Capitale dello Stato di Haiti, uno dei Paesi più poveri al mondo, Port-au-Prince è stata sconvolta dal terremoto del 2010, che ha messo la città e l’intera isola di Haiti letteralmente in ginocchio. Le condizioni di estrema indigenza in cui versa buona parte della popolazione haitiana hanno subito, dopo il terremoto, un netto peggioramento. Nonostante ciò, Port-au-Prince resta una città bellissima da visitare, così come tutta l’isola, grazie alle numerose attrazioni turistiche (non solo paesaggistiche) per i visitatori.

Geograficamente, Port-au-Prince sorge sul Golfo di Gonâve, nella parte occidentale dell’isola di Hispaniola, un’isola dei Caraibi divisa a metà con la Repubblica Dominicana. La capitale haitiana è il centro economico e culturale dello Stato di Haiti, ed era così già dai tempi della civiltà precolombiana Arawak, che gestiva l’isola prima dell’arrivo dei conquistadores.

Oggi, è difficile calcolare con certezza quanti siano gli abitanti di Port-au-Prince, a cause delle numerose baraccopoli situate sulle colline della città: secondo una stima, comprendendo anche l’area urbana, Port-au-Prince avrebbe quasi 3 milioni di abitanti, la maggior parte dei quali di etnia afro-americana, anche se la gestione della vita economica è perlopiù in mano alla minoranza mulatta. Seguite il nostro consiglio: se ne avete la possibilità, fate un salto a Port-au-Prince… scoprirete una città ferita, ma con un’immensa voglia di rialzarsi.

Cosa vedere

In questo breve elenco vi illustriamo i principali poli di attrazione turistica per i visitatori della città. La lista, volutamente indicativa, mostra soltanto i principali di essi: sta a voi scoprirne di nuovi!

Il MUPANAH

Il Musée du Panthéon National Haïtien (conosciuto anche come MUPANAH) è senza dubbio uno dei musei più importanti della capitale haitiana. Il Museo si propone lo scopo di perpetuare e diffondere la memoria dei Padri Fondatori, e di gestire il grande patrimonio documentario in esso custodito, che concerne tutti gli aspetti della cultura nazionale.

All’interno del museo, che come detto gestisce una grande mole di materiale documentario e non (come ad esempio la pistola del suicidio di re Henri Cristophe e l’ancora arrugginita della Santa Maria, una delle navi di Cristoforo Colombo) si sta inoltre sviluppando un centro educativo e culturale che ricostruisce e analizza le fasi salienti della storia haitiana.

Non ci sarà nessun posto, a Port-au-Prince, dove poter meglio conoscere ed apprezzare l’affascinante storia di quest’isola, sia per quel che riguarda le civiltà pre-colombiane che l’hanno abitata, sia per quel che concerne la storia degli ultimi due secolo.

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Il cortile esterno del MUPANAH

Fort Jacques e Fort Alexandre

Fort Jacques e Fort Alexandre rappresentano una parte di un sistema di fortificazione improvvisato da parte dell’imperatore Jean-Jacques Dessalines, con lo scopo di impedire il ritorno dei francesi dopo che l’isola di Haiti aveva raggiunto la sua indipendenza, ottenuta il 1° gennaio del 1804.

Il nome dei forti deriva proprio dall’imperatore (il Fort Jacques) e da un’altra personalità di spicco del periodo a cavallo tra Sette-Ottocento, Alexandre Pétion (il Fort Alexandre), che si occupò della loro costruzione sulle colline di Kenscoff, nell’arrondissement di Port-au-Prince, ma di poco ad est della città vera e propria.

Dopo la morte di Dessalines, il Fort Alexandre fu abbandonato; ancora oggi, la storica fortezza versa in cattive condizioni, a differenza di Fort Jacques, restaurato di recente, visitando il quale si può ammirare in tutto il suo splendore la baia di Port-au-Prince.

Il Mercato di Ferro

Il Mercato di Ferro, chiamato anche Hyppolite o Vallières, è il più conosciuto tra i mercati pubblici di Port-au-Prince, oltre ad essere uno dei monumenti più emblematici della città. Fu costruito nel 1890, su iniziativa del presidente Florvil Hyppolite, che ha acquistato questo edificio metallico costruito a Parigi; inizialmente, questo edificio era destinato ad una stazione ferroviaria di Il Cairo.

Il mercato è composto da due sale di solo ferro di circa 2.000 metri quadri ciascuna, collegati tra loro da un portico in metallo nella parte superiore del frontone, dove è situato un orologio. Gli edifici, dipinti in rosso e in verde, sono stati più volte bruciati, ed è stato abbandonato dopo il terremoto del 2010.

L’edificio, nel frattempo dichiarato patrimonio storico nazionale, verrà ricostruito in un solo anno, con l’aggiunta sul tetto di 533 pannelli solari per la fornitura di energia elettrica al mercato: il 13 gennaio 2011, il nuovo mercato è stato ufficialmente inaugurato, ricostruito come il progetto originario.

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L’orologio del Mercato di Ferro, una delle principali attrattive della capitale haitiana

Il Palazzo Nazionale

Partiamo subito col dire che, attualmente, il Palazzo Nazionale di Port-au-Prince è stato abbattuto, in seguito al crollo dovuto al terremoto del 2010, che distrusse gran parte dell’edificio. Prima di questo catastrofico evento, l’edificio era la residenza ufficiale del Presidente della Repubblica.

Prima di questo, sullo stesso terreno sorgeva un edificio che venne distrutto completamente da una violenta esplosione nel 1912, che uccise l’allora presidente Cincinnatus Leconte e centinaia di soldati; l’ultimo edificio, venne edificato nel 1918, su progetto dell’architetto haitiano Georges Baussan, seguendo le linee dell’architettura neorinascimentale francese.

Il terremoto ha, come detto, distrutto gran parte dell’edificio: una cupola è collassata, quella centrale è franata in avanti, distruggendo le colonne e il portico d’entrata. Dopo aver declinato un’offerta della Francia per la ricostruzione dell’edificio, il governo di Haiti ha deciso di demolire totalmente l’edificio (demolizione avvenuta negli ultimi mesi del 2012); attualmente, sono in attesa di partire i lavori per la sua ricostruzione!

La Cattedrale di Port-au-Prince

Così come il Palazzo Nazionale, anche la Cattedrale di Nostra Signora dell’Assunzione o, più semplicemente, la Cattedrale di Port-au-Prince, fu distrutta dal terremoto del 2010, e attualmente è in attesa di ricostruzione.

La Cattedrale fu costruita tra il 1884 e il 1914, e fu consacrata il 13 dicembre 1928, divenendo la Cattedrale della Arcidiocesi di Port-au-Prince.  Questo devastante terremoto, ha fatto sì che il tetto e le torri che fiancheggiano l’ingresso principale siano crollate, anche se le parti inferiori delle pareti sono rimaste in piedi. Il terremoto ha distrutto anche gli uffici dell’arcidiocesi; durante il crollo, sono rimasti uccisi l’arcivescovo Joseph Serge Miot e il Vicario Generale Charles Benoit.

Nel mese di marzo 2012, l’arcidiocesi di Port-au-Prince ha lanciato un concorso internazionale di design, invitando gli architetti di tutto il mondo a presentare idee sulla ricostruzione della cattedrale che, nel giro di pochi anni, siamo sicuri tornerà allo splendore di un tempo!

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La Cattedrale di Port-au-Prince dopo il terremoto del 2010