo“; fu anche definito “Ercte” per la sua ripidezza.

La geologia del Monte, formato in forte prevalenza da rocce carbonatiche soggette alla dissoluzione carsica, ha permesso lo sviluppo di cavità orizzontali e verticali. Le pendici del Monte sono circondate da numerose grotte ed alcuni reperti archeologici hanno attestato insediamenti urbani in epoca preistorica.

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La grandiosità del Monte Pellegrino visto dall’alto

Cenni storici sul Monte Pellegrino

A causa della dimensione sacrale nonché mistica, Monte Pellegrino è stato da sempre considerato come “casa degli dei” e tale considerazione è rimasta immutata nel corso del tempo nonostante le metamorfosi religiose e culturali avvenute. Uno dei culti più antichi sul Monte riguarda quello dedicato all’acqua, che veniva concepita come foriera di benessere materiale e spirituale per il devoto ed era rappresentata da una ninfa all’origine e successivamente in una dea ellenica.

Il suo “cuore” era rappresentato dalla grotta di Santa Rosalia grazie alla presenza di una sorgente d’acqua considerata divina. All’interno della grotta venne in seguito eretto un santuario punico e più tardi una piccola chiesa bizantino-normanna.

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Vista di Monte Pellegrino dal prato di Palermo

Ampiamente ricca è la tradizione cristiana del Monte Pellegrino le cui testimonianze risalgono al secolo settimo dopo Cristo, ovvero in epoca bizantina. La “formula” del Monte Pellegrino come simbolo di montagna sacra, punto di contatto tra terra e cielo, tra condizione divina e condizione umana, fu largamente fagocitata dalla religione cristiana. Da questa concezione prese forma l’eremitaggio sul Monte come opportunità di elargire la propria vita a Dio.

Il Monte Pellegrino si veste di diverse sfumature e colore, si tinge di violetto, di rosa, di ogni tonalità di grigio in relazione alle diverse e variegate condizioni atmosferiche che caratterizzano la sua posizione.

Santuario di Santa Rosalia

Il Santuario di Santa Rosalia è un luogo di culto palermitano edificato intorno al diciassettesimo secolo, in onore della nuova santa patrona della città.

La leggenda racconta che nel 1624 una donna, Girolama Gatto, prossima alla dipartita, vide in sogno una fanciulla vestita di bianco, Rosalia, “Santuzza”, la quale le promise la guarigione qualora fosse salita sul Monte Pellegrino per ringraziarla. La donna, febbricitante, assieme a due amiche salì sul Monte e dopo aver bevuto l’acqua che sgorgava dalla grotta si addormentò. La fanciulla le apparve nuovamente in sonno confessandole dove si trovavano le sue reliquie. La cosa venne riferita ai frati francescani ed al cardinale il quale però dubitò dell’autenticità delle reliquie.

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L’interno del Santuario di Santa Rosalia, sul Monte Pellegrino a Palermo

Nello stesso anno (1624) in cui a Palermo la peste causava innumerevoli morti, lo spirito di Rosalia apparve in sonno ad un cacciatore la cui moglie era morta di peste ma l’uomo non lo aveva denunciato; per questo motivo scappò sul Monte dove gli apparve Rosalia, la quale gli disse che sarebbe anch’egli morto di peste a meno che lui non avesse comunicato al Cardinale di non mettere più in dubbio la sua parola. Rientrato in città il cacciatore prima di morire di peste confessò ciò che gli era stato rivelato.

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Statua in oro all’interno del Santuario di Santa Rosalia

L’anno seguente, nel 1625, l’urna costruita per le reliquie fu portata in processione con forte e sentita partecipazione da parte dell’intera popolazione. La grotta dove visse e morì la Santuzza è attualmente un santuario e meta di numerosi pellegrinaggi.

Contatti utili

Telefono: +39 091 540326

Indirizzo: Via Pietro Bonanno, 90142 Montepellegrino, Palermo

Email: santuariosantarosalia@gmail.com