Capitale dell’omonimo Stato federato della Germania, Brema è una città-comune (diversa dalle città-Stato di Amburgo e Berlino), ed è situata sulle rive del Weser, a circa 60 chilometri dal Mare del Nord, in cui il fiume va a sfociare. Dal secondo porto commerciale della Germania (dopo quello di Amburgo, distante meno di 100 chilometri), la città di Brema è una delle più antiche di Germania, con la sua prima attestazione scritta risalente addirittura al 782.

La sua gloriosa storia viene bruscamente interrotta, come purtroppo molte altre città tedesche, durante la Seconda Guerra Mondiale: in totale, infatti, durante il conflitto, tra il ’42 e il ’45 furono sganciate quasi 900.000 bombe (!), uccidendo circa 4.000 persone e distruggendo l’85% del centro storico della città. Inevitabilmente, la città ha dovuto rimboccarsi le maniche per rialzarsi, aiutata in questo anche dall’imponente traffico di merci del suo porto, che ha reso possibile una ripresa economica che l’ha portata a tornare ad essere una delle città più importanti di Germania!

Cosa vedere

Ecco un breve elenco di alcune delle attrazioni che troverete a Brema. Questa lista, ovviamente, tiene in considerazione soltanto le attrazioni principali di questa città che, una volta visitata, siamo sicuri vi offrirà più di uno spunto per cercarne altri!

La Statua di Rolando

La Statua di Rolando, eretta nel 1404, si trova nella Piazza del Mercato (Rathausplatz Marktplatz) di Brema, in Germania, proprio di fronte alla Cattedrale di San Pietro, e raffigura Rolando, paladino del primo Sacro Romano Imperatore, Carlo Magno, ed eroe della battaglia di Roncisvalle. Rolando è considerato il protettore della città: la sua leggendaria spada (nota nella leggenda cavalleresca come ‘Durlindana’) è sguainata, e il suo scudo porta lo stemma con l’aquila imperiale a due teste. La figura di Rolando, raffigurato in piedi, è di circa 5 metri e mezzo di altezza, e sorge su un piedistallo di circa 60 centimetri.

Una colonna di sostegno, coronata da un baldacchino, porta l’altezza dell’intera statua a superare i 10 metri. La statua è stata scolpita in pietra calcarea ricavata dall’olmo, ed è stata commissionata dal governo della città per sostituire una di legno, bruciata nel 1366 dal principe-arcivescovo Albert II. La Statua di Rolando entra in contrasto con la chiesa circostante, in quanto rappresentazione di diritti cittadini, che si oppongono alle pretese territoriali del principe-arcivescovo.

La Statua di Rolando
La Statua di Rolando

Le statue di Rolando appaiono in numerose città dell’ex Sacro Romano Impero, come emblemi di libertà della città (Stadtrechte), ma la Statua di Rolando di Brema ne rappresenta il più antico esempio arrivato a noi, ergendosi a  simbolo della libertà civile diffusosi poi in altre città, oltre ad essere simbolo della nuova Europa.

Dal 1973, essa è tutelata dalla legge sulla protezione dei monumenti e, insieme al municipio, nel luglio del 2004 è stato aggiunta alla lista dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Secondo la leggenda, Brema rimarrà libera e indipendente fin quando la statua veglierà su di essa; per questo motivo, si sostiene che una seconda statua di Rolando sia tenuto nascosta nei sotterranei del municipio, pronta ad essere installata qualora cadesse l’originale.

Lo Schütting

Lo Schütting, situato anch’esso nella Piazza del Mercato di Brema, inizialmente fu la casa delle corporazioni dei mercanti e dei commercianti della città. Dal 1849, è diventata la Camera di Commercio di Brema. Dal 1973, rientra anch’esso nella tutela della legge sulla protezione dei monumenti tedeschi.

La storia dell’edificio comincia nel 1538, quando i mercanti di Brema pagano l’architetto fiammingo Johann den Buschener da Anversa, che cominciò la sua opera sin da subito ma, a causa di limiti finanziari, la costruzione delle facciate è durata molto di più. Il frontone orientale, in stile rinascimentale, è stato realizzato nel 1565 da un architetto locale di nome Karsten Husmann; anche Lüder von Bentheim, l’architetto della ristrutturazione rinascimentale del municipio, è stato impegnato nella sua costruzione.

Nel XVII-XIX secolo, la facciata è stata modificata più volte: nel 1756, Teofilo Freese ha ‘centrato’ l’ingresso e ha ridotto il numero di cornici orizzontali, cambiando così lo stile, mentre verso la metà del 19 ° secolo, i negozi di fronte al seminterrato sono stati rimossi, ed è stata costruita una scala doppia alla porta d’ingresso. L’edificio, con i suoi magnifici interni e gli arredi preziosi, fu raso al suolo il 6 ottobre 1944, e la sua ricostruzione è stata completata solo nel 1956, con l’esterno che è stato ricostruito, mentre l’interno è stato riconfigurato.

Lo Schütting
Lo Schütting

La Chiesa di Nostra Signora

La Chiesa di Nostra Signora (Kirche Unser Lieben Frauen) è una chiesa evangelica protestante situata a nord-ovest della Piazza del Mercato di Brema. Come la vicina Cattedrale, anche questo edificio risale al 13° secolo, anche se è stato completato solo nel 1979, sei anni dopo essere entrata sotto l’egida della legge sulla protezione dei monumenti. Originariamente, questa chiesa era dedicata a San Vito; intorno al 1020, fu eretto un nuovo edificio, di cui solo la cripta è ancora esistente.

La chiesa è stata estesa ed elevata al rango di basilica verso la metà del 12 ° secolo; dal 1220, la chiesa è stata intitolata alla Vergine Maria e, dal 1230 in poi, è stata ristrutturata in stile gotico. L’interno è stato gravemente danneggiato da un incendio nel 1944; negli anni ’50, l’intonaco medievale residuo e i resti degli affreschi sono stati rimossi, lasciando i muri in mattoni semplici.

Nel 1966, l’artista francese Alfred Manessier è stato incaricato di ridisegnare le 19 finestre che erano state distrutte durante la Seconda Guerra Mondiale, seguendo dei versetti della Bibbia: con l’aiuto di François Lorin da Chartres, Manessier completò il suo lavoro nel 1979.

La Chiesa di Nostra Signora
La Chiesa di Nostra Signora

La Chiesa di Nostra Signora possiede due campanili, di cui uno, quello a nord, con i suoi 84 metri è il terzo campanile più alto della città. Dopo la Prima Guerra Mondiale, l’architetto Otto Blendermann da Brema e lo scultore Friedrich Lommel da Monaco di Baviera crearono il Monumento ai Caduti, in pietra arenaria dal colore chiaro, in onore delle vittime della guarnigione Brema.

La statua raffigura il corpo disteso di un soldato morente con il cappotto e il casco, con la gamba sinistra leggermente inclinata, la mano destra che stringe saldamente la spada, mentre il braccio sinistro è teso indietro come se chiedesse aiuto. All’interno della Chiesa di Nostra Signora, inoltre, è presente un organo costruito nel 1953 da Paul Ott, oggi situato sulla parete occidentale della navata sud.

Il Municipio di Brema

Il Municipio di Brema è la sede del Presidente del Senato e sindaco della città anseatica di Brema, e si tratta di uno dei più importanti esempi di gotico baltico in Europa. Dal 1973, è tutelato dalla legge sulla protezione dei monumenti, e nel luglio 2004, insieme alla Statua di Rolando, l’edificio è stato aggiunto alla lista dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Anche il Municipio si trova in Piazza del Mercato, nel centro storico della città, ed è situato di fronte alla Statua di Rolando, e dall’altro lato della piazza rispetto allo Schütting, a sinistra della Cattedrale di San Pietro e del moderno edificio del Parlamento, e a destra della Chiesa di Nostra Signora.

Il vecchio municipio fu costruito tra il 1405 e il 1409. Tra il 1595 e il 1612, l’architetto Lüder von Bentheim rinnovò la struttura creò la nuova facciata, che si affacciava sul mercato. Costruita nello stile del Rinascimento del Weser, essa presenta elementi architettonici basati sulle opere dei grandi maestri del Rinascimento olandese, come Hans Vredeman de Vries, Hendrik Goltzius e Jacob Floris.

Tra il 1909 e il 1913, l’architetto di Monaco Gabriel von Seidl costruì un’estensione sul retro del palazzo in stile neo-rinascimentale, il Neues Rathaus (‘nuovo municipio’). Rinforzandone le pareti esterne, furono gli stessi cittadini di Brema a proteggere gran parte dell’edificio dalle bombe sganciate durante la Seconda Guerra Mondiale, che distrussero oltre il 60% della città (e, come detto, l’85% del centro storico). Il municipio subì diversi restauri, di cui l’ultimo nel 2003.

Il Municipio di Brema
Il Municipio di Brema

La Cattedrale di San Pietro

La Cattedrale di San Pietro, come detto situata anch’essa in Piazza del Mercato, è una struttura appartenente alla Chiesa evangelica tedesca. La prima struttura è stata costruita dal primo vescovo Willehad nel 789 circa, ma fu bruciata dai sassoni circa 3 anni dopo, per poi essere ristabilita sotto il vescovo Willerich, nell’805; diventata diocesi nell’845, dopo un nuovo incendio fu ricostruita sotto monsignor Adalberto (1043-1072) che, durante il suo mandato, ampliò di molto l’influenza di questa diocesi.

Col principe-arcivescovo Gebhard II, invece, la Cattedrale di San Pietro fu ristrutturata secondo i canoni dell’architettura gotica, così come con Johann Rode, che aggiunse numerose cappelle laterali e ampliò ulteriormente il bacino d’utenza del luogo sacro. Lo sconvolgimento avviene con la Riforma che investe la Germania: fu Hardenberg (detto Rizaeus) il primo pastore luterano della cattedrale, anche se la città era a maggioranza calvinista; la Cattedrale di San Pietro riaprì nel 1638 come chiesa luterana, l’unica in città; fu un’aspra lotta, che vide questa chiesa come protagonista, fino al 1830, quando i luterani vengono ufficialmente riconosciuti a Brema, ma i cittadini calvinisti, in una fase iniziale, non volevano spendere soldi pubblici per la ristrutturazione della cattedrale luterana.

Soldi che vengono stanziati nel 1880, quando si decise che la cattedrale dovrebbe essere riportata al suo splendore medievale: i lavori cominciano nel 1888 e terminano tre anni dopo, quando la chiesa viene riaperta, divenendo uno splendido esempio di architetture sovrappostesi nel tempo, nonostante i danni subiti durante il secondo conflitto, e rappresenta ancora oggi una testimonianza della storia di questa città: dalle invasioni alle riaffermazioni tedesche, da Cattolicesimo a Protestantesimo, dai calvinisti ai luterani, tutto, in questa chiesa, ci parla di Brema. Oltre alla sua immensa bellezza estetica, quindi, un motivo in più per visitarla!

La Cattedrale di San Pietro
La Cattedrale di San Pietro

Il Kunsthalle Bremen

Il Kunsthalle Bremen è il museo d’arte più importante della città, situato vicino al centro storico della città. Il museo ospita una collezione di dipinti europei che vanno dal 14° secolo ai giorni nostri, sculture dal 16° al 21° secolo e una collezione di New Media; facente parte della Bremen Art Society, il Kunsthalle Bremen è l’unico, tra i grandi musei tedeschi, ad essere privato.

L’Art Society (fondata nel 1823) ha aperto il Kunsthalle il 1° luglio 1847, diventando la prima Art Society in Germania con un proprio edificio. L’edificio, terminato 2 anni dopo, si basava sul progetto di Rutenberg, egli stesso membro dell’Art Society; l’edificio fu ampliato nel 1902, ma fu distrutto durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, con le collezioni fortunatamente già messe a riparo nel seminterrato ma, come misura ulteriore di sicurezza, il sindaco Böhmcker decretò che la raccolta dovesse essere spostata fuori città.

Purtroppo, la guerra fece sì che vi fu comunque un saccheggio senza precedenti per un patrimonio museale tedesco: ancora oggi, mancano all’appello circa 1.500 opere. Gli anni del dopoguerra furono molto duri per il Kunsthalle, che ricominciò ad essere attivo solo nel 1951, per poi beneficiare, nel 1961, di un imponente restauro, che proseguirono negli anni a venire, fino ai restauri degli ultimi anni, che hanno totalmente riammodernato la struttura.

Il Kunsthalle Bremen
Il Kunsthalle Bremen

Il Kunsthalle, che come detto copre opere d’arte figurativa dal 14° secolo fino ai giorni d’oggi, ha opere, tra gli altri, di Cézanne, Manet, Monet, Toulouse-Lautrec, Van Gogh, Delacroix, Munch, Pissarro e Wagner, oltre a stampe e disegni a mano di artisti come Degas, Dürer e Morisot. Uno dei racconti che meglio spiegano la travagliata storia del museo nell’ultimo secolo, è senza dubbio quella riguardante la cosiddetta Collezione Baldin. 

Quando, nel 1945, un ufficiale dell’esercito sovietico (Viktor Baldin) scoprì le opere depositate nel seminterrato della Kunsthalle, al fine di proteggerle dalla distruzione completa, portò in Unione Sovietica ciò che riuscì a portar via. Nel 1963, Baldin divenne direttore Museo di Architettura di Mosca e, quando fece visita al Kunsthalle nel 1989, iniziarono una serie di tentativi per riportare queste opere nel loro luogo originario; purtroppo, nonostante gli impegni tra i rispettivi direttori museali – nel frattempo, alcune opere erano state anche esposte all’Hermitage di San Pietroburgo -, la Duma russa, ad oggi, non ha ancora dato il suo benestare per la restituzione del patrimonio artistico.