Il Lazzaretto di Ancona è un edificio del XVIII secolo situato su di un’isola artificiale, accessibile in origine solamente con l’utilizzo di imbarcazioni. Questo luogo era dedicato all’isolamento dei malati contagiosi, che venivano messi in quarantena all’interno di questa struttura. Oggi questo luogo è sede di mostre ed eventi culturali di vario genere.

Cenni storici

L’origine del Lazzaretto di Ancona risale al XVIII secolo, epoca in cui la città conobbe un periodo di rinnovato splendore, grazie allo sviluppo economico agevolato dalla decisione di papa Clemente XII di dichiarare la città porto franco nel 1733. Il porto venne completamente ridisegnato da Vanvitelli, che progettò il nuovo molo ed il Lazzaretto, un’isola artificiale a perimetro pentagonale realizzata tra il 27 Luglio 1733 ed il 1743 nella zona meridionale del porto stesso.

All’inizio il Lazzaretto di Ancona era polifunzionale, assolveva infatti a numerosi compiti quali quello di fortificazione a difesa del porto, deposito merci, frangiflutti e, ovviamente, lazzaretto cittadino. Proprio per quest’ultima ragione venne costruito al di fuori del territorio della città, e si è trovato ad assumere posizioni di importanza fondamentale dapprima nel corso dell’assedio di Ancona da parte degli austriaci, quando la città era stata occupata dai francesi nel 1799, quindi nel corso della prima guerra mondiale.

Lazzaretto di Ancona
Il Lazzaretto di Ancona visto dall’alto, risulta evidente il suo perimetro pentagonale

Il Lazzaretto di Ancona divenne anche un vero e proprio ospedale, fino a cambiare radicalmente funzione nel 1884, quando venne adibito a raffineria di zucchero. Nel 1947, in seguito alla fine della seconda guerra mondiale, la struttura venne riciclata per l’ennesima volta, diventando un deposito di tabacchi. Solo nel 1997 il comune di Ancona acquistò la proprietà del lazzaretto, dando il via alle restaurazioni di rito che riportarono l’edificio al suo aspetto originario, senza però eliminare tutte le aggiunte apportate alla struttura nel corso dei secoli. Nell’angolo sinistro esterno della struttura, sul lato di porta Pia si può trovare una targa in bronzo che commemora l’attacco sventato dei sabotatori asburgici al porto di Ancona, avvenuto nel 1918.

Ad oggi il lazzaretto è divenuto sede di mostre temporanee ed eventi culturali di vario genere, una porzione dell’ala ristrutturata ospita il Museo tattile statale “Omero” ed il suo nome è stato ufficiosamente cambiato dallo stesso comune in “Mole Vanvitelliana”; come tale viene infatti indicato in ogni dicitura che lo riguardi. Nell’immaginario collettivo tuttavia esso è sempre stato, e continua effettivamente ad essere, l’antico Lazzaretto di Ancona.

Lazzaretto di Ancona
Un particolare del Lazzaretto di Ancona

Cosa vedere al Lazzaretto di Ancona

Il Lazzaretto di Ancona è situato all’interno del porto, su di un’isola artificiale di superficie pentagonale. La sua stessa forma può evocare, nel richiamo al numero cinque, il potere dell’uomo di modificare ciò che lo circonda secondo i precetti della numerologia.  Esso possiede tre ponti che lo collegano alla terraferma, ed occupa circa 20 chilometri quadrati di superficie. Il canale artificiale che divide la struttura dalla terraferma, alla stregua di un fossato, è chiamato Mandracchio.

All’inizio il lazzaretto era accessibile solo tramite l’utilizzo di imbarcazioni, ed una fitta rete di cisterne sotterranee assicurava un rifornimento idrico adeguato e costante. Erano infatti tre i pozzi dai quali si poteva attingere l’acqua, ed erano situati nel tempio neoclassico di San Rocco. Questo tempio, dedicato non a caso al santo protettore dalla peste e dalle epidemie, era aperto su quattro lati, il che permetteva un afflusso omogeneo di persone senza che queste dovessero per forza entrare in contatto tra loro.

Il tempietto neoclassico posto all'interno del Lazzaretto di Ancona
Il tempietto neoclassico posto all’interno del Lazzaretto di Ancona

Il Lazzaretto di Ancona era in grado di ospitare fino a 2000 persone, confinate nella parte interna della struttura, mentre nelle stanze esterne potevano venire stipate merci in grande quantità. Un rivellino s’affaccia verso il mare ed era stato pensato per difendere il porto, mentre oggi ospita la società sportiva SEF Stamura e la base nautica dell’Istituto nautico Elia.

Come arrivare al Lazzaretto di Ancona

Per arrivare al Lazzaretto di Ancona dalla via Flaminia, in corrispondenza della stazione ferroviaria di Ancona, proseguire verso Nord lungo via Guglielmo Marconi, continuare fino alla rotonda quindi tornare indietro ed imboccare la Banchina Giovanni da Chio. La struttura si trova poco più avanti, sulla sinistra.

Orari e tariffe

Il Lazzaretto di Ancona è aperto tutti i giorni dal martedì al sabato dalle 16:00 alle 19:00, mentre l’orario della domenica e dei festivi va dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00.

L’ingresso alla struttura è gratuito.

Contatti

Indirizzo: Banchina Giovanni da Chio, 28, 60121 Ancona
Telefono: 071 222 5019