Vilnius è una delle più note mete turistiche dell’area baltica, soprattutto grazie al suo splendido centro storico barocco che è stato dichiarato, tanta è la sua bellezza, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

La città gode di un clima molto piacevole che la rende una meta perfetta anche in piena estate, quando le temperature arrivano a toccare un massimo di 30° C. In inverno le temperature sono decisamente basse, ma non troppo considerando la sua posizione molto a nord, arrivando a picchi di -25 gradi.

Vilnius è il luogo ideale per chi cerca da una vacanza in città luoghi culturalmente e architettonicamente stimolanti, un’atmosfera creativa e vivace e una bella nightlife per concludere al meglio le giornate.

Cosa vedere

La città è suddivisa in quartieri e ciascuno ha delle caratteristiche uniche. Uzupis è tra i più interessanti da visitare: quest’area della città pullula di laboratori artistici, di caffè, di librerie dall’atmosfera bohemienne e anticonformista tanto da diventare una vera e propria attrazione turistica.

Nella piazza centrale di Uzupis potrete fare una foto al bell’angelo che suona, simbolo di pace e dei libertà. In centro città ci sono tantissimi monumenti, palazzi e luoghi di culto di grande interesse, come la cattedrale dedicata a sant’Elena o il castello del granduca Gediminas. Merita una visita il museo delle vittime del genocidio e non mancate di dare uno sguardo alla statua dedicata al rocker Frank Zappa che si trova su via Kalinausko.

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La stanza delle escuzioni al Museo del KGB

Il Museo del KGB

Il Museo delle Vittime del Genocidio, conosciuto anche come Museo del KGB, si trova all’interno del palazzo che un tempo era il quartier generale dei servizi segreti sovietici in Lituania, dal 1940 al 1991.

Solo la visita alla struttura basterebbe per comprendere qual’era la realtà della dominazione russa infatti, i lugubri ed intricati corridoi, per non parlare della prigione, lasciano trasparire tutta la disperazione ed il dramma vissuto dal popolo lituano.

Ma il museo non è solo dedicato alla repressione sovietica, si interessa anche dell’occupazione tedesca che, nel 1941, portò all’interno del palazzo il quartier generale della Gestapo.

Infatti, Vilnius è stata fortemente colpita dalla campagna antisemita nazista e, in soli tre anni, vide uccise circa 100.000 persone, un terzo degli abitanti della città. Potrete entrare a visitare le celle di segregazione e le stanze di tortura in cui la vostra immaginazione non avrà difficoltà ad elaborare le immagini di ciò che accadeva all’interno di queste anguste stanze.

La visita comprende, inoltre, i cortili di ricreazione e la stanza degli interrogatori. L’istituzione del museo risale al 1992 e al suo interno sono esposti una serie di oggetti che toccano varie tematiche legate a diversi periodi della storia Lituana.

Gli oggetti illustrano le atrocità perpetrate dagli agenti del KGB nei confronti dei rappresentanti del movimento di dissidenza lituano e del clero. Tra le sezioni più interessanti vi segnaliamo quella legata alla guerra partigiana del 1944-1953 e quella sulla deportazione del ’44.

Di forte impatto emotivo è la stanza delle esecuzioni che sotto il pavimento di vetro espone oggetti di uso quotidiano appartenuti a vittime del genocidio. All’esterno del palazzo potrete vedere, incisi sulle pareti, i nomi delle vittime, ovvero di tutti gli oppositori politici del regime comunista che hanno perso la vita tra queste mura.

Il Museo delle Vittime del Genocidio si trova in Auku str. 2a ed è aperto tutti i giorni.

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La Cattedrale dei Santi Stanislao e Ladislao

La Cattedrale dei Santi Stanislao e Ladislao

La Cattedrale dei Santi Stanislao e Ladislao è il principale luogo di culto di Vilnius e una meta imperdibile in città, si trova nel cuore della “città vecchia”, proprio al centro dell’omonima piazza.

La chiesa sorge su un sito su cui, originariamente, sorgeva un tempio pagano dedicato al dio del tuono Perkunas. Nel corso dei secoli si susseguirono diverse edificazioni, ristrutturazioni ed ammodernamenti che hanno portato alla struttura attuale: una splendida architettura neoclassica che spicca per il suo candore.

La particolarità della basilica è la torre campanaria, alta 57 metri, staccata dal corpo della chiesa. La progettazione della Cattedrale dei Santi Stanislao e Ladislao è stata affidata all’architetto Laurynas Gucevicius e le opere furono iniziate nel 1779, dopo la totale demolizione della precedente cattedrale e i lavori di costruzione durarono solo 4 anni.

La basilica è caratterizzata da un portico coronato da un frontone e una facciata adornata dalle statue di San Stanislao, San Casimiro e Sant’Elena. L’interno è tipicamente neoclassico, semplice e severo, ornato da diversi quadri che raffigurano i dodici apostoli.

Fa parte della basilica la cappella barocca di San Casimiro, dove merita di essere visto l’altare con l’altorilievo raffigurante la Gloria della Vergine ed un’antica immagine bizantina di San Casimiro.

In passato la cattedrale è stata teatro delle incoronazioni di alcuni sovrani e granduchi di Lituania e di Polonia. Durante l’occupazione sovietica l’edificio fu trasformato in un magazzino per i carri e poi in una galleria d’arte.

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Particolare dei pinnacoli della Chiesa di Sant’Anna

La Chiesa di Sant’Anna

La Chiesa di Sant’Anna è una delle architetture più belle che potrete vedere in città: si tratta di una splendida costruzione in stile gotico e gotico fiammeggiante che è una dei monumenti più amati a Vilnius.

La chiesa sorge sulle rive del fiume Vilnia e la sua costruzione risale al 1394. L’opera fu voluta da Anna, moglie del re Vytautas il Grande, la quale desiderava donare ai fedeli tedeschi e ai visitatori di passaggio un luogo di preghiera.

Nei secoli la chiesa ha subito alcuni interventi che l’hanno parzialmente modificata, ad esempio, alla fine del 1400 fu rimaneggiata dai Francescani e, verso il 1582 fu in parte ricostruita dopo un grave incendio che la colpì seriamente. Alcuni lavori di restauro furono eseguiti anche in epoca contemporanea, nel 1909 e tra il 1960 ed il 1970.

La struttura è davvero splendida inoltre, in una città quasi totalmente in stile barocco, la sua facciata gotica realizzata in mattoncini rossi, risalta ulteriormente, per non parlare dei pinnacoli sormontati da croci di metallo.

Una leggenda è legata al colore rosso della chiesa: si narra che l’architetto che si occupò della realizzazione dell’opera, Vaitiekus, una sera, preso dalla collera verso suo genero e collaboratore, un manovale di nome Jonas, lo colpì a morte sulla testa con un mattone e il sangue del giovane colorò i mattoni di quell’intensissimo rosso che la rende unica.

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Il Castello di Gedeminas

Il Castello di Gedeminas

Questa bella roccaforte si trova appena dietro la cattedrale su una collina alta 57 metri ed è stata dedicata al fondatore della città, il granduca Gedeminas. Alcuni scavi effettuati sull’area in cui sorge il castello, hanno rivelato che in passato vi sorgeva un’altra fortificazione in legno sostituita, nel XV secolo, da una struttura in mattoni che fu circondata da mura.

Purtroppo dell’intera fortificazione rimane solamente il bastione esagonale in cima alla collina che è divenuto uno dei simboli indiscussi della città,; non a caso, sulla torre sventola la bandiera lituana.

La torre è visitabile anche internamente dove potrete vedere una mostra che racconta le vicende e le storie del castello e della città: si tratta di un piccolo museo fondato nel 1960. Oltre ad essere un monumento interessante, la torre è il posto ideale per ammirare un bellissimo panorama di tutta la città.

La passeggiata che vi porta sulla collina del castello è piacevole e abbastanza veloce, ma se proprio non ne volete sapere di fare fatica, potrete usare la funicolare e arrivare in cima in un solo minuto.

La collina del castello è un luogo emblematico per la città e per tutta la nazione, infatti sembra che proprio da qui sia partita la famosa “Via Baltica”: la catena umana che, nell’agosto del 1989, unì Vilnius, Riga e Tallin nella protesta contro l’occupazione sovietica.

Vilnius è una città che ha sofferto e non ha paura di dimostrarlo ma, allo stesso tempo, ha saputo riprendersi e valorizzare il suo ricco patrimonio: è una meta turistica davvero interessante!