Caserta è la terza provincia della Campania per superficie, numero di abitanti e flusso turistico. Se invece ci spostiamo al solo territorio comunale, dopo Napoli è Caserta il capoluogo di provincia più visitato in Campania, grazie soprattutto alle sue meraviglie architettoniche, per la gran parte ascrivibili al grande architetto Luigi Vanvitelli.

Cosa vedere

L’elenco di monumenti e località da vedere a Caserta sarebbe vastissimo. In questa breve rassegna, vi proponiamo quelli scelti appositamente per voi, tappe obbligate se siete in visita nel capoluogo campano.

La Reggia di Caserta

Quella che è stata definita la ‘Versailles italiana’, la Reggia di Caserta, è indiscutibilmente il complesso monumentale più famoso della città, e uno dei più conosciuti al mondo. La Reggia è infatti la più grande residenza reale al mondo, coprendo una superficie di ben 47.000 metri quadri. Il progettista della Reggia è colui che è stato reso celebre dalla Reggia stessa: Luigi Vanvitelli, l’architetto napoletano di origini olandesi che morì ben prima della effettiva realizzazione dell’opera, voluta dal re Carlo di Borbone.

Oltre al Palazzo Reale, che presenta al suo interno numerose attrattive come, solo per citarne alcuni, lo Scalone Reale, la Cappella Palatina, le stanze dell’Appartamento Vecchio (tra cui la stanza di Federico II) e quelle dell’Appartamento Nuovo, la Reggia di Caserta è famosa nel mondo per il suo meraviglioso parco, composto dalle sue splendide fontane e dai due immensi giardini – quello ‘all’italiana’ e quello ‘all’inglese’ – riforniti dall’Acquedotto Carolino dello stesso Vanvitelli, e al cui interno potrete ammirare la famosa Peschiera Vecchia, un lago artificiale in cui il re era dedito a vere e proprie simulazioni di battaglie navali; alla fine dei due vialoni con le fontane, inoltre, non dimenticare di dare un occhio alla Grande Cascata, un vero e proprio spettacolo architettonico!

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La Grande Cascata della Reggia di Caserta

Belvedere di San Leucio

Quella del Belvedere di San Leucio è innanzitutto un’utopia; utopia del Re Ferdinando che in essa sperimenta una nuova e irripetuta forma di ‘democrazia socialista’, rendendo la vita di questa piccola comunità paradossalmente molto migliore di quella del resto del suo regno; ma è anche e soprattutto una delle industrie seriche più importanti al mondo, ancor oggi sinonimo di pregio e raffinatezza. La storia del Belvedere di Leucio parte quando Carlo di Borbone decide di formare un gruppo di giovani del suo regno all’arte della tessitura, mandandoli a fare apprendistato in Francia.

Nel contempo, comincia a porre le basi per questa inizialmente piccola industria, costruendo i primi edifici e le prime abitazioni, che nel giro di pochi anni attrassero le migliori maestranze europee nel campo della tessitura, attirati da numerosi fattori, quali il numero minore di ore di lavoro e la vita agiata che potevano compiere all’interno di quella che nel frattempo stava diventando una vera e propria comunità, con leggi e statuto propri e indipendenti dal resto del Regno. Il periodo di espansione ebbe un brusco ridimensionamento con le conquiste napoleoniche, che bloccarono l’espansione della comunità, ma non il prestigio dell’industria serica che, da allora, è una delle più apprezzate al mondo.

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Il Belvedere San Leucio, l’utopia socialista di re Ferdinando

L’Acquedotto Carolino

La magnificenza della Reggia di Caserta e il progetto utopico del Belvedere di San Leucio non sarebbero potuti esistere senza l’Acquedotto Carolino, progetto vanvitelliano che aveva l’esplicito scopo di rifornire queste altre due importantissime strutture di Caserta. La struttura idrica coniugava un’incredibile efficienza ingegneristica ad un’indubbia bellezza architettonica, rendendola una delle opere di questo tipo più importanti dell’Ottocento, mettendo in mostra tutto il genio artistico e ingegneristico del Vanvitelli, che nel contempo si stava occupando anche della Reggia di Caserta.

Ma, come abbiamo detto prima, l’Acquedotto Carolino è anche una delle principali bellezze architettoniche di Caserta: patrimonio mondiale dell’umanità dell’UNESCO (come la Reggia e il Belvedere), tutta la sua bellezza la potrete ammirare nel comune di Valle di Maddaloni, dove sono collocati i Ponti della Valle, ancora perfettamente conservati, che collegano il monte Longano ad est col monte Garzano ad ovest. I Ponti della Valle poggiano su 44 piloni e sono divisi in tre ordini di arcate; la loro imponente misura è di 529 metri in lunghezza e, nel punto più alto, ben 56 metri di altezza. Se siete in zona, sarà impossibile per voi non vederli!

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I Ponti della Valle di Maddaloni, la mastodontica opera ingegneristica del Vanvitelli

Casertavecchia

Un tempo, il quartiere di Casertavecchia era il centro storico della città; oggi, ne rappresenta un bellissimo borgo medievale all’interno del quale i turisti possono visitare il Duomo, il campanile e le rovine del castello di Caserta. Di grande importanza, ovviamente, è il Duomo di Caserta, dedicato a San Michele costruito tra il 1113 e il 1153 nell’attuale Piazza del Vescovado, al fianco del quale sorge un imponente campanile in stile gotico, edificato qualche decennio più tardi; notevoli, inoltre, sono le testimonianze artistiche (in particolare pittoriche) che troverete all’interno della Cattedrale di San Michele, come ad esempio la Madonna col Bambino, unico elemento ‘superstite’ degli ormai perduti affreschi medievali.

Altro luogo di fondamentale importanza è il castello, la cui struttura originaria risale all’861, di cui oggi purtroppo ci restano soltanto alcuni resti delle sei torri; del successivo restauro in epoca sveva ci resta invece la maestosa torre, una delle più grandi in Europa, seconda in diametro (19 metri) soltanto a quella di Aigues Mortes, nella regione provenzale, oltre ad esserne alta ben 30.

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Uno scorcio di Casertavecchia

La Cattedrale di San Michele Arcangelo

Situato in Piazza Duomo, la Cattedrale di San Michele Arcangelo è il principale luogo di culto della città casertana. Costruito sulle basi di una preesistente chiesa trecentesca, l’edificio religioso fu costruito per volontà del re Ferdinando I, che affidò l’incarico della sua costruzione all’architetto Giovanni Patturelli.

Ad oggi, la Cattedrale di San Michele Arcangelo presenta un aspetto dovuto agli importanti rifacimenti ottocenteschi (con l’inaugurazione del 1832), ed è la sede della diocesi vescovile di Caserta. Durante il secondo conflitto mondiale, però, la città subì gravissimi danni dai bombardamenti, e fu ristrutturata e modificata, nella struttura così come nelle decorazioni, numerose volte nel corso del Novecento.

Dall’esterno, sono ben visibili le statue di San Michele Arcangelo e di San Sebastiano, nelle due nicchie poste nella parte superiore della facciata; all’interno, troverete le imponenti dodici colonne con capitelli corinzi che dividono la struttura in tre navate. Tra le opere presenti, spicca il Trionfo di San Michele Arcangelo sul Demonio, posizionato tra la navata e il transetto.

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La Cattedrale di San Michele Arcangelo, sede della diocesi di Caserta

Il Complesso di Sant’Agostino

Dopo la Reggia, il Belvedere e il borgo medievale di Casertavecchia, la quarta attrattiva più visitata del capoluogo campano è il Complesso di Sant’Agostino, grazie soprattutto alla presenza della Chiesa di Sant’Agostino, dal 1925 dedicata a San Sebastiano Martire.

Il Complesso di Sant’Agostino ha una storia abbastanza travagliata: nato come convento agostiniano, fu soppresso qualche secolo dopo (1654) in seguito all’editto papale di Innocenzo X, che imponeva la chiusura dei piccoli conventi; e quello di Sant’Agostino lo era, essendo arrivato ad ospitare, nel momento della chiusura, solo 5 monaci agostiniani. Qualche anno dopo, il Complesso fu ceduto alle domenicane, che si adoperarono il più possibile per renderlo abitabile e restituire lo splendore che aveva nel passato; viste le condizioni di degrado in cui versava, però, le monache furono costrette a chiedere l’aiuto di re Ferdinando IV, che subito pensò a Luigi Vanvitelli per il restauro del convento.

Non abbiamo testimonianze documentarie certe su quanto effettivamente il Vanvitelli incise nella costruzione dell’opera: secondo il critico Giovanni Sarnella “in questa chiesa tutto ci parla di Vanvitelli“; e in effetti, l’ipotesi più accreditata è che il grande architetto della Reggia di Caserta e dell’Acquedotto Carolino abbia, almeno in parte, modificato tutti gli elementi della chiesa; terminata nel 1774 (l’anno successivo alla morte del Vanvitelli), il Complesso richiese numerosi restauri a causa di alcuni terremoti che sconvolsero Caserta, come quello del 1805. L’attuale nome ufficiale, quello di Chiesa di San Sebastiano Martire, deriva dal fatto che dal 1922 questo edificio custodisce la statua lignea di San Sebastiano, opera dello scultore bolzanese Paul Morder Doss.

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La lapide che racconta la storia del Complesso di Sant’Agostino, all’interno del chiostro del convento

Santa Maria Capua Vetere

Santa Maria Capua Vetere è oggi uno dei principali poli turistici all’interno della provincia di Caserta, grazie soprattutto agli scavi archeologici che hanno portato alla luce alcuni reperti di capitale importanza risalenti all’epoca romana, quando Santa Maria Capua Vetere era nota semplicemente come Capua, ovvero una delle più grandi e importanti città romane del sud Italia.

La principale attrazione turistica della località casertana è soprattutto il meraviglioso Anfiteatro Campano (o Capuano), che si suppone sia stato il primo anfiteatro costruito dai romani, che fece dunque da base nientedimeno che al Colosseo. Un altro dei simboli della città è senza dubbio il famoso Arco di Adriano, di cui ci resta solo uno dei tre fornici originari e che, un tempo, faceva da ingresso alla città di Capua. Tra i reperti archeologici di epoca romana, da non dimenticare la Casa di Publio Confuleio Sabbione, il Criptoportico e il Mitreo, quest’ultimo uno dei più importanti in Italia.

Non mancano, però, le attrattive più recenti: ci riferiamo soprattutto al monumento ai Garibaldini, situato nella Villa Comunale, o ancora al Teatro Garibaldi, apertamente ispirato all’Opéra Garnier di Parigi. Sono almeno da citare, inoltre, i musei principali della città: il Museo Archeologico dell’antica Capua, il Museo dei Gladiatori, il Museo civico garibaldino e risorgimentale e il particolarissimo Museo delle carrozze.

Guida di Caserta
Anfiteatro Romano

Dove alloggiare

Ecco a voi una breve lista degli hotel da noi consigliati per il vostro soggiorno a Caserta:

Grand Hotel Vanvitelli (4 stelle)

Sito web: www.grandhotelvanvitelli.it
E-mail: reservation@grandhotelvanvitelli.it
Tel.: 0823-421330
Indirizzo: Viale Carlo III – 81100 Caserta

Villa Maria Cristina Hotel (4 stelle)

Sito web: www.villamariacristina.eu
E-mail: reservations@villamariacristina.eu
Tel.: 0823-352538
Indirizzo: Via Acquaviva, 24 (Trav. Archivio, 16) – 81100 Caserta

Hotel Jolly Caserta (4 stelle)

Sito web: www.hoteljollycaserta.it
E-mail: info@hoteljollycaserta.it
Tel.: 0823-325222
Indirizzo: Viale Vittorio Veneto, 13 – 81020 Caserta

Hotel Caserta Antica (3 stelle)

Sito web: www.hotelcaserta-antica.it
E-mail: info@hotelcaserta-antica.it
Tel.: 0823-371158 / 0823-286117
Indirizzo: Via Tiglio, 75 – 81100 Casertavecchia di Caserta