I vigneti delle Langhe dichiarati patrimonio dell'Unesco

L’Unesco ha inserito nel suo patrimonio protetto anche i vigneti del Barolo e del Barbaresco, nonché quelli del Dolcetto, del Nebbiolo, del Roero, dell’Arneis, del Barbera, dello Spumante e, per finire, del Moscato d’Asti. Tutti questi vigneti rappresentano il 50° sito patrimonio dell’umanità italiano, e costituiscono un’eccellenza da preservare nel futuro. Chi ha visitato le colline di LangheRoero e Monferrato, conosce perfettamente la perfezione delle vigne e i paesaggi spettacolari, che sembrano disegnati appositamente da un architetto. I loro nomi, Barolo, Monforte, Serralunga, Nizza e Canelli, derivano dai paesi che danno i nomi ai vini, frutto di sapiente lavoro eseguito a regola d’arte. Anche a Doha, nel Quatar, hanno apprezzato il lavoro di generazioni di contadini e vignaioli che costituisce la base fondamentale per dare vita ad un prodotto dal gusto straordinario.

E’ così che oggi le vigne vengono considerate dall’Unesco come un’opera di Michelangelo o di Leonardo, qualcosa da proteggere nel tempo per conservarne il sapore antico e originale di una volta. Un riconoscimento che ha avuto un percorso abbastanza lungo, iniziato dieci anni fa, e che arriva in un momento propizio per la viticoltura italiana e piemontese, che ad oggi può contare su esportazioni in rilancio dopo anni di stallo e di frenata.

L’assessore regionale alla Cultura, Antonella Parigi, dichiara: “E’ un’emozione essere negli Emirati a parlare del nostro piccolo Piemonte e a farci dire che le nostre colline sono un patrimonio inestimabile da preservare. La nomina è il frutto di dieci anni di lavoro caparbio. Vi hanno creduto giunte di colori diversi e, soprattutto, il territorio. Siamo davanti a regioni come la Bourgogne e la Champagne che stanno preparando ora i loro dossier. Per una volta siamo arrivati primi”.

Uno splendido risultato, che si aggiunge anche alla notizia che a diventare patrimonio dell’Unesco è stata anche la Chauvet, uno tra i più importanti siti preistorici che si trovano nel sud della Francia. Anche la cittadella di Ebril e il Cammino degli Incas sono rientrati nel patrimonio tutelato; due capolavori spettacolari che vale la pena proteggere. Il Cammino degli Incas attraversa l’America del Sud, toccando sei Paesi: Perù, Cile, Colombia, Ecuador, Argentina e Bolivia, con straordinarie vedute e punti altissimi, anche di 5000 metri di altitudine.