La provincia di Forlì-Cesena è una provincia dell’Emilia-Romagna che ha nel suo capoluogo la città di Forlì, nata dal punto di vista storico insieme al regno d’Italia con la creazione della Provincia di Forlì, alla quale fu annessa anche Cesena nel 1999.

Le sue origini risalgono all’epoca romana, ma recenti scavi archeologici hanno confermato che la zona fosse abitata già nel corso della preistoria. Nel corso del medioevo, attorno al XI secolo Forlì e Cesena si proclamarono comuni liberi, ma nel 1504 tornarono entrambi sotto il dominio dello Stato della Chiesa fino al 1796, ovverosia fino alla discesa dei Francesi in Italia.

Forlì e Cesena vennero poi annesse al Regno di Sardegna nel 1860, il quale divenne poi il Regno d’Italia solo un anno più tardi.

Cosa vedere

Quando si parla della provincia di Forlì-Cesena si parla della storia di due città distinte, vicine dal punto di vista geografico ma spesso contrapposte sotto quello idealistico, al punto che le loro discordanze sfociarono spesso in conflitti armati.

Nel territorio della provincia sono presenti diversi monumenti tuttora in piedi, che testimoniano il gran numero di vicende che sono andate consumandosi nel corso dei secoli in questi luoghi, accrescendo enormemente il pedigree storico, artistico e culturale di Forlì-Cesena.

Rocca Malatestiana

Uno degli edifici più importanti in questo senso è la Rocca Malatestiana, edificata a Cesena per volere di Galeotto I Malatesta tra il 1380 ed il 1477 sulle ceneri della precedente Rocca Vecchia, a sua volta costruita nei pressi del sito ove sorgeva la Rocca Antica.

La Rocca Malatestiana
La Rocca Malatestiana

La Rocca Malatestiana mantenne il suo status di fortezza militare fino alla discesa di Napoleone in Italia, e sul finire del XVIII secolo venne gradatamente trasformata in un carcere, per poi essere riacquistata dal Comune nel 1970. Ad oggi ospita il Museo Storico dell’Agricoltura all’interno della Torre Femmina, e nel corso degli anni, grazie alle varie restaurazioni, è stato possibile rendere accessibili ai turisti diverse sezioni della rocca come la Torre Maschio, i camminamenti interni ed i bastioni.

Rocca di Ravaldino

Altra rocca particolarmente famosa è la Rocca di Ravaldino situata a Forlì, edificata pressappoco tra il 1300 ed il 1400, quando in città era stata segnalata la presenza di due rocce. Una di queste era proprio la Rocca di Ravaldino, o meglio era una fortificazione che lo sarebbe presto diventata.

Nel 1423 la rocca presentava ancora le sue vecchie forme trecentesche, e solo nel 1471 cominciarono i lavori per la sua modernizzazione, iniziati da Pino III Ordelaffi e conclusi poi da Girolamo Riario il 14 Giugno 1481. La Rocca di Ravaldino presentava anche una cittadella, costruita sempre per volere di Riario allo scopo di contenervi un intero esercito. Particolare interessante è che questa rocca, come riportano anche le cronache dell’epoca, è sempre stata soggetta all’allagamento del suo fossato e del suo piano sotterraneo.

La Rocca di Ravaldino vista da un'altra angolatura
La Rocca di Ravaldino vista da un’altra angolatura

Porta Schiavonia

Mantenendoci nell’ambito delle antiche strutture difensive di Forlì, un altro monumento di grande rilevanza storica è la Porta Schiavonia, un’antica porta che collegava l’urbe al borgo esterno alle mura in direzione di Faenza, nonché l’unico passaggio dell’antica cinta muraria cittadina scampato alla distruzione.

Porta Schiavonia venne distrutta più volte nell’arco della sua storia, dapprima da Giorgio Odelaffi nel 1413, quindi da Papa Paolo IV nel 1556 perché fosse ricostruita in una posizione strategicamente più favorevole. Nei suoi pressi venne eretto un arco in onore del cardinale Camillo Merlini Paulucci, nella cui nicchia era presente un dipinto della Madonna del Fuoco.

Ad oggi è ancora possibile ammirare le rovine di questa porta, della rocchetta che era stata costruita per proteggerla e di una porzione di quella che era l’antica cinta muraria di Forlì, proseguendo lungo Via del Portonaccio.

La facciata di Porta Schiavonia
La facciata di Porta Schiavonia

Abbazia di San Mercuriale

Tra i residui dell’eccellente passato di Forlì-Cesena non vi sono comunque solo edifici militari, ma anche numerosi luoghi di culto più o meno importanti. Tra questi, sempre a Forlì sorge l’Abbazia di San Mercuriale, una basilica costruita in piazza Aurelio Saffi, nel centro storico della città. Questa abbazia è nata dove un tempo era presente una chiesa dedicata a Santo Stefano, ma con il tempo (verosimilmente tra il V ed il VI secolo) il nuovo edificio religioso cambiò intitolazione, venendo dedicato a San Mercuriale, primo vescovo di Forlì.

Questa abbazia venne sistematicamente distrutta, ricostruita, ristrutturata, modernizzata ed infine riportata alle origini nel corso della sua storia. Dapprima fu la guerra tra Guelfi e Ghibellini a danneggiarla seriamente, e nel 1180 venne costruita un’altra abbazia, poi ampliata tra il XIII ed il XIV secolo.

All’inizio del 1500 si resero necessari ulteriori lavori di ricostruzione, che si protrassero fino alla metà del ‘600, snaturando l’iniziale stile romanico dell’abbazia in virtù di un barocco molto più alla moda. L’edificio venne distrutto ancora nel corso della seconda guerra mondiale, e tra il 1951 ed il 1956 iniziarono i lavori per ricostruirla secondo l’originale progetto trecentesco.

Particolarmente importante è il campanile dell’Abbazia di San Mercuriale, considerato una delle più grandi meraviglie di tutta Italia al momento del suo innalzamento, e preso ad esempio anche per la realizzazione del campanile di San Marco a Venezia.

L'Abbazia di San Mercuriale
L’Abbazia di San Mercuriale

Cattedrale di Santa Croce

Anche la Cattedrale di Santa Croce può essere annoverata tra gli edifici storici più prestigiosi della provincia di Forlì-Cesena. Questa chiesa venne eretta agli inizi del XII secolo, quindi demolita e ristrutturata quasi da zero, su progetto di Giulio Zambianchi. Una rilevanza speciale è sicuramente da attribuire alle sue cappelle, specialmente alla Cappella del Santissimo Sacramento, voluta da Caterina Sforza nel 1490, ed alla Cappella della Madonna del Fuoco, affrescata da Cignani e luogo ove è custodita la xilografia della Madonna del Fuoco risalente al XV secolo.

Parco Urbano Franco Agosto

Merita una citazione anche il parco Urbano Franco Agosto, il più grande parco di Forlì, situato tra le vecchie mura della città ed il centro storico. Questo parco copre ben 26 ettari di terreno, è costeggiato dal fiume Montone ed offre una fantastica oasi di pace immersa nel verde. All’interno del parco sono presenti diversi campi sportivi, ma anche colline, canali artificiali, ponticelli ed un laghetto.

Panchine al parco Urbano Franco Agosto
Panchine al parco Urbano Franco Agosto

Cesenatico

Parlando invece di turismo balneare, la meta per eccellenza della provincia di Forlì-Cesena è rappresentata da Cesenatico, un comune situato tra Rimini e Ravenna, a soli 15 chilometri da Cesena. Cesenatico è una città che ha saputo unire la sua storia, rappresentata dal porto-canale progettato nel XVI da Leonardo da Vinci (ed oggi sede del Museo della marineria) al progresso del boom economico che ha caratterizzato il periodo del secondo dopoguerra, perfettamente sintetizzato e rappresentato dalla costruzione del famoso Grattacielo di Cesenatico.

Il turismo a Cesenatico è un’industria particolarmente prospera, in virtù del grande lavoro fatto proprio dal comune in questo senso, poiché iniziò a focalizzarsi sullo sfruttamento della Riviera romagnola fulcro dal quale espandere la propria attrattività turistica già dai primi anni ’50.

Gatteo a Mare

A soli cinque chilometri da Cesenatico sorge inoltre Gatteo a Mare, una località balneare fortemente turistica con un numero impressionante di hotel, stabilimenti balneari ed esercizi commerciali, letteralmente spremuti all’interno del suo territorio. In questa piccola frazione del comune di Gatteo vengono organizzati anche eventi estivi caratteristici, come la Settimana della Micizia ed i Riviera Beach Games.

Scorcio di uno stabilimento balneare a Gatteo a Mare
Scorcio di uno stabilimento balneare a Gatteo a Mare

Enogastronomia di Forlì-Cesena

La tradizione enogastronomica di Forlì-Cesena non è particolarmente variegata dal punto di vista delle pietanze, molte delle quali hanno un’origine contadina e ruotano attorno allo sfruttamento di pochi ingredienti di base.

Tra i prodotti più comuni della cucina forlivese e cesenate, la prima menzione è quella relativa alla piadina romagnola: semplice, tradizionale, squisita. La piadina romagnola è stata inserita nella lista dei Prodotti agroalimentari italiani, e benché venga non di rado consumata al posto del pane, è universalmente nota nella sua versione farcita con gli ingredienti più disparati; tradizionalmente salsiccia, cipolla, affettati e squacquerone, altro prodotto DOP della Romagna.

Anche la pasta all’uovo è un alimento molto consumato, che vede i suoi campioni più rappresentativi nei cappelletti, nelle pappardelle e negli strozzapreti.

Dove e cosa mangiare a Forlì-Cesena
Un piatto di cappelletti in brodo

Parlando dei secondi piatti, il sovrano delle tavole forlivesi e cesenati è certamente il maiale, del quale solo fino a qualche decennio fa non si buttava via nulla. In alternativa anche il consumo di carni di pollo e coniglio non è raro, così come si possono trovare ristoranti capaci di servire piatti deliziosi a base di cinghiali, lepri e quaglie.

Dal punto di vista dei vini invece non si possono non citare il Sangiovese, adatto ad accompagnare i sapori forti, il Trebbiano, l’Albana, il Pagadebit ed il Cagnina, indicato soprattutto per far risaltare il sapore dei dolci come la ciambella romagnola.

Per ulteriori informazioni sui piatti tipici della provincia ed avere alcuni consigli sui locali in cui gustarli, potrete consultare la guida Dove e cosa mangiare a Forlì-Cesena.