A Belgrado si trova un parco di enormi dimensioni situato proprio nel centro della città, più precisamente nella municipalità di Stari Grad. Questo luogo è chiamato Kalemegdan, un nome di derivazione turca, ed è situato sulla cima di una collina alta 125 metri, che si abbassa ripidamente da un lato fino ad arrivare alla confluenza del Sava nel Danubio, mentre il declivio che degrada in direzione del centro della capitale serba è decisamente meno scosceso.

Cenni storici

Per conoscere e capire la storia del Kalemegdan, c’è da partire dalla radice etimologica del suo nome, che in turco significa fortezza della battaglia (dai vocaboli kale, “fortezza” e meydan, “battaglia”). Il parco circonda infatti un’antica fortezza che fu teatro di numerosi assedi alla città di Belgrado e vere e proprie battaglie campali.

La prima fortificazione eretta in queste zone fu un castrum romano risalente al I secolo a.C., posto proprio alla confluenza del Danubio con la Sava e consistente nell’accampamento della IV Legione Flavia. Questo castrum, chiamato Singidium, venne distrutto dagli Avari e dagli Unni, e successivamente ricostruito nel VI secolo solo per venire ancora una volta raso al suolo nuovamente dagli Avari, e quindi dagli Slavi. Questa costruzione è di fondamentale importanza dal punto di vista storico, poiché da quando venne ricostruita (si suppone tra l’VIII ed il IX secolo) rappresentò per diversi secoli l’unica area abitata di Belgrado.

Kalemegdan a Belgrado
Le possenti mura della fortezza, situata sulla collina che domina l’intero panorama del parco di Kalemegdan

Nel XII secolo vennero ricostruite le mura romane, e Stefan Lazarevic nominò la città di Belgrado capitale dello Stato serbo nel XIV secolo. La fortezza venne in seguito ricostruita e distrutta per ben tre volte nel corso del 1700, ed assurse al ruolo di una delle più importanti fortificazioni di tutta Europa nel corso dell’occupazione austriaca, dal 1717 al 1739. L’importanza di questa costruzione militare iniziò a venire meno in seguito alla vittoriosa rivolta contro i turchi del XIX secolo, che sancì l’indipendenza della nazione (allora principato di Serbia) dall’Impero Ottomano; nel 1869 cominciarono i lavori per trasformare la zona circostante l’edificio in un parco.

Attorno al 1891 furono costruite strade e piantati alberi nei pressi di Kalemegdan, e nei decenni successivi vennero eretti numerosi edifici, ed il parco fu progressivamente aumentato ed abbellito.

Cosa vedere

A Kalemegdan si possono ammirare numerosi edifici e monumenti storici sorti nel corso dei secoli, che rappresentano un’importantissima testimonianza del passato di Belgrado. Ecco quali sono:

Fortezza di Belgrado

Di quella che un tempo era una delle più possenti ed importanti fortezze d’Europa, ad oggi non è rimasto in piedi esattamente granché del suo splendore originale, giusto poche testimonianze ancora capaci di sorreggersi sulle proprie fondamenta. Ma le possenti mura, i bastioni, i fossati e qualche fortificazione superstite possono dare l’idea, con un po’ di immaginazione, di ciò che la fortezza sia stata nella sua epoca d’oro. Questa struttura è uno degli edifici storici più importanti di tutta Belgrado, poiché tra le sue rovine vi sono lasciti di epoca romana, bizantina, ottomana ed austriaca.

Statua del Vincitore

Questa statua venne costruita per commemorare la vittoria della prima guerra mondiale ai danni dell’Impero Austro-Ungarico, ed è un’opera dello scultore croato Ivan Meštrović. Questa statua venne realizzata per essere esposta al centro della Rgt Republike, la piazza più importante della capitale serba, ma la sua nudità fece così clamore e scandalizzò la comunità a tal punto che le autorità preferirono innalzarla sulla collina della fortezza. Così ora il Vincitore ignudo, col suo sguardo severo ed impassibile, fissa l’intersezione tra il Danubio e la Sava. Ed i cittadini serbi possono girare tranquillamente per il centro della città, senza il timore di poter venire conturbati nel proprio senso di pudicizia morale dalla tenuta adamitica di questa bellissima opera d’arte.

Kalemegdan a Belgrado
La bellissima statua del Vincitore, innalzata sulla sommità di una colonna scanalata in tutto il suo procace splendore

Fontana di Mehmet Pascià

Questa fontana risale al XVI secolo, e venne intitolata a Mehmed-Pasa Sokolovic, un cristiano rapito dagli ottomani in tenera età e convertito all’Islam, affinché diventasse giannizzero. Nel 1555, grazie alle sue gesta, riuscì ad accattivarsi le simpatie e l’ammirazione del Sultano, che finì col nominarlo Terzo Visir. Non si tratta comunque di un caso isolato, poiché a partire pressappoco dal 1380 era pratica comune coscrivere giovani cristiani tra i 6 ed i 9 anni per infoltire le fila dei giannizzeri, la guardia personale del Sultano. Questa fontana è uno dei pochissimi resti di matrice ottomana ancora in piedi.

Mausoleo ottomano

Realizzato nel XVIII secolo allo scopo di custodire al suo interno la tomba di un Visir ottomano morto proprio a Belgrado, venne in seguito dedicato dagli stessi turchi al Gran Visir Damad Ali-paša. Quest’ultimo morì infatti nella battaglia contro l’esercito degli Asburgo nel corso del XIX secolo, ma il suo corpo non venne mai traslato all’interno di questa struttura.

Cappella della Grande Madre di Dio

Questa cappella venne innalzata tra il 1867 ed il 1869 in sostituzione di una precedente cappella situata proprio nello stesso sito, e recante lo stesso identico nome. La cappella originale, eretta per volere di Stefan Lazarevic, fu infatti distrutta nel 1521 dagli Ottomani, nel corso della loro personale opera di annichilimento nei confronti delle rappresentazioni del cristianesimo e della vita occidentale. Questa struttura venne seriamente danneggiata nel corso della prima guerra mondiale, ma fu successivamente restaurata nel 1925.

Istituto per la protezione del patrimonio culturale

Questo istituto ha come fine quello di preservare il patrimonio culturale e monumentale di Belgrado, e la sua sede è ospitata da una palazzina costituita da due piani, la cui facciata che presenta una caratteristica intelaiatura a traliccio.

Kalemegdan a Belgrado
Il rigoglioso parco di Kalemegdan, abbracciato ad Ovest dal corso della Sava

Come arrivare al Kalemegdan

Per raggiungere Kalemegdan dalla stazione ferroviaria di Belgrado salire verso Nord lungo via Karadordeva, e percorrere questa strada sempre dritto, fino a trovare il parco. Kalemegdan dista circa 3 chilometri dalla stazione.

Le fermate del tram più vicine sono quelle di PristaništeTadeuša Košćuka, e Beko, mentre la fermata degli autobus più vicina è quella di Studentski Trg. Il parco di Kalemegdan si trova inoltre a soli pochi passi di distanza dalla stazione ferroviaria di Beograd Donji Grad.

Prezzi

Il parco di Kalemegdan è liberamente accessibile al pubblico, così com’è disponibile in loco una guida cartacea sulla fortezza, distribuita gratuitamente ai turisti. E’ inoltre possibile noleggiare una guida audio al prezzo di 300 dinar (circa 2,50 euro).

E’ anche possibile visitare i vari resti delle costruzioni antiche pagando per l’entrata al singolo monumento (per un costo variabile dagli 80 ai 200 dinar, più o meno da 60 centesimi ad 1,60 euro) o acquistando un biglietto valido per tutti i siti, dal costo di 400 dinar (3,30 euro).

Contatti

Indirizzo: Terazije 3/V 11000, Belgrado
Telefono: +381 11 262 0685
Sito web: www.beogradskatvrdjava.co.rs
E-mail: office@beogradskatvrdjava.co.rs