Chieti è una deliziosa e caratteristica città abruzzese dalle origini antichissime. In antichità Chieti portava il nome di Teate, infatti, ancora oggi, i suoi abitanti vengono definiti teatini mantenendo lo stampo latino pregresso. Chieti è sede dell’Università dell’illustre poeta ottocentesco Gabriele D’Annunzio e si distingue in particolar modo anche per la sua peculiare posizione geografica che la vede prossima alla riviera adriatica e, al tempo stesso, vicina al massiccio del Gran Sasso e della Majella.

La città di Chieti si fende in Chieti Alta e Chieti Scalo; la prima incarna la parte antica della città, nel cui centro storico albergano edifici di gran pregio architettonico e dalla commistione di stili differenti. Chieti Scalo, invece, si presenta vestita di modernità e di atmosfere differenti.

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Centro storico di Chieti

Cenni storici

La storia di Chieti è sicuramente molto antica e, secondo quanto narra la leggenda, fu l’eroe greco Achille a fondarne il centro. Lo stemma della cittadina abruzzese, infatti, raffigura Achille su un destriero impugnante, con la mano sinistra, uno scudo su cui sono visibili 4 chiavi, simbolo delle porte della città.
La prima vera grande fioritura di Chieti, Teate, risale all’epoca romana, epoca in cui cominciarono a sbocciare teatri, anfiteatri, templi e terme; fu questo il momento della prima espansione urbanistica. Chieti divenne Municipium nella fase dell’Impero e successivamente venne invasa dai barbari, i quali diedero il via alla parabola discendente della città, conclusasi con l’assedio di Pipino nell’801.

L’acme dello splendore e della meraviglia, Chieti lo raggiunse con Carlo V e, tra il ‘600 ed il ‘700 riuscì, grazie alla presenza degli Scolopi, a rimarcare il suo ruolo di centro culturale. L’espressione della cultura e la relativa diffusione è merito soprattutto del Marchese de Sterlich il quale fu uno tra i primi italiani ad essere in grado non solo di leggere ma anche di commentare le opere di Voltaire, Rousseau ed altri illuministi. Passate le due Guerre Mondiali, Chieti fu protagonista di notevoli espansioni sia nella parte Alta che a Chieti Scalo.

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La città di Chieti, prezioso “scrigno” abruzzese

Cosa vedere

La città di Chieti offre numerose bellezze da ammirare, gustare ed assaporare con gli occhi. Un viaggio in questa città porterà allo sguardo fascino e meraviglia. Tra i diversi regali architettonici, artistici e storici che Teate offre ai suoi visitatori vanno sicuramente menzionate:

Piazza Vittorio Emanuele II

E’ la piazza più importante di Chieti e nella sua spaziosità ospita diversi edifici rappresentativi della città come il Palazzo di Giustizia, il Palazzo Valignani in tutto lo splendore dello stile neoclassico che palesa un cortile a loggia e mostra, su una colonna romana, la statua di Achille a cavallo. Piazza Vittorio Emanuele II dà spazio anche al suggestivo e rinascimentale Palazzo Mezzanotte, risalente alla fine dell’800 ed edificato da Biase Mezzanotte; la Cattedrale di San Giustino svetta con imponenza al centro della piazza.

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La grandiosa Piazza Vittorio Emanuele II a Chieti

Cattedrale di San Giustino

La Cattedrale di San Giustino è indubbiamente la più significativa ed importante chiesa della città di Chieti. Consacrata nel 1609, la cattedrale si manifesta in tutto il suo inconfondibile stile romanico-barocco, dotata di una pianta a tre navate suddivise da pilastri e caratterizzata da un transetto, tre absidi ed un presbiterio. All’interno della Cattedrale di San Giustino si trova una cripta a pianta irregolare che si snoda in sei contenute navate, con la presenza di un’arca in marmo che conserva le reliquie di San Giustino, patrono della città di Chieti.

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La monumentale Cattedrale di San Giustino, patrono della città di Chieti

Anfiteatro Romano

L’Anfiteatro Romano alberga e respira nella parte più alta della città. Nell’anno 1982 furono riesumati resti del I secolo d.C. durante degli scavi effettuati al fine di edificare un serbatoio idrico. L’anfiteatro si presenta in forma ellittica assecondando il “corpo” del terreno in tutte le sue forme e rientra all’interno del Parco Archeologico della Civitella. L’Anfiteatro Romano era connesso in modo diretto con il sistema viario extraurbano a Sud e quello urbano a Nord.

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L’Anfiteatro di Teate, l’antica Chieti

Teatro Marrucino

Il Teatro Marrucino venne inaugurato nel 1818 e prima di vestire questo nome si chiamava Real Teatro San Ferdinando in onore di Ferdinando I di Borbone che, all’epoca, era il sovrano del Regno delle Due Sicilie. Questo storico e simbolico teatro teatino vide sfilare sul suo palco artisti illustri dell’800 e del’900 come Totò, Vittorio Gassman, Carmelo Bene e addirittura l’illustre ed esimio poeta ottocentesco Gabriele D’Annunzio vi recitò un’opera. Dopo la seconda Guerra Mondiale, il Teatro Marrucino venne chiuso e fu protagonista di ristrutturazioni sino alla sua nuova inaugurazione avvenuta nel 1972. Oggi continua ad essere il cuore della cultura teatina.

Teatro Marrucino a Chieti
Vista panoramica dell’interno del Teatro Marrucino a Chieti

Parco archeologico di Juvanum

Il Parco archeologico di Juvanum è un sito archeologico appartenente all’epoca romana che custodisce uno scrigno di meraviglie da scoprireQuesto splendido e fascinoso parco si sviluppa e prende forma nelle serafiche campagne di Montenerodomo, in provincia di Chieti. Si tratta di un parco che accoglie tesori pregressi ed antichi come i due templi siti all’acme dell’Acropoli, costruiti e realizzati intorno al II secolo a.C..

Il primo tempio, più grande rispetto al secondo edificato successivamente, venne strutturato su un podio con lo sguardo diretto ad Est; il secondo tempio venne anch’esso strutturato su un podio quando venne ampliata l’area nella seconda metà del II secolo a.C.. Non sono presenti statue a testimonianza delle divinità dei santuari.

All’interno del Parco archeologico di Juvanum si trovava anche una basilica, la struttura sede dell’amministrazione della giustizia con navata unica rettangolare; il parco ospitava anche il Foro, ovvero un ampio spazio sito nel cuore della piazza che raggiunse l’acme della sua meraviglia durante l’età augustea e rappresentava il ‘melting pot’ delle relazioni sociali.

Oltre ai templi, alla basilica ed al foro, il Parco archeologico di Juvanum dà soggiorno anche ad un teatro, edificato nel corso del II secolo a.C., che veniva utilizzato, oltre che per inscenare rappresentazioni teatrali, per le assemblee politiche. Attualmente, del teatro del parco, sfortunatamente non resta molto da vedere se non fosse per la presenza della parte inferiore della cavea e l’orchestra a pianta semi circolare.

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Il Teatro del Parco archeologico di Juvanum, una meraviglia della provincia teatina